Tour dell’Olanda

Circuito tra tulipani, mulini a vento e formaggi
 
Partenza il: 04/04/2017
Ritorno il: 10/04/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Viaggetto in Olanda

Milano. Alle 10.00 usciamo di casa. Prendiamo la 40 che in poche fermate ci porta alla metro di Affori. Dieci minuti e siamo in Stazione Centrale. Come da indicazioni trovate su internet subito fuori dalla stazione, troviamo i Pullman che vanno all’aeroporto di Orio al Serio. L’acquisto del biglietto e la scelta del bus ha tutta l’aria di un mercato, comunque paghiamo i 5 euro per persona previsti, che è veramente un prezzo super economico se si tiene conto del viaggio.

Dopo un’oretta siamo all’aeroporto. Da bravi pensionati ci mangiamo nostri i panini, fatti al mattino e ci avviamo al check-in. Solita calca per passare il controllo e finalmente siamo dentro.

L’aereo è previsto in partenza alle 13,50. Il gate d’uscita ci viene indicato alle 13.00 e subito qualcuno inizia la coda. In automatico tutti si mettono in fila, consapevoli che i posti saranno assegnati, ma anche sicuri che ci sarà la solita corsa per infilare il trolley nella cappelliera, e guai agli ultimi che dovranno lasciarli lontano dal loro posto perdendo tempo all’uscita dall’aereo.

Decollo in orario e atterraggio in anticipo. Tutto bene! Per una persona alta c’è sempre il disagio dello spazio limitato per le gambe ma pagando 23 euro a tratta per persona non ci si può certo lamentare.

L’aeroporto di Eindhoven l’avevo controllato e studiato in internet quindi nessuna difficoltà a trovare gli uffici delle auto a noleggio, fuori dalla struttura centrale.

Contrariamente al solito, visto il rischio corso a Malaga quest’autunno, mentre aspettavo a Bergamo, ho prenotato l’auto via internet.

Logicamente ho preso la più economica, una C1 Citroen della Budget per un totale di euro 225, con la copertura assicurativa completa, che trovo indispensabile anche se costa quasi il doppio della quota iniziale. Trovo stupido rischiare che qualcuno ti lasci una bottarella all’auto in parcheggio. Meglio dormire sonni tranquilli e risparmiare su qualcos’altro.

Come molti della mia generazione, trovo ancora difficoltà a dialogare con il navigatore, preferendogli la vecchia cartina. Nelle settimane prima del viaggio mi studio per ore l’itinerario, controllo la strada e con l’aiuto della Street view osservo le case e mi faccio idealmente dei punti di riferimento.

L’imprevisto però, è sempre in agguato e all’uscita del parcheggio dell’aeroporto ci siamo trovati in una zona industriale senza fine. Fortunatamente tutte le strade portano a Roma e dopo 5 minuti di discussioni con mia moglie, in fondo ad una via, abbiamo avvistato alcuni cartelli stradali. In Olanda, cartelli e semafori sono posizionati molto in alto, e con i parabrezza moderni sempre più bassi c’è di che farsi venire il torcicollo.

Sono le 17,00 quando imbocco la superstrada A59 per Breda. Ho deciso di visitare per prima, la cittadina di Dordrecht, la più antica dell’Olanda.

Come d’abitudine ho controllato su booking.com gli alberghi della zona, ma non avendo orari e itinerario sicuri, non ho prenotato. Subito, però, mi rendo conto che ci sono pochi alberghi e pochissimi quelli che rientrano nel mio abituale budget.

Strada facendo ho capito che in Olanda le rotonde hanno delle corsie ben delineate, e anche agli incroci, una volta presa una direzione non la puoi cambiare!

Passata la zona periferica, Dordrecht si presenta subito come una cittadina molto bella.

Porticcioli con bellissime barche si susseguono, tutto è di un mattoncino scuro e le finestre (senza imposte) sono tutte bordate di bianco. Le strade sono lastricate di pavé. Parcheggio vicino alla cattedrale. Facciamo una breve passeggiata tra canali di varia grandezza. Trovo un albergo, il proprietario spiacente mi dice di essere completo, mi indica un B&B fianco. Non sono convinto, non mi piace dormire a casa di altri ma suono il campanello. Mi apre un ragazzone che mi fa accomodare. 2 piani di scala ripidissima. La camera è discreta ma il bagno è in comune ed è disastroso. Ringrazio ma rinuncio. Mia moglie mi avrebbe rovinato la prima serata di vacanza.

Altra passeggiata e altro Hotel. Purtroppo anche qui sono al completo. Il proprietario molto gentile, mi indica un albergo fuori dal centro. Passando dalla stazione notiamo una moltitudine di biciclette parcheggiate. Chissà come fanno a ritrovare ognuno la propria.

Finalmente l’insegna di un Hotel. Provo… bello… la camera c’é ma a euro 110. Sono riuscito ad avere la prima colazione inclusa ma è comunque cara. Va beh, Faremo uno strappo! Oggi poi, non abbiamo neanche pranzato. Siamo fuori città, impensabile rimettersi in auto, speriamo di non prendere una strapazzata al ristorante… La camera è bellissima, il bagno pure, ma NON c’è il bidet. Ma perché? Peccato! Domattina dovrò fare doppia doccia.

Al ristorante Silvana sceglie un piatto con fetta abbrustolita di pane scuro, 2 uova fritte, prosciutto cotto e bacon. Io prendo una Cesar-Salad che va sempre bene. Alle nostre spalle un gruppetto di giovani parla italiano, si intuisce che sono lì per un corso organizzato da una società olandese con uffici in Italia. Prima colazione abbondante. Lasciato l’Hotel, ritorniamo a Dordrecht vecchia.

L’aria è frizzante, molto più fresca che a casa. Per fortuna abbiamo acquisito una buona esperienza di cosa mettere nel trolley e anche col solo bagaglio a mano riusciamo a evitare sorprese.

La cattedrale è chiusa, peccato! La cittadina è veramente molto bella. Le barche sono quasi yacht, alcune in legno molto vecchie ma perfette e notiamo che tante sono abitate. Dordrecht si trova su di un’isola nel grande delta formato dal Reno dalla Mosa e dalla Schelda. È stata fondata nel 1000, era parte della lega anseatica e come detto, ha una moltitudine di canali oltre a due tipici ponticelli olandesi.

Lasciamo Dordrecht per cercare il Kinderdijk, zona ricca di mulini a vento. Percorrendo stradine di campagna che costeggiano ora un fiume o un canale arriviamo in zona che il sole è alto. La temperatura è aumentata. Stiamo viaggiando su una stradina sopra un argine fra un canale e una fila di case quando intravedo in lontananza un mulino. Sapevo che non si poteva arrivarci vicino in auto quindi parcheggio di botto e troviamo una stradina che scende fra i campi. Camminiamo per qualche centinaio di metri fra orti e campi verdi interrotti da grandi canali di irrigazione. Pecore ovunque. A poco a poco ci avviciniamo al primo mulino. Nel canneto oche selvatiche fanno uno schiamazzo da mercato e ogni tanto a coppie prendono il volo e ci passano sopra formando larghi cerchi.



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