Tra la New York ‘classica’ e quella televisiva

In giro per i musei, le vie più importanti e i monumenti. Poi, tappe nei luoghi resi famosi dai telefilm
 
Partenza il: 08/03/2014
Ritorno il: 15/03/2014
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

New York: 7 giorni non bastano! Sappiate che già un mese prima della partenza ho iniziato ad esserne quasi ossessionata: ho studiato molti diari di tpc, la guida, il meteo, e ho fatto i confronti incrociati con tripadvisor! Inoltre ho trovato un sito (si chiama “on the set of new york”) che dà tutte le indicazioni su dove sono state girate le scene di tutti i film ambientati a New York! Quindi, oltre a vedere le tappe “obbligate” (musei, punti panoramici, ecc…), nonché le case di “Friends” e “Sex and the city”, siamo stati nel locale della scena più famosa di “Harry ti presento Sally” e alla stazione dei pompieri di “Gosthbusters”.

Ok iniziamo!

Partiamo l’8 marzo da Palermo. Il volo Fiumicino-New York è alle 10,30 quindi per essere a Roma in tempo ci svegliamo alle 4,30 per il volo delle 7. Il volo intercontinentale è stato perfetto! Non abbiamo avuto nessuna turbolenza e, viaggiando con Alitalia, i film a disposizione erano in italiano quindi il tempo è davvero “volato”.

In Italia sono circa le 20,30, ma al JFK le 14,30 (che strano trovare tutta questa luce!). Dopo il controllo passaporti (una mezz’oretta di fila) e il ritiro bagagli (che erano già arrivati), seguiamo le indicazioni per Jamaica Station dove sappiamo che parte la metro che porta in città. Meno male che avevo letto in alcuni diari di TpC che il biglietto per l’airtrain si faceva all’uscita altrimenti mi sarei fatta un sacco di paranoie!

Usciti dalla navetta troverete sulla sinistra un’edicola e sulla destra delle macchinette. Noi ci dirigiamo verso queste ma… non troviamo l’opzione per fare il biglietto settimanale, quindi ci spostiamo all’edicola, che però non accetta carte (!). Fortunatamente accanto c’è un ATM (bancomat). Qui spendiamo 5+5$ (i due biglietti per l’airtrain) +30+30$ i due abbonamenti settimanali della metro. E, finalmente, ci dirigiamo verso la city! Già dall’airtrain Francesco, mio marito, mi dice “guarda! lo skyline di Manhattan!“. Io lo vedo, ma ancora non ci credo!

Scendiamo alla prima fermata all’interno dell’isola di Manhattan della linea E (Lexington av/53 St) e uscendo dalla metro e guardando finalmente naso all’aria i grattacieli mi rendo conto che siamo veramente qui! Ci dirigiamo verso l’albergo: POD 51, poco più di 800€ per 6 notti, una doppia con il bagno in stanza (un affare vista la posizione!). Certo la stanza non è enorme, ma va benissimo così, visto che non abbiamo in programma di stare molto in albergo. Posate le valigie, una doccia veloce e usciamo subito (intanto sono quasi le 18): in 3 isolati siamo a Park Avenue, con vista su Metlife, un’occhiata veloce all’esterno del Waldorf Astoria, e un breve giro alla Cattedrale di Saint Patrick (breve perché è tutta in restauro). Ci infiliamo al Lego store (carino ma forse lo avevo immaginato più grande) e uscendo dall’altra porta ci ritroviamo di fronte la pista di pattinaggio del Rockfeller Center! Che bello, non sapevo che a marzo fosse ancora attiva. In un attimo di euforia propongo di farci un giro sul ghiaccio (della serie “quando ci ricapita?”) ma in effetti non aveva molto senso rischiare di farsi una caduta (visto che non siamo abituati a pattinare sul ghiaccio) il primo giorno, e continuiamo a girare. Passiamo davanti a Radio City Music Hall e arriviamo a Times Square. Nonostante si veda in tanti film me l’immaginavo diversa! E’ veramente “superluminosa” con tutte queste insegne. Passiamo davanti al Bubba Gump Shrimp co. (tra i posti che mi era prefissata di vedere visto che Forrest Gump è il film preferito di Francesco), ma c’è la fila per sedersi (in fondo è sabato sera in piena Times Square) e facciamo solo un giro nello shop con tutti gli oggetti legati al film (racchette da tennis, targhe con la scritta “Run Forrest Run”, ecc). E’ carino, ma siamo veramente stanchi. Cerchiamo di non cedere al fuso orario, ma anche se qui sono le 20 in Italia sono le 2 e noi ci siamo pur sempre svegliati alle 4,30 stamattina! Decidiamo di prendere la metro e di tornare in albergo per cercare un posto lì vicino. Nonostante ci siano diversi posti dove vorrei mangiare siamo così stanchi che non ci godremmo niente quindi optiamo per un ristorante belga accanto l’albergo (BXL, 210 est 51 st). L’atmosfera è molto carina, con luci soffuse e buona musica. Io prendo una zuppa di cipolle e Francesco del pollo con delle salse. Non male, ma non consiglierei comunque di andarci apposta.

Finalmente a letto, pronti per ricaricare le batterie per l’indomani! Ah, sapendo che la prima notte non si dorme mai molto ero più che felice di avere scoperto che la notte tra sabato 8 e domenica 9 negli Stati Uniti c’è l’ora legale! Diciamo che abbiamo dormito un’ora in meno (ma tanto eravamo veramente sballati con gli orari) ma abbiamo guadagnato un’ora di sole in più! 🙂

Secondo giorno: domenica 9 marzo

Ci svegliamo verso le 7,30 dopo una dormita non proprio ininterrotta, ma la giornata è bellissima e per le 8,30 siamo fuori.

Il posto dove immagino di fare colazione oggi non è troppo lontano e sembra molto buono… solo che non è effettivamente dove segnava la mappa di tripadvisor! Leggendo meglio l’indirizzo realizzo che è molto più lontano, quindi anche se un po’ seccata di aver perso tempo, optiamo per il secondo posto nelle vicinanze che avevo segnato: Fluffy’s. Forse Francesco si aspettava qualcosa di più visto che gli ho fatto attraversare 10 isolati (e lì gli isolati sono enormi) per fare colazione ma tutto sommato riconosco che il posto era buono e non c’era neanche un turista. Io poi per rifarmi della delusione del primo posto ho scelto una colazione molto leggera: uova, bacon, patate e pane tostato con burro, slurp!

Ritrovandoci abbastanza vicini al Rockfeller Center e vista la bella giornata propongo a Francesco di vedere quanta fila c’è per il Top of the Rock. D’altra parte è domenica mattina e penso che un po’ di fila ci sarà… e invece no! Decidiamo allora di salire e anche se, ovviamente, è arrivata qualche nuvola, la vista è stupenda! Da un lato Central Park (e vediamo che i laghi sono ghiacciati!!) e dall’altro l’Empire! Che bello, che bello! Una volta usciti, anche se si è fatto un po’ tardi prendiamo la metro per Harlem alla ricerca di una messa battista con coro gospel. Sono già le 11:45 e sappiamo che tutte le messe sono cominciate, però vediamo delle persone entrare in una chiesa e ci infiliamo anche noi. Era la First Corinthian Baptist Church e delle “maschere”, come a teatro, ci hanno dato il benvenuto e ci hanno indicato dove sederci. Abbiamo assistito a un paio di canti e poi al sermone. Sapevamo che era scortese andarsene a metà, ma dopo più di un’ora cediamo anche noi, soprattutto perché non riuscendo a seguire completamente la predica non riusciamo neanche a capire tra quanto finirà! Però è stato moto interessante assistere a qualcosa di così diverso dalle nostre messe. Figuratevi che le maschere avevano dei kleenex da distribuire in caso di lacrime! Una volta usciti passeggiamo fino a Central Park e lo percorriamo tutto da nord a sud mangiando un hot dog preso da un ambulante. Mi ha divertito che nella tabella dei prezzi fossero indicate anche le calorie! Vediamo l’harlem meer, il north meadow, e il reservoir (che si può percorrere, anche a piedi, in un solo senso di marcia!), ma riconosco che le cose più interessanti sono dal great lawn in poi (venendo da nord come noi) come il Belvedere Castle, il Ladies Pavillon, Strawberry fields, Bethesda Terrace (che però mi ha un po’ delusa perché la fontana era senza acqua ), e the Mall. Quindi se avete poco tempo vi consiglio di prendere la metro e partire da metà parco. Il contro di vedere Central Park in questo periodo è stato che tutti i prati erano chiusi per la stagione, ma dall’altro lato è stato particolare vederlo con la neve e i laghi ghiacciati 🙂



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