Tra Baviera e Franconia passando per Salisburgo

Un viaggio all'insegna della cultura tra creazioni fantastiche e il trionfo del Rococò e del Barocco
Scritto da: girovaga54
tra baviera e franconia passando per salisburgo
Partenza il: 11/08/2015
Ritorno il: 24/08/2015
Viaggiatori: 3
Spesa: 1000 €

VIAGGIO IN BAVIERA, FRANCONIA e SALISBURGO 2015

Volevamo da tempo visitare la Baviera, rifiutandoci però di identificarla solo con la città di Monaco e i suoi simboli: la birra, lo stadio del Bayern, la famosa Hofbräuhaus. Proprio per questo, l’organizzazione del viaggio non è stata semplice, perché man mano ci rendevano conto di quanto ci fosse da vedere, poi, finalmente, è venuto fuori un itinerario un po’ bislacco, piuttosto composito e arzigogolato, ma che ci ha permesso di spaziare da monti a laghi, da splendide cittadine a fantastici castelli con una puntata nella piacevolissima Salisburgo. Una overdose di natura e cultura che ci ha soddisfatti completamente. E quante cose abbiamo dovuto comunque tralasciare!

Martedì 11 agosto

La partenza è prevista dall’aeroporto di Ciampino con il volo RYANAIR FR 7084 delle ore 6:40. Certo, è stata una levataccia, aggravata anche da un forte temporale che si è abbattuto su Roma fin dalla sera precedente. Oltretutto la nostra auto ha avuto dei problemi e siamo costretti a ricorrere ad un taxi che ci viene a prendere alle 4:30.

Alle 8:15 atterriamo puntualmente all’aeroporto di Memmingen, una cittadina a circa 120 chilometri a sud di Monaco, scomoda per chi deve andare direttamente in quella città, ma ottima per noi che dovremo arrivare prima a Salisburgo percorrendo la splendida Strada delle Alpi Bavaresi da ovest ad est.

Ritiriamo l’auto già prenotata con Europcar: ci assegnano una Opel Astra nuovissima, anche troppo grande per noi che siamo in tre. Abbiamo viaggiato più che comodamente. Abbiamo davanti tutta la giornata a disposizione, anche se la tabella di marcia (che ci siamo imposti di rispettare il più possibile dopo tanta fatica nel reperire orari, indirizzi ecc.) è fittissima e prevede subito una prima sosta a 11 chilometri dall’aeroporto: l’Abbazia di OTTOBEUREN, fondata nel 764 dai Benedettini, adagiata ai piedi delle dolci colline della regione dell’Algovia. La sfarzosa chiesa, nelle sue forme attuali è stata costruita intorno alla metà del ‘700: è il primo impatto con la profusione del barocco e del rococò a cui non siamo tanto abituati e che ci accompagnerà per tutto il nostro viaggio lasciandoci incantati.

Riprendiamo il nostro percorso sulla A7 (90 chilometri circa) verso il paese di OBERAMMERGAU dove alloggeremo per due notti. Poiché la strada, in certi punti, entra in Austria (siamo al confine), è necessario attaccare sul parabrezza la famosa ”Vignette”, il bollino indispensabile per viaggiare sulle autostrade austriache pena una multa salata, se sprovvisti. Noi l’avevamo già acquistata presso l’ACI a Roma (8,00 per la validità di 10 giorni), ma è in vendita presso la stazione di servizio più vicina al confine. Comunque è comodo esserne già in possesso.

Attraversando belle vallate e costeggiando il lago PLANSEE, intorno a mezzogiorno parcheggiamo l’auto davanti al nostro hotel a Oberammergau. Il FERIENHAUS FUX è il classico albergo di montagna con i balconi fioriti, ma nulla esternamente lascia indovinare l’ampiezza e l’eleganza delle camere che ci vengono assegnate: la n. 5 e la n. 6, provviste di bagni nuovissimi e di balconi lungo tutta la lunghezza di ciascuna stanza (costo totale, per due notti, € 356,00 comprendente una abbondante colazione ed il contrassegno per il parcheggio gratuito).

Esploriamo un po’ il centro cittadino prima di scegliere un locale dove fermarci a pranzo e questo ci dà la possibilità di ammirare quelle che vengono considerate la particolarità di questo luogo estremamente piacevole: le facciate delle case splendidamente dipinte.

Ci accomodiamo sotto gli ombrelloni del ristorante dell’Hotel Alte Post in Dorfstrasse n.19 dove gustiamo, tra l‘altro, un ottimo gulasch e una fetta di strudel niente male. Spendiamo in tre € 36,00.

Unica nota negativa, che ci accompagnerà per tutto il nostro viaggio: la presenza di vespe ed api che ti ronzano intorno, entrano nei piatti, muoiono annegate nei bicchieri, ma che mai ci hanno punto e con cui ti devi abituare a convivere. Per conforto, dicono che questo sia sintomo di località ecologicamente ineccepibili.

Breve riposo in hotel per recuperare un po’ del sonno perso e poi di nuovo in marcia: in pochi minuti, a soli 7 chilometri, ci troviamo di fronte all’immenso complesso dell’Abbazia benedettina di ETTAL, considerata una delle più notevoli testimonianze del barocco bavarese, oggi sede di un prestigioso liceo. Splendida la cupola affrescata. Nel negozio annesso al complesso abbaziale si possono acquistare la birra bionda e quella scura di cui i monaci sono sempre stati produttori insieme a vari tipi di liquori.

Percorrendo da qui altri 11 chilometri, la nostra successiva tappa prevede la visita al Castello di LINDERHOF, iniziando così la serie delle fantastiche dimore di Ludovico II e della sua famiglia, i Wittelsbach, principi di Baviera fino al 1918.

E’ da premettere che la visita delle numerose residenze, palazzi o castelli di questa famiglia, sono uno dei motivi per cui i viaggiatori si recano in questo angolo d’Europa ma che presuppone un minimo di conoscenza storica dei personaggi che ne sono i protagonisti. Sono personaggi a volte strambi, a volte a dir poco eccentrici, a volte effettivamente folli. Ma vanno conosciuti per apprezzare e perché no anche criticare le loro scelte di vita. Nella fattispecie, siamo a casa di Ludovico II, il re misogino e solitario con la mania di edificare palazzi sfarzosi che contenessero al loro interno riproduzioni di epoche passate che lo affascinavano. Ludovico fu dichiarato pazzo da una perizia psichiatrica nel 1886 e morirà “suicida” pochi giorni dopo nelle acque del lago di Starnberg, vicino Monaco.

Un consiglio pratico: nella biglietteria del primo castello che si va a visitare è conveniente acquistare la Mehrtagesticket , una specie di abbonamento della durata di 14 giorni (PASS 14 giorni) che permette di entrare gratuitamente in un sacco di posti. Il costo è di € 24,00 a persona, € 44,00 a coppia: se considerate che mediamente ogni biglietto di ingresso costa € 10/12,00, il risparmio è presto calcolato.

Acquistiamo perciò l’abbonamento e ci comunicano che la prossima visita in italiano ci sarà alle ore 17:20. Ok, abbiamo più di un’ora per girare a piacimento il bellissimo parco con le fontane dorate e le altre costruzioni sparse al suo interno, compresa la famosa Grotta di Venere: il re Ludovico, attratto dalle opere di Wagner in maniera ossessiva, si era fatto costruire questa grotta artificiale che riproduce una scena del primo atto dell’opera “Tannhauser”. Sicuramente un po’ kitsch, ma esplicativa della personalità del re.



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