Tour della Tunisia in moto!

Da leggere se hai poca esperienza di sterrati e sabbia
Scritto da: mronz
tour della tunisia in moto!
Partenza il: 10/08/2009
Ritorno il: 24/08/2009
Viaggiatori: 4
Spesa: 1000 €

DIARIO DI VIAGGIO 10 – 24 Agosto

PROLOGO

Siamo Paola & Marco e con noi c’è la nostra BMW R1150GS.. Questo diario è scritto con la speranza che possa tornare utile a chi, come noi, voglia intraprendere un viaggio autogestito in Tunisia in coppia, con una moto maxienduro, tanta voglia di viaggiare ma poca esperienza di sterrati, sabbia e raid africani. Tutto nasce dal fatto che, allo scopo di pianificare l’itinerario, durante la preparazione al viaggio abbiamo visitato decine di siti internet che parlano di esperienze in moto o in 4×4 in Tunisia. Dobbiamo sicuramente ringraziare tutti coloro i quali hanno pubblicato le proprie utili avventure, corredate da way-points, consigli di guida, cartine, road-book etc. Ma, una volta giunti sul posto, abbiamo anche realizzato che spesso chi aveva scritto i reportage di cui sopra era decisamente più esperto di noi o dotato di mezzi ben diversi o anche semplicemente viaggiava senza passeggero al seguito. Umanamente, quindi, in quelle righe c’era la tendenza a parlare da rodati “intenditori” e di conseguenza a minimizzare talune difficoltà o sottovalutare certi impegni che per noi invece, da profani, si sono rivelati più gravosi. Cercheremo quindi di “volare meno in alto” e riportare la nostra esperienza con la semplicità di chi poco ci azzecca con gli eroi…

Ogni viaggio è appagante. Dipende da cosa ci si aspetta e cosa si trova. Per noi questo viaggio in Tunisia lo è stato.. Abbiamo fatto l’esperienza che volevamo. Unico neo, forse, il caldo. Il periodo è stato condizionato, purtroppo, da esigenze di lavoro e le temperature medie di tutto il periodo sono state “impegnative”, soprattutto per motociclisti come noi che, per scelta, viaggiano sempre con stivali, pantaloni specifici, giubbotti con protezioni , guanti e casco chiuso… Ma veniamo ai fatti… La nostra moto è accessoriata con valigie laterali in alluminio, borsone posteriore e borsa serbatoio. Qualche optional di sicurezza e/o comfort (faretto supplementare, barre paramotore, battuta di sterzo, cupolino maggiorato, protezione fari in plexiglass, tanica benzina di emergenza da 2 lt) e qualche intervento meccanico (scarico diretto decatalizzato, filtro aria KeN, olio motore 15/50) hanno completato la dotazione. Per gli pneumatici abbiamo optato per i Metzeler Karoo-T, sia per avere buona trazione su terreni accidentati o scivolosi sia per la robustezza alle sollecitazioni ed alle forature. E’ stata la nostra prima esperienza con questa moto dato che i nostri precedenti viaggi si sono svolti con una moto del tutto diversa (la stradale BMW R1100S) e quindi per noi è stato un test vero e proprio. Tutto è andato per il meglio. Questo genere di moto, a nostro avviso, è ideale per viaggi di questo tipo perché ti permette buona autonomia, affaticamento quasi nullo, trasporto di grosse quantità di bagaglio sia per peso che per sistemazione e (capacità del conducente permettendo) di affrontare terreni anche impegnativi con l’ovvio limite imposto da peso ed ingombro.

LUNEDI 10 AGOSTO – IMBARCO DA GENOVA PER TUNISI

Non disponendo di moto anfibia, siamo costretti ad imbarcarci a Genova su un traghetto della GNV che, ovviamente, è in ritardo. Viaggiamo in compagnia di Davide e Monica su BMW R1100GS, già collaudati compagni di viaggio. L’esperienza di fuoristrada di Davide è enormemente superiore alla mia, ma anche lui dovrà fare i conti con mole e peso della sua moto. Insospettatamente le moto all’imbarco sono pochissime: oltre a noi troviamo solo una coppia di emiliani su una restaurata Yamaha Supertenerè ed una coppia di toscani su un’astronave di nome BMW R 1200 GS Adventure. Il resto del milione di veicoli da imbarcare sono auto supercariche e superaffollate. Pratiche doganali complicate e lente ci fanno compagnia durante l’attesa. Finalmente alle 20:00, con 4 ore di ritardo, si salpa. La nave è pulita e ordinata ed il personale (tutto asiatico tranne l’equipaggio) gentile e disponibile. Anche la cabina da 4, tutto sommato, è in ottimo stato. Mare calmo e buona cena al self service ci portano all’ora del sonno.

MARTEDI 11 AGOSTO – TUNISI

Notte tranquilla e giornata passata tra ozio, compilazione delle fiches di sbarco ed attesa di mettere le ruote in Africa. Attracchiamo al porto La Goulette di Tunisi alle 18:00 locali (un’ora in meno rispetto all’Italia) e poco dopo scendiamo dalla nave. Anche la burocrazia piuttosto cervellotica che ci attende si sbriga in un’oretta. Come benvenuto, appena fuori dal porto, ci viene offerta marijuana… Per precauzione, sospettando un arrivo ritardato in terra Tunisina, avevamo prenotato dall’Italia l’albergo della prima notte. Ci dirigiamo quindi all’Htl YADIS IBN KHALDOUN in Av. Du Koweit, scelto perché raggiungibile piuttosto facilmente e posto sia in vicinanza del centro e della Medina sia in direzione nord dove ci dirigeremo domattina. E’ un albergo moderno di 12 piani, con ottime camere con A.C. (100 DT camera e colazioni per 2 persone), buona cucina (20DT a persona cena a buffet) e garage interno coperto dove ricoverare le moto.

MERCOLEDI 12 AGOSTO – DA TUNISI A TEBOURSOUK – KM 240

E via che si parte. Recuperati un po’ di dinari, finalmente il viaggio comincia (a proposito, il cambio è sempre stato intorno ai 1,87 DT per euro, con oscillazioni di pochi milliemes e la benzina verde costa 1,27 DT al litro). Indosso il mio utilissimo “Camel Bak” da 1,5 lt che sarà compagno di viaggio estremamente importante per l’idratazione sia per me che per Paola durante la guida. Non abbiamo navigatori o GPS superdotati che fanno anche il caffè ma ”solo” le due cartine stradali MICHELIN e REISE, quest’ultima preferibile alla prima perché in scala più dettagliata e carta impermeabile antistrappo. Ci accorgeremo subito che entrambe, pur aggiornate, non riportano esattamente le condizioni effettive delle strade. Comunque, autostrade a parte, le strade indicate in rosso e precedute da “RN” dovrebbero essere le migliori, seguite per importanza dalle gialle “RC”, dalle bianche solo numerate e dalle grigie piste sterrate. A completamento della dotazione una guida Lonely Planet (strano, vero?). Il nostro road-book prevede come prima tappa la città di Bizerte, sulla costa nord in prossimità di Cap Blanc, punto panoramico osannato da guide e racconti. Da lì cercheremo strade secondarie o facili piste che ci permettano di visitare gli altri Capi della costa settentrionale fin quasi al confine occidentale con l’Algeria.. La viabilità della fascia costiera nord della Tunisia è stranamente riportata in modo piuttosto sommario sulle varie cartine, al punto che è un po’ tutta da scoprire. Percorriamo quindi la RN 8 verso nord e, arrivati a Bizerte, troviamo un delirio di traffico, una viabilità complicata ed una segnaletica stradale incomprensibile. Riusciamo a proseguire verso Cap Blanc dove ci attende uno scenario bellissimo che onora la fama che lo precede. Decidiamo di lasciar perdere le varie deviazioni e puntare direttamente verso sudovest. Da Bizerte scendiamo a Mateur sulla RN 11 e da lì ci portiamo verso ovest fino a Nefza lungo la RN 7. Si prosegue poi a tutto sud sulla bella e panoramica RC 52 fino a Tababa e Beja. Scendiamo ancora fino a Hammam Sayala dove prendiamo la RC 75e per Thibar e poi la RC 75 fino ad arrivare a Teborsouk. Le strade fin’ora sono asfaltate discretamente e circondate da coltivazioni, dolci colline e boschi verdissimi. Troviamo una camera all’Htl Thougga, praticamente l’unico della città. Bella struttura, accogliente ed economica (33 DT camera, colazioni e cene per 2 persone). Le moto stanno all’aperto nel parcheggio interno. A due passi si trovano le rovine romane di Dougga, le migliori di Tunisia. Fa parecchio caldo. Siamo stati costretti a fermarci un paio di volte a rifocillarci con liquidi e barrette energetiche durante il trasferimento. Dopo cena però inaspettatamente un temporale…



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