Tour in Moto tra Grecia e Turchia

IL NOSTRO VIAGGIO Quest’anno avevamo deciso di andare in Turchia, in moto, e di farlo passando attraverso la Grecia. D’altronde, doveva essere in viaggio in moto e concludersi con qualche giorno al mare. In Grecia però ci eravamo già stati e per la costa africana, da percorrere in moto, non eravamo ancora pronti. La Turchia ci è sembrata...
 
Partenza il: 15/08/2009
Ritorno il: 05/09/2009
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 2000 €

IL NOSTRO VIAGGIO Quest’anno avevamo deciso di andare in Turchia, in moto, e di farlo passando attraverso la Grecia. D’altronde, doveva essere in viaggio in moto e concludersi con qualche giorno al mare. In Grecia però ci eravamo già stati e per la costa africana, da percorrere in moto, non eravamo ancora pronti. La Turchia ci è sembrata quindi, date le premesse, la destinazione naturale, Il viaggio è stato quello più lungo e articolato che abbiamo fatto in moto. Ci immaginavamo fosse anche tra quelli più “esotici”; che ci avrebbe offerto una incursione prolungata nel mondo arabo. Ma in merito a quest’ultimo aspetto ci siamo dovuti ricredere. La Turchia è probabilmente più prossima, per cultura e storia, alla nostra Europa che al più lontano mondo arabo. In compenso, ci siamo immersi nelle radici del Cristianesimo, e di una parte importante dell’ultima storia imperiale di Roma Antica.

Come quasi sempre accade quando organizziamo un viaggio, lo spunto iniziale per l’itinerario lo abbiamo trovato leggendo la guida della Lonely Planet; di cui anche questa volta possiamo sinceramente dire di essere rimasti soddisfatti, condividendone scelte e valutazioni. L’affinamento del nostro programma, ed i principali consigli pratici, li abbiamo invece tratti dalle ricerche nella Rete. I siti, i racconti e le recensioni elaborati da volenterosi viaggiatori si sono rilevati una fonte davvero preziosa. Non meno confortanti sono state le indicazioni offerte da qualche generoso amico virtuale, all’interno dei forum di mototuristi ai quali siamo iscritti.

Inizialmente, per esigenze lavorative, abbiamo provato a contenere il viaggio in due settimane. Raggiungere la Turchia, qualunque percorso si scelga, tuttavia non richiede meno di tre giorni; inoltre, il tempo richiesto per spostarsi da e per la Cappadocia e la scarsa frequenza dei traghetti hanno da subito reso evidente che non saremmo riusciti a completare il viaggio in soli quindici giorni. L’alternativa è stata quindi fra rinunciare ad arrivare in Cappadocia o piuttosto allungare il viaggio. Abbiamo perciò scelto di viaggiare per 21 giorni, aggiungendo alla fine tre giornate di mare limpido, con una sosta a Chios.

Il viaggio si è quindi articolato così:  Roma – Ancona  Ancona – Igoumenitsa  Igoumenitsa – Thessaloniki  Thessaloniki – Istanbul  Istanbul – Goreme  Goreme – Antalya  Antalya – Cirali  Cirali – Kas  Kas – Fethiye (Oludeniz)  Fethiye – Selcuk (Efeso)  Selcuk – Chios  Chios – Atene  Atene – Ancona  Ancona – Roma.

PRIMA TAPPA: Roma – Igoumenitsa Poche parole per iniziare questo viaggio. Come poche sono sempre le parole che riusciamo a pronunciare la mattina presto. La moto era in parte già carica dalla notte prima, chiusa in garage, abbiamo quindi fatto solo gli ultimi allestimenti ed ho avviato il motore. Il rombo di Brunilde, nel silenzio della più lenta mattina di ferragosto, è stato il segnale che ha ufficialmente decretato l’avvio del nostro viaggio.

Il percorso verso Ancona è stato veloce e semplice. Le operazioni d’imbarco lo sono state altrettanto. In fila per essere accolti dal ventre del traghetto, abbiamo condiviso l’attesa e l’entusiasmo per la partenza con una coppia di ragazzi diretti a Lefkada, a bordo del loro scooter. Un inizio graduale e gioioso per il nostro lungo percorso.

SECONDA TAPPA: Igoumenitsa – Thessaloniki Ancora una sveglia al mattino presto al nostro arrivo sulle coste greche. Troppo presto, le 4.30, per chi come noi proprio non riesce a prendere confidenza con le levatacce alle prime luci dell’alba. Ci ha svegliato l’equipaggio bussando alla porta; una fortuna tenendo conto che avevo dimenticato di aggiornare l’orario nel cellulare per adeguarlo al fuso orario della Grecia… Siamo sbarcati circa un’ora dopo.

Il porto, a quell’ora, era pressoché deserto. Le poche macchine presenti erano quelle espulse un po’ frettolosamente dal traghetto. Abbiamo salutato quelli che erano stati fin lì i nostri compagni di viaggio, e ci siamo messi in marcia nella frizzante aria mattutina. I colori dell’alba, dritta di fronte a noi in quei primi chilometri, hanno amplificato l’emozione che sempre accompagna i primi passi.

Abbiamo seguito una strada larga, liscia e perfetta nella sua finitura, iniziando a salire dolcemente di quota. La strada, semplice e libera, ha favorito il nostro graduale risveglio. Dopo qualche chilometro, seguendo le indicazioni per Kelembaka, abbiamo abbandonato quella specie di autostrada per inoltrarci lungo un itinerario di montagna dalla salita più rapida e tortuosa. Il freddo si è iniziato a far sentire, rendendo del tutto inadatto il nostro abbigliamento estivo. Un provvidenziale e solitario rifugio di montagna, con il suo tepore ed il caffé caldo, ci ha però dato il sollievo necessario a proseguire, ed il tempo per aggiungere strati di caldo pile sotto i nostri giubbotti. Come spesso è accaduto anche in seguito, nelle brevi soste lungo la strada, è stata anche l’occasione per qualche breve incontro; giusto il tempo per scambiarsi informazioni, saluti ed entusiasmo per il viaggio, qualunque ne sia la meta. Questa volta, a fermarsi poco dopo di noi è stato un piccolo gruppo di motociclisti siciliani, diretti anche loro a visitare le Meteore, ed una giovane coppia diretta in Turchia a bordo di un fuoristrada. La strada ha continuato a salire, fino ad un valico oltre i 1300 metri, per poi scendere in dolci curve fino alla zona delle Meteore. Per chi non lo li avesse mai visitati, si tratta di sei monasteri cristiani di epoca medievale, costruiti in cima a delle rocce solitarie che dominano la vallata sottostante, rendendoli di fatto inaccessibili ai possibili nemici di una volta. Uno spettacolo molto suggestivo, carico di un forte senso storico. Ma anche un luogo in cui si sente forte la presenza del turista, che inevitabilmente sovrasta e cancella il sentimento religioso, rendendo il luogo un monumento ben conservato ai primi movimenti monastici, ma inevitabilmente privandolo di vitalità e attualità. Abbiamo scelto di visitare all’interno uno solo dei monasteri, il più grande, un po’ troppo infastiditi da quella che abbiamo percepito come una involontaria, ma forte, violazione della sacralità di quel luogo. Soddisfatti di non aver mancato anche questa volta, come era accaduto nel nostro primo viaggio in Grecia, all’appuntamento con le Meteore e con il loro spettacolo di sfida, in nome della fede, alla grandiosità della Natura, ci siamo però rimessi rapidamente in viaggio; prima del sopraggiungere di un ulteriore pullman di turisti… quanto visto ha comunque pienamente appagato il nostro interesse, lasciandoci la soddisfazione di esserci arrivati..



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