Tra citta’ imperiali e deserto

Diario di viaggio di Giusy e Gio Il nostro viaggio inizia mercoledì 7 agosto alle 4.00 del mattino. Con la nostra Citroen Picasso, alleggerita dai sedili posteriori per fare spazio al pieno di acquisti, partiamo in DIREZIONE MAROCCO! Nel viaggio seguiamo ciecamente nostro cognato Karim che è marocchino e ci accompagnerà almeno fino a Rabat,...
 
Partenza il: 07/08/2007
Ritorno il: 31/08/2007
Viaggiatori: in coppia

Diario di viaggio di Giusy e Gio Il nostro viaggio inizia mercoledì 7 agosto alle 4.00 del mattino. Con la nostra Citroen Picasso, alleggerita dai sedili posteriori per fare spazio al pieno di acquisti, partiamo in DIREZIONE MAROCCO! Nel viaggio seguiamo ciecamente nostro cognato Karim che è marocchino e ci accompagnerà almeno fino a Rabat, dopo di che procederemo da soli alla scoperta della sua terra! La prima tappa dopo 1.300,00 Km (fortunatamente senza intoppi) è in Spagna, a Castellon de La Plana; dopo una notte in albergo ripartiamo diretti verso Algesiras per imbarcarci sull’aliscafo che ci porterà a Ceuta (ancora territorio spagnolo). La “traversata” dura solo 35 minuti e sbarcati aldilà dello Stretto di Gibilterra guadagniamo due ore per il fuso orario! Dopo aver sbrigato tutte le pratiche di registrazione alla dogana per il passaporto e per l’auto (assicurazione marocchina € 80,00 per 30 gg perché la carta verde italiana non copre il Marocco), superiamo la frontiera Spagnola e entriamo in Marocco. L’ingresso è tranquillo così come spiegato anche sulla nostra Lonely Placet che consiglia a chi va in Marocco per la prima volta proprio il porto di Ceuta anziché Tangeri che invece è molto caotico! Superata Ceuta, passiamo da Tetouan, dove un viale illuminato, decine di bandiere rosse sventolanti e una gigantesca foto di re Mohamed VI ci accolgono in Marocco! Proseguiamo per un centinaio di chilometri ancora, ma la stanchezza si fa sentire ed è impossibile arrivare a Rabat, anche perché, nonostante le lancette segnino le 22.00 per noi è mezza notte! Decidiamo quindi di fermarci appena possibile; nei pressi di Asilah troviamo un hotel che però è al completo e può darci soltanto un appartamento che probabilmente non affittano da tempo! Siamo così esausti e non ci formalizziamo, accettiamo l’offerta e ci buttiamo sul materasso. La mattina dopo iniziamo subito la giornata con tè alla menta, dolci al miele e vista oceano. Ci rimettiamo in cammino e in due ore raggiungiamo Rabat, una delle città imperiali e, per noi, in assoluto la più bella! Passiamo a Rabat tre giorni, ospiti a casa della famiglia di Karim, trattati come dei principi! Passeggiamo per la medina ammirando gli artigiani che lavorano il legno, immersi nei colori accesi dei tappeti e delle ciabattine in pelle e, sentendo per la prima volta il richiamo alla preghiera del muezzin! Visitiamo la tour Hassan con i resti del colonnato della moschea distrutta dal terremoto del 1775 e il mausoleo di Mohammed V, dove possiamo subito apprezzare il tradizionale stile marocchino ammirando le splendide decorazioni a mosaico. Da qui abbiamo una splendida vista anche della città bianca di Salè sulla sponda opposta del fiume Bou Regreg e completamente circondata da mura. Ci lasciamo la visita alla Kasbah des Oudaias al ritorno dal nostro tour e, nonostante a casa di Karim abbiamo trovato una famiglia, la voglia di vedere con i nostri occhi tutto quello che per circa sei mesi abbiamo solo letto è tanta e quindi partiamo verso un’altra città imperiale, Meknes.

L’arrivo a Meknes non è dei migliori, perché arriviamo poco dopo “l’attentato” del 14 agosto e troviamo Piazza El Hedim e la porta Bab El Mansour colma di gente e transennata dalla polizia che sta procedendo con tutti i rilievi del caso. Dopo qualche minuto di riflessione, il nostro spirito fatalista prende il sopravvento e decidiamo quindi di salire su un calesse e fare il giro delle mura della città (120 Dirham per un’ora); passiamo così accanto alle principali porte della città, al palazzo reale di Moulay Isma’il, alla piazza Lalla Aouda, ai granai dove venivano conservati grano e fieno per i 12.000 cavalli di Ismail e all’enorme bacino di Agdal lungo circa 25 Km e dove, a detta di un uomo seduto all’ingresso del granaio, si abbeveravano i 12.000 cavalli! Finito il giro in calesse, torniamo alla porta Bab El Mansour, dove a distanza di un’ ora sembra che nulla è accaduto! Ci fermiamo ad ammirare la porta che è veramente imponente e ben conservata! Dopo di che ci inoltriamo nelle strette stradine della medina e gironzolando tra i vari souq acquistiamo il nostro primo tappeto! Torniamo in albergo (Ibis Moussafir Meknes – € 55 bb), cena a bordo piscina e subito a letto per recuperare le energie.

Il giorno dopo partiamo diretti a Fes, passando da Volubilis. Visitiamo il sito archeologico e capiamo perché l’Unesco l’abbia dichiarato patrimonio dell’umanità! Compriamo due cappelli in paglia e con l’aiuto di Mohammed, una delle guide (chiaramente non ufficiale) all’ingresso del sito, camminiamo per quasi due ore tra resti di abitazioni, botteghe, mulini … costruiti nel 40 d.C., soffermandoci ad ammirare i mosaici ancora ben conservati e lo splendido arco di trionfo. Lasciata Volubilis, attraverso una stradina secondaria poco battuta, raggiungiamo la più antica delle città imperiali: Fes. Anche qui alloggiamo in un hotel Ibis, visto il buon rapporto qualità/prezzo. A Fes restiamo due giorni e decidiamo di affidarci ad una guida del posto (consigliataci dall’hotel) per non perderci nel labirinto della medina! Il primo pomeriggio Said, la nostra guida, ci porta ad ammirare la città dall’alto delle colline del Borj Nord e dal forte del Borj sud, per poi finire la giornata ad ammirare come nascono le famose ceramiche di Fes presso una dei laboratori di ceramica della città dove, appena arrivati siamo assaliti da un forte profumo di oliva e scopriamo così che lo scarto delle olive, pressato e ridotto in “poltiglia” costituisce il combustibile per la cottura della ceramica. Acquistiamo il numero civico per la nostra casetta come ricordo delle ceramiche blu di Fes e torniamo in albergo dove ci rilassiamo in piscina.

Il secondo giorno, Said ci porta davanti al grande palazzo reale nella Fes El – Jdid che tradotto è la città nuova; dopo lo sfarzoso ed elegante palazzo del re del quale però si può ammirare solo l’mponente portone di ingresso iniziamo la scoperta di Fes El Bali, ossia la città vecchia, una delle più grandi città medievali esistenti al mondo. Entriamo nella medina attraverso la sua porta principale Bab Bou Jeloud ricoperta da un lato di mattonelle blu, colore simbolo di Fes e, dall’altro lato di verde, colore simbolo dell’Islam. Iniziamo a seguire Said nelle tortuose stradine attenti a evitare carretti trainati da muli sovraccarichi di qualsiasi cosa! Visitiamo la Medersa Bou Inania, la place an Nejjarine con la sua fontana, il souq del legno, del ferro e della pelle dove dall’alto di una terrazza seguiamo il duro lavoro della conceria, tenendo un mazzetto di menta sotto il naso per meglio sopportare l’odore poco gradevole. Ci fermiamo a pranzo al Restaurant Asmae per un tipico pranzo marocchino e nel pomeriggio proseguiamo la nostra camminata tra un souq e l’altro acquistando souvenir.



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