Tour in camper nei Paesi Baschi

Un viaggio itinerante tra borghi, viette, spiagge e castelli con un camper piccolo e due bambini entusiasti
 
Partenza il: 10/09/2013
Ritorno il: 24/09/2013
Viaggiatori: 4
Spesa: 1000 €

ZENO – 3 anni MIA – 4 anni

Per il compleanno di Riccardo abbiamo deciso di regalargli (-ci) una vacanza un po’ diversa… almeno rispetto a come le facciamo noi di solito. Dopo due vacanze statiche, avevamo voglia di fare un viaggio itinerante. Allo stesso tempo però i bambini ci sembravano ancora un po’ piccoli per essere sballottati da un albergo all’altro ogni giorno. E allora? E allora aggiriamo il problema! Ci prendiamo un camper. Nessuno di noi due è mai stato in camper. Nemmeno da bambini, nemmeno un weekend piccolo-piccolo con amici. Proprio per questo motivo, abbiamo optato per uno di quei camper da pischelli presente? Il California. L’abbiamo affittato qui: http://www.flligelpi.com/ Mi ero un po’ documentata e si era documentata anche la mamma di Ric e ci era parso “un posto-una garanzia” per questo tipo di camper e quindi siamo andati a colpo sicuro. E infatti ci siamo trovati benissimo. Attenzione però che va prenotato con largo anticipo. Calcolate che, proprio perché sono davvero come mi sono descritta nella Home del blog, ho iniziato a pensare a questo viaggio al rientro da Hong Kong. E poco dopo, verso metà aprile, ho prenotato il camper. Per settembre non ci sono stati problemi, però in estate non aveva già più nulla.

Col camper avremmo potuto portaci tutte le nostre cose, dare un posto “fisso” ai bambini e allo stesso tempo girare e vedere tutto quello che volevamo, con i nostri tempi.

Dopo aver prenotato il camper, ho lavorato all’itinerario per un bel po’. Ho comprato diverse guide, perché la zona che volevamo vedere è a cavallo tra Francia e Spagna; ho letto molto in Internet; ho guardato distanze, progettato giornate. Come sempre, l’obiettivo era trovare l’equilibrio tra quel che diverte me e Riccardo e quel che diverte Mia e Zeno. Poi non volevo che stessimo troppe ore al giorno in macchina, altrimenti sarebbe diventata una corsa a tappe e non una vacanza da ricordare con piacere.

Ci siamo dovuti portare anche i seggiolini dell’auto dei bambini e devo dire che quelli alla sera erano un po’ una spina nel fianco perché non sapevamo mai dove metterli, ma siamo riusciti a trovare dei buoni compromessi. Tipo buttarli nel prato accanto al camper e sperare che 1) non piovesse, 2) non ci andasse a dormire su qualche animale, 3) non ce li rubasse nessuno. Ci è sempre andata bene!

I bambini hanno adorato il camper. È una dimesione di vita molto raccolta, che permette loro di essere indipendenti, di arrivare a tutto e di poter fare la loro parte nella vita domestica quotidiana. Si creano molto facilmente delle routine e tirare su e giù i letti, sedersi in braccio a papà a guidare il camper, a turno, quando si arriva al campeggio, apparecchiare, cucinare, persino andare a lavare i piatti… tutto diventa un gioco… una cosa che vogliono assolutamente fare loro. Guai a togliergliela!

ITINERARIO: TOLOSA (fr) BIARRITZ (fr) SAN SEBASTIAN (sp) BILBAO (sp) PAMPLONA (sp) NAVARRA (sp) PRINCIPATO DI ANDORRA CARCASSONE (fr) CALANQUES (fr)

Da MILANO a TOLOSA

Il primo giorno lo abbiamo praticamente passato in viaggio. Alla mattina Riccardo è andato a ritirare il camper, poi è venuto a prenderci, abbiamo caricato e preparato tutto, le nonne sono venute a vederci come se stessimo partendo con la Fortress 1. Beh anche noi ci sentivamo un po’ come se stessimo partendo con la Fortress 1! Prima di metterci in viaggio ci siamo mangiati una pizza alla pizzeria sotto casa e poi, con la panzetta piena e il coccolone in agguato, ci siamo messi in viaggio. Tempo di arrivare in fondo alla via e i bambini dormivano già. E hanno dormito per un bel po’. L’idea era di arrivare fino a Montpellier, ma dopo Ventimiglia abbiamo trovato un traffico infinito e nel cuore della Languedoc il nostro livello di sopportazione ha raggiunto lo zero: siamo usciti a Les Arc, dove abbiamo cercato il nostro primo campeggio. Mi ero stampata una cinquantina di pagine di siti per camper, aree di sosta, aree di rifornimento, campeggi, etc… In realtà, non sono serviti. Usciti dall’Italia e soprattutto in Francia, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Tra l’altro, o era la stagione, o siamo stati fortunati noi, o magari sono sempre così, abbiamo trovato campeggi grandissimi, dove avevamo a disposizione molto spazio (mica la piazzola risicata che ti danno in Italia), dove non c’era quasi mai nessuno – i proprietari diverse volte li abbiamo dovuti cercare noi per pagare prima di andare via – e dove si era immersi nella natura. Di notte solo noi, il camper e taaaaante stelle. Non sempre, chiaramente, ma molte volte è stato così. Il primo campeggio era proprio così. Lungo la strada abbiamo visto delle indicazioni. Abbiamo proseguito per vedere se ce n’erano altri, dopo una decina di minuti, non volendo fermarci già col buio la prima sera per aver modo di sistemarci con comodo, siamo tornati indietro ed entrati in quello. Lasciata la strada statale, abbiamo proseguito su un sentiero sterrato carrabile e siamo arrivati al campeggio: l’accettazione (deserta), la zona bagni, docce e lavandini e poi campi e campi e campi, non frazionati, con una presa per la corrente ogni tanto. Nessuno. Ci siamo scelti un posto. Questa fase ha portato via un po’ di tempo, visto che decidere un posto quando hai troppi posti tra cui scegliere è una cosa difficilissa, soprattutto per un uomo! Non vi è mai capitato di andare a fare la spesa in uno di quei rari momenti in cui non c’è nessuno, il parcheggio è vuoto e la propria dolce metà, invece di buttarsi nel primo posto libero e gioiere, passa mezzora a ciondolare per il parcheggio cercando di decidere quale sia lo “spot” migliore?!? Tant’è, alla fine ce l’abbiamo fatta! Abbiamo tirato fuori il tavolino e le sedie, poi cucinato e cenato. Durante la cena è spuntato dal nulla a farci compagnia un cane. E quando ormai il buio era fitto e noi eravamo al caffé, abbiamo sentito dei passi provenire dal bosco. Io che vedo serial killer ovunque ci pensavo già spacciati, probabilmente straziati da un folle armato di motosega o ascia, e invece era il proprietario (ex muratore di Muggiò) che veniva a riscuotere la notte visto che la mattina dopo sarebbe andato via presto. Si è fermato anche a fare quattro chiacchiere!



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