Tra Italia e Austria

Val Pusteria e dintorni
 
Partenza il: 06/09/2010
Ritorno il: 20/09/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Siamo Gianni e Laura, amanti del viaggio, della natura, della montagna e quest’anno, per le nostre vacanze, abbiamo voluto unire queste passioni, rimanendo nei confini italiani o quasi. Siamo in Val Pusteria e poco ci divide dall’Austria; in effetti Prato alla Drava (frazione di San Candido), dove abbiamo affittato un bilocale per 2 settimane, è a circa 500 metri dal confine austriaco. Oggi il confine non esiste più, gli edifici sono quasi del tutto abbandonati e si ha una sensazione di estrema tristezza… per fortuna appena poco oltre ecco il primo paesino con casette in fiore, negozi e l’immancabile benzinaio… la solita vita insomma che per nulla si differenzia da quella che si vive poche centinaia di metri prima, in suolo italiano… evviva l’abolizione di tutti i confini. Il nostro arrivo in terra tirolese non è stato dei migliori dal punto di vista meteorologico, vento piuttosto forte e pioggia… ma siamo certi migliorerà! Ma il giorno successivo ancora non cambia, quindi decidiamo di conoscere i dintorni tra cui spicca il Lago di Braies uno specchio d’acqua così verde da assomigliare ad uno smeraldo incastonato tra montagne, di notevole bellezza, che si specchiano possenti nelle sue acque. Si può percorrere tutto il perimetro del lago attraverso un bel sentiero, circa 1h di cammino tranquillo soffermandosi, perché no, in alcuni angoletti davvero graziosi per una foto di effetto. E poi ecco i paesi di San Candido e Dobbiaco, davvero 2 piccoli gioielli con i loro borghi antichi e, in particolare, ci ha colpito la chiesetta dedicata proprio a San Candido, bellissimo esempio di architettura romanica (in questo caso la più famosa e meglio conservata del SudTirolo), e la crocifissione lignea conservata al suo interno, illuminata da un semplice ma suggestivo rosone. Anche oggi, mercoledì, il tempo non è clemente… che fare??? Va bene sconfiniamo e cerchiamo qualche angoletto simpatico nel cosiddetto OstTirol. Il paesaggio cambia poco da quello in terra italica, anche la pioggia comunque ha il suo fascino, osservando attentamente dal finestrino dell’auto ci sembra proprio che i colori non si spengano a causa delle nubi piuttosto grige, anzi, sembrano quasi ribellarsi all’arrivo inesorabile dell’autunno: il verde non è uno solo ma esplode in mille sfumature diverse da quello scuro e intenso delle conifere a quello più brillante dei prati e delle siepi che circondano le case con i balconi in legno di un marrone così scuro da assomigliare ad una tavolozza su cui si posano i colori più accesi e vivaci dei fiori: rosso, giallo, viola, arancione, blu… il pittore può davvero sbizzarrirsi!!! Giovedì, indovinate un po’.. piove… sigh sigh! Però la nostra padrona di casa, nonché gestore del negozio di alimentari sotto casa, ci avverte che spesso se in Italia piove, in Austria può esserci bel tempo… allora non aspettiamo oltre e partiamo: la meta è il Grossglockner Glacier in Carinzia esattamente nel parco degli Alti Tauri; in realtà questo è il nome del massiccio in cui si è formato questo ghiacciaio chiamato Pasterzen. Il tragitto è piuttosto lungo, ma dopo aver oltrepassato Lienz, ecco che inizia la strada panoramica che conduce al parco naturale (pedaggio di ingresso per un giorno Euro 28). L’aria è fredda e piove.. che novità!! Però questa volta non ci fermiamo, gustiamo un cappuccino caldo presso la tavola caldo sul piazzale dove è posta anche una lapide in ricordo dell’Imperatore Francesco Giuseppe e della sua amata sposa l’Imperatrice Elisabetta, a molti più nota come Sissi, che qui arrivarono nel 1856; inoltre, al centro ecco una barca in legno per ricordare a tutti che il ghiacciaio, in epoca lontanissima, era un lago! Ed ora eccoci percorrere il sentiero (ca. 1 km) che ci condurrà ai piedi del ghiacciaio anzi no proprio sul ghiacciaio;, si può camminare sul ghiaccio vivo e avvicinarsi, con cautela, ai seracchi più vicini. Lungo il sentiero notiamo dei cartelli che indicano quanto, a partire dal 1975, si sia ritirato il ghiacciaio e l’effetto è, secondo noi, devastante perché in 40 anni si è davvero creato un abisso. La pioggia purtroppo non è cessata e dopo più di 2 ore siamo ridotti veramente come pulcini bagnati, o meglio fradici ma non ci arrendiamo; per noi è un’occasione da non perdere e come sui ghiacciai della Val d’Aosta, della Svizzera o dell’ Islanda, ci sembra di passeggiare “nella storia della natura” e poi, a casetta, una doccia calda e una buona minestra ci ritempreranno sicuramente e saremo pronti ad affrontare il domani… che tempo farà???? Gianni mi sveglia alle 8 con parole che sono musica per le mie orecchie: “C’è il sole!!!”.. benissimo allora partenza per una meta direi classicissima: Le tre cime di Lavaredo perle di questa terra e, come noto, patrimonio dell’Unesco. Arrivati al lago di Misurina eccole stagliarsi sul cielo azzurro e limpido, solito pagamento pedaggio (20 Euro con l’auto) per arrivare ai parcheggi presso il Rifugio Auronzo. Da qui partenza del sentiero che, formando un anello, ci porterà al Rifugio Lavaredo e al Rifugio Locatelli e poi nuovamente al punto di partenza girando attorno alle tre cime. Sarebbe davvero fantastico camminare in solitaria con la compagnia delle maestose cime ma non è così, insieme a noi un vero reggimento di persone… possiamo solo immaginare la folla durante i mesi di Luglio e Agosto! Decidiamo di percorrere un sentiero alto da cui ammirare tutta la valle circostante e le centinaia di sentieri che da lì si dipanano e tornati all’Auronzo ci ritempriamo con una buona polenta… ci voleva proprio visto che il sole è calduccio ma l’aria parecchio frizzante. Salutiamo queste meravigliose montagne e torniamo verso casetta… oggi è stata una gran bella giornata! Ma oggi, sabato, ancor di più! Il sole ci sveglia ed è caldo, il cielo limpidissimo e allora via verso il Monte Avanza… e perché vi chiederete? Piccola spiegazione: Gianni è appassionato di mineralogia e, spesso, i viaggi all’estero e le nostre camminate in montagna, ci portano presso vecchie miniere, cave o luoghi di ritrovamento. Ci piace raggiungere vecchie discariche dove sono segnalati minerali da poter cercare e raccogliere per la nostra collezione. Inoltre, è molto interessante anche fotografare i villaggi minerari ricchi di storia dove hanno lavorato duramente e vissuto tanti uomini, donne e bambini per poter sopravvivere… è bello vedere con i propri occhi per meglio capire le notizie riportate dai libri. Proprio sul Monte Avanza esiste uno di questi villaggi; si raggiunge dopo aver percorso la strada che porta a Sappada (Veneto) sin quasi al paese di Forni Avoltri (Friuli). Lasciata l’auto ecco inerpicarsi una stradina sterrata ben tenuta percorribile a piedi, in mountain-bike, con moto da enduro oppure in fuoristrada ma solo previa autorizzazione; la strada è immersa nel bosco… fantastici i rumori tutto intorno: il vento, gli uccelli, sicuramente qualche scoiattolo e solamente 2 esseri umani… noi! Sì questa volta siamo davvero soli e, dobbiamo ammettere che non ci dispiace affatto. Dopo circa 1,30h si arriva al piazzale della Casa della Direzione, una vera terrazza sulla valle e oggi la vista è fantastica, il sole domina nel cielo e alla sera ci accorgiamo di avere naso e guance parecchio arrossati. Vabbè devo preparare la cena.. a domani!!! Anche oggi, domenica, il sole è forte e caldo e quindi decidiamo di prendere la funivia per il Monte Elmo. Ci dirigiamo, quindi, verso Sesto e cosa troviamo? Una fiumana di persone, si tratta di una corsa podistica ma sì, certo, è la corsa delle Tre cime di Lavaredo, per gli addetti ai lavori, famosa in mezzo mondo e infatti il vincitore è un neozelandese abitante in Val di Fiemme che ha percorso i 17 km di gara in 1,30h… come dicono i francesi “Chapeau!!!”. Lasciamo i partecipanti al loro riscaldamento pre-gara e via, con la cabinovia arriviamo sino al Ristorante Monte Elmo e poi a piedi si percorre un bel sentiero che porta sino in cima al Monte vero e proprio con le vecchie fortificazioni militari. Il sentiero prosegue sino al Rifugio Gallo Cedrone e ancora al Rifugio Sillian, già in terra austriaca per pochi metri… dopo un breve pranzetto con cioccolato e yogurth ci soffermiamo su una delle panchine poste lungo il tragitto ad osservare le montagne tutt’intorno… non ci stancheremo mai di dirlo: “Meravigliose nella loro maestosità e, davvero, maestre di vita!”. Gianni però, ad un certo punto, sente un languorino che lo attanaglia e quindi ritorniamo sui nostri passi e al Gallo Cedrone ci concediamo un’ulteriore spuntino. Io opto per una fetta di Strudel con succo di mela fatto in casa (delizioso!) mentre Gianni, ottima forchetta, sceglie un panino caldo con pane nero, pancetta, formaggio e cipolla condito con maionese… qualsiasi commento è superfluo. A sera centinaia di stelle illuminano il cielo e quindi ci aspettiamo un’altra bella giornata e invece no, cari lettori, oggi, lunedì, diluvia, giornata quindi dedicata alla visita del museo mineralogico in Valle Aurina, per la somma felicità del marito che, ammetto, ha sbavato come un lumacone di fronte a tanta meraviglia. Poi ci ritiriamo a casetta, anche un giorno di riposo fa parte della vacanza, quindi una buona tazza di tè, un buon libro e qualche occhiata fuori; la pioggia scende abbondante mentre la neve copre le cime oltre i 2000 metri… le previsioni meteorologiche però ci rinfrancano, domani dovrebbe essere una giornata serena. Il “colonnello Bernacca” di turno ha azzeccato e oggi, martedì 14 settembre, è un’altra bella giornata quindi ci dirigiamo verso Kals am Glossglockner, da qui parte la funivia (20 Euro a testa andata e ritorno) che dai 1300 mt ci trasporta all’Audler Lounge a 2621 mt. Questa costruzione è davvero “spaziale”, ideata soprattutto per l’inverno, infatti pare essere uno dei tanti paradisi per gli sciatori austriaci e non solo viste le 5-6 piste che partono proprio da qui. La nostra meta è però un’altra: il Rotenkogeln, un picco a 2762 mt che raggiungiamo percorrendo un sentiero in quota piuttosto frastagliato e da seguire con molta attenzione soprattutto nell’ultima parte prima della cima, magari aiutandosi con alcuni cavi d’acciaio posti a ridosso della parete. Dalla cima la vista è fantastica e a 360° su tutta la valle e in lontananza ecco il ghiacciaio nella sua totalità… quassù, però, 6 persone sono una folla e, dopo uno spuntino, decidiamo di ridiscendere per fare posto a quelli che stanno arrivando per ammirare lo splendido panorama. Mercoledì 15 settembre… qualche nuvola ci sveglia ma partiamo ugualmente per la Valle di Anterselva, famosa per le piste e lo stadio di Biathlon, disciplina olimpica che combina sci di fondo e tiro al bersaglio, sport nazionale e affascinante visti i difficili gesti tecnici e atletici. In particolare arriviamo al Passo Staller a 2020mt, linea di confine tra Italia e Austria nel vero senso della parola, infatti i sentieri che si percorrono intorno al lago e su e giù per la montagna sono punteggiati da numerosi ceppi che indicano proprio il confine… di qua I (Italia) e di là O (Oesterreich). La baita al passo propone un menù variegato e quindi scegliamo un piatto di minestrone (io) e un tagliere speck e formaggio (Gianni)… indovinate chi è il “mangiatore” di famiglia??? Giovedì 16 settembre dedicato alla Virgental in Austria, in particolare ci dirigiamo verso le Cascate della Umbtal, si arriva ad un parcheggio (posto auto per 1giorno Euro 5,50) e da lì si parte per raggiungere Pebelalm ossia un “posto-tappa” dove rifocillarsi al ritorno dal percorso ben segnato che costeggia tutto il fiume creatosi grazie alle cascate le cui acque sono davvero incantevoli. Il colore dell’acqua è grigio-azzurro perché le cascate nascono direttamente dallo scioglimento dei ghiacciai soprastanti, per intenderci, la colorazione è molto simile a quella di una pietra preziosa, l’acqua marina nello specifico… davvero di grande effetto soprattutto quando la portata dell’acqua è maggiore ossia tra la primavera e l’estate quando la neve scoglie più intensamente! Al ritorno alla baita non potevamo esimerci dalla solita merenda e quindi un buon succo di mela e una fetta di strudel con panna… mmmmm!!!!!!!! Venerdì 17 decidiamo di tornare sul Grossglockner, ricordate il ghiacciaio?? In realtà, questa volta, vorremmo raggiungere l’Edelweisspitze e l’Hochtor, ossia i 2 punti più alti rispettivamente a 2571mt e 2504mt e quindi godere della splendida vista. Ma, oggi, non siamo affatto fortunati, le nubi ci avvolgono completamente e quindi il panorama possiamo solo immaginarlo. Anche questa particolare atmosfera comunque ci affascina e il tutto è improvvisamente allietato da una gara di auto d’epoca… pazzesco vero!!?? Eppure proprio qui a più di 2000 mt di altitudine queste meraviglie della meccanica dei primi anni del secolo scorso fanno davvero un effetto strano e quindi scattiamo qualche foto con queste “bellezze” d’altri tempi. Sabato è giorno di relax totale causa pioggia intensa e incessante però la domenica si presenta abbastanza soleggiata e quindi decidiamo di salutare sia l’Italia che l’Austria… sì, purtroppo il nostro soggiorno volge al termine! Ci rechiamo prima al Lago di Misurina per dare un arrivederci alle Tre Cime e poi seguiamo la Pustertaler Hohenstrasse ossia l’alta via che ci conduce all’Hochsteinhutte, un rifugio a ca. 2000mt da cui il panorama è davvero fantastico sia sulla valle di Lienz che sulle Dolomiti di Lienz, naturale proseguimento di quelle italiane. Al termine di questo viaggio possiamo solo ringraziare questo pezzo di mondo tra Italia e Austria che ci ha regalato immagini meravigliose! Buon viaggio a tutti! Laura & Gianni



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