Tour della Tunisia zaino in spalla

Tour della Tunisia dai siti archeologici, alle oasi di montagna, ai villaggi berberi, alle città arabe, al deserto, alle mete classiche del turismo di massa, con mezzi pubblici e non.
 
Partenza il: 11/03/2012
Ritorno il: 29/03/2012
Viaggiatori: 4
Spesa: 1000 €

Da Sbeitla abbiamo preso il louage per Gafsa, ma abbiamo dovuto aspettare un’ora per partire. Siamo arrivati all’imbrunire anche per i lunghi tratti di strada sterrata in attesa di asfaltatura.I due alberghi segnalati dalla guida erano chiusi e abbandonati . Siamo così finiti in un albergo vicino alla stazione di polizia, sordido e male organizzato, dove abbiamo preso due stanze, una squallida con 4 letti e senza riscaldamento , l’ altra carina e riscaldata , ma con le lenzuola sporche. (34 e 45 dinar) Anche la colazione ha meritato il titolo di peggiore tra tutte, da quando siamo in viaggio. Abbiamo dovuto insistere per avere dell’acqua calda ( il tè ce l’avevamo noi) poiché era previsto caffellatte per tutti e solo due fette di pane.

Da Gafsa a TOZEUR – Siamo partiti volentieri da Gafsa con louage. Da Gafsa in poi la collina si fa pianura e la pianura si fa steppa, pietraia , nella quale si aggira qualche capra o cammello per brucare quel poco di erbe spinose che crescono tra i sassi. Arrivati a Tozeur ci siamo fiondati nel tanto atteso EL MOURADI, hotel di una catena in cui avevamo prenotato la mezza pensione per 2 giorni. Fatta subito una mega doccia e il bucatino ci siamo concessi una passeggiata per Tozeur alla ricerca dell’auto a noleggio per domani e di un ristorante per pranzo. Abbiamo dedicato il pomeriggio alla visita alla Medina, accompagnati da un anziano ed affabile commerciante che naturalmente alla fine ci ha portati nel suo enorme negozio con annessi splendida terrazza e caffè bar. Un po’ provati dalla stanchezza abbiamo affrontato in caleche la palmerai, il grande palmeto di mezzo milione di palme. Qui abbiamo incrociato dei caleches colmi di bimbi agghindati con costumi tradizionali che festeggiavano l’inizio delle vacanze di primavera. Prima assaggio della cucina di El MOURADI. Abbiamo apprezzato il cibo e la buona atmosfera . Non come il giorno successivo , quando un’invasine dell’hotel da parte di una moltitudine di tunisini in vacanza, ha rovinato sia l’atmosfera che la qualità del cibo. Giornata dedicata alle oasi di montagna. Con una Punto nera nuova, per 60 dinar, siamo andati a Chebika , alla sorgente, a Tamerza alle cascate, e al villaggio abbandonato nel 1969 in seguito ad un’alluvione aMides al canyon.

DA TOZEUR A DOUZ – Siamo arrivati alla stazione di louages con un caleche che ha trasportato sia noi che i nostri bagagli. Dopo un’attesa estenuante di quasi un’ora, non essendoci altri passeggeri , siamo riusciti a partire accollandoci il costo complessivo del trasporto (48 dinar per 120 km) A DOUZ abbiamo preso alloggio in una deliziosa pensioncina a conduzione familiare gestita da una famiglia nubiana per pochi soldi ed uun. ‘Ottimo rapporto qualità/ prezzo Bellissima la piazza di Douuz, per noi la più bella della Tunisia vista finora, centro di artigianato e piccoli caffè. A Zafran dove siamo anndati con l’autobus di linea, abbiamo avuto un assaggio del deserto bianco. Bellissime le dune di sabbia finissima e candida punteggiata da piccole palme e abitazioni rurali abbandonate. Il paesino di Zafran è un abitato rurale povero ed autentico.

Da DOUZ A MATMATA – straordinariamente fortunato il trasferimento, il louage è partito subito e non abbiamo perso un minuto alla stazione di cambio di Kebili per Gabes e a quella di Gabes per Matmata. A Matmata ci ha lasciato davanti all’hotel ‘ Matmata’ una struttura molto carina ma con un servizio piuttosto scadente: riscaldamento che non funziona, acqua tiepida, asciugamani dal colore incerto, lenzuola sporche ( le abbiamo fatte cambiare) Si sono riscattati con la cena, compresa nei 35 euro del prezzo della stanza, con il classico menù tunisino (zuppa, bric, cuscus, makhroud) Anche la colazione era molto più abbondante del solito, con makhroud e plumcake. Nel pomeriggio abbiamo passeggiato nella cittadina, molto pittoresca, un presepe costruito su colline brulle, con ciuffi di palme tra le abitazioni senza tetto, il minareto e qualche cupola. Tra le case si aprono le voragini in cui sono scavate le abitazioni troglodite.

Da MATMATA A TATAOUINE – Siamo partiti alle nove da Matmata ed anche oggi è una giornata particolarmente fortunata con i louage. A Matmata ci è addirittura venuto incontro e una volta a Gabes siamo subito ripartiti. All’uscita di Gabes lungo la strada, chilometri di bancarelle con chincaglieria , casalinghi e vasellame, ed ogni tanto una tenda con panche e tavoli a fare da ristoro. Sul louage una ragazza ventiseienne con velo, mi ha fatto vedere sul suo pc le foto del laboratorio di analisi chimiche dell’acqua dove sta facendo il suo stage, con primi piani di tutti i macchinari e degli strumenti utili per l’analisi, numerose foto, sempre uguali, di lei con le sue colleghe, foto di tutti i rigagnoli di acque di scarico e di piante ed erbe malate d’inquinamento..non ne potevo più, mi sono defilata un momento con una scusa, ma il dialogo ogni tanto si è riacceso.

TATAOUINE – Preso alloggio all’hotel “Gazelle” . Stanze non all’altezza della hall. Un po’ vecchiotte anche se dignitose, con terrazzino chiuso da finestre a grata che permettono di vedere l’esterno senza essere visti, su una piazza di paese di frontiera. Siamo usciti a cercare un’auto da noleggiare, ma pare sia impossibile. Abbiamo avuto un paio di agganci che ci hanno fatto solo perdere tempo e che non hanno portato a niente. Nel mercato della piazza abbiamo comprato il vestito da Jasmine per Anita e qualche arancia, al supermercato ci siamo riforniti di biscotti e cioccolata e in un negozietto che vendeva solo quelle, di “corna di gazzella”, pasta farcita di frutta secca e miele , specialità di Tataouine. All’hotel abbiamo preso accordi con una guida che oggi e domani mattina ci porterà a vedere gli ksar. Si è proposto per 120 dinar, 60 euro ed è stato irremovibile nonostante il consueto tentativo di Matteo di portare la cifra a 110. Ho chiuso io la contrattazione a 119 dinar. Nel pomeriggio primo tour con chauffeur allo Ksar Ouled Soltane e Zahara e poi Gatuba Lo chafffeur è divertente e sembra contento di portarci attorno. Il mezzo è un’Opel familiare d’annata, molto malconcia. Quando vuoi alzare o abbassare il finestrino devi farti dare la manopola, tanichetta d’acqua a portata di mano per eventuale surriscaldamento del motore e continuo rumore di ferraglie che ci accompagna durante tutto il percorso. Cena alla carta , non irresistibile, in hotel con insalata tunisina, omelette patatine e carni per gli onnivori.

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Chenini

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Sousse

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Monastir

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Moschea di Kairouan

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Hammam geghez

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Museo del Bardo

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Sidi Bou Said

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Villaggio berbero

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Tomba di marabutto

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Deserto

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Sbeitla

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Moschea dei sette dormienti



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