Tipi da tapas a madrid

Venerdì 15 maggio 2009, a Madrid la città è in festa per le celebrazioni di Sant’Isidro, patrono della città, e noi dove siamo?? Ma naturalmente nel bel mezzo della famosa movida madrilena! Il nostro viaggio inizia giovedì 14 con la partenza dall’aeroporto di Roma con volo Alitalia delle 14 e 30. In realtà partiamo con una...
 
Partenza il: 14/05/2009
Ritorno il: 17/05/2009
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

Venerdì 15 maggio 2009, a Madrid la città è in festa per le celebrazioni di Sant’Isidro, patrono della città, e noi dove siamo?? Ma naturalmente nel bel mezzo della famosa movida madrilena! Il nostro viaggio inizia giovedì 14 con la partenza dall’aeroporto di Roma con volo Alitalia delle 14 e 30.

In realtà partiamo con una mezz’oretta di ritardo per un problema tecnico ma comunque giungiamo a Madrid in perfetto orario alle 17.00 incontrando qualche perturbazione in fase di atterraggio dovuta al vento costante che soffia sulla città. A proposito, lo sapevate che è la capitale più alta d’Europa? Quasi 800 mt di altezza sul livello del mare. Forse è per questo che i madrileni dividono l’anno in 2 stagioni, nove mesi di inverno e tre mesi d’inferno! In realtà la situazione non è così drammatica ma comunque è bene prepararsi a delle mattinate un po’ più rigide delle nostre mentre poi la temperatura generalmente sale durante la giornata e rimane piacevole fino alla sera.

Il nostro albergo è il Melia Madrid Princesa che si trova in Calle Princesa e che consigliamo vivamente a tutti perché è un cinque stelle appena rinnovato con camere di design, lounge bar e ristorante molto curati e personale impeccabile ma, cosa che abbiamo apprezzato più di tutte, si trova a soli 300 mt da Plaza d’Espana e ha la fermata della metro praticamente davanti alla hall per cui è praticissimo sia per girare a piedi sia per muoversi con i mezzi pubblici.

Breve sosta in camera per sistemare le valigie e ci prepariamo ad uscire per la cena. La nostra meta è la Meson Cinco Jotas in Plaza Sant’Ana per una cena a base di tapas in un tripudio di morcillas, chorizos, cana de lomos anche se l’indiscusso re della serata è di sicuro il Jamon Iberico, un prosciutto stagionato particolarmente saporito e di cui gli spagnoli vanno giustamente orgogliosi. Provare per credere…

Usciti dal ristorante a tarda serata scopriamo una città ancora vitale, frizzante e brulicante di attività: dalla piazza di Sant’Anna si dipartono una serie di viuzze piene di cervecerie, taverne e ristoranti di ogni genere.

Nel buio della notte risplendono numerosi edifici illuminati ad hoc per sottolinearne la bellezza delle forme e dell’architettura; noi li costeggiamo cercando “a naso” di ritrovare la strada che ci porterà all’albergo. Non c’è niente di meglio, per scoprire una città, che girare a caso senza piantine da seguire, ma lasciandosi trasportare dall’istinto e dalla corrente di persone in costante movimento che difatti, di lì a poco, ci conduce nel cuore della vecchia Madrid, Plaza del Sol. L’insegna di Tio Pepe sovrasta la piazza dall’alto di uno dei palazzi che la delimitano, quasi non si cammina per la folla che assiepa i marciapiedi. Purtroppo ci sono dei lavori in corso per l’ampliamento della metropolitana per cui la piazza è circondata dalle transenne e si può transitare solo all’esterno così, quasi per caso, ci imbattiamo nell’incisione sul marciapiede che riporta il chilometro zero, ovverosia l’esatto centro della Spagna, da cui si misurano le distanze tra la capitale e tutte le altre città del regno.

Proseguiamo la passeggiata lungo Calle de Postas fino a sbucare nel salotto della città, Plaza Major, una piazza rettangolare tutta balconi e pinnacoli, abbaini e spioventi in ardesia nel più tradizionale stile asburgico-castigliano. Sotto i portici è un susseguirsi di locali e ristoranti, al centro della piazza c’è uno spettacolo che cattura l’attenzione di centinaia di persone, compreso Filippo III che, dall’alto del suo cavallo di bronzo osserva imperturbabile la folla dei passanti. Usciamo da uno degli archi che si aprono tra i palazzi e, proseguendo lungo Calle Mayor, arriviamo davanti al monumentale Palazzo Reale che costeggiamo dirigendoci verso Plaza de Espana. Appena oltrepassato il Palazzo Reale sentiamo della musica provenire dai Giardini Sabatini e così decidiamo di fermarci a gustare un ultimo assaggio della vitalità madrilena per curiosare nell’ennesima festa incontrata lungo il cammino. I Giardini Sabatini, un tempo appannaggio della sola famiglia reale, sono ora un delizioso parco pubblico all’italiana dove, sotto la facciata del Palazzo Reale si può passeggiare tra vialetti bianchi e fontane e laghetti illuminati. Anche qui musica, gente che balla, ragazzi in giro a bere ma anche famiglie e nonni con bambini nei tipici costumi castizos indossati durante le feste patronali. Sembra che nessuno abbia voglia di andare a dormire ma per noi, un po’ provati dalla giornata di viaggio, è ormai giunta l’ora di far ritorno all’hotel.

Il giorno seguente ci svegliamo di buon ora e partiamo alla volta del Palazzo Reale davanti al quale sostiamo per qualche imperdibile foto di rito sia dal lato della Plaza de Oriente sia davanti alla cancellata d’ingresso, che ricorda molto quella di Versailles, ma purtroppo ci è impossibile visitare la (ex) residenza della famiglia reale in quanto chiusa per la festa di Sant’Isidro, così proseguiamo per qualche decina di metri lungo Calle de Bailen per salire la scalinata che porta alla Catedral de la Almudena. Onestamente ci aspettavamo di più da questa costruzione che è stata inaugurata soltanto nel 1993 nonostante quasi cento anni di lavori. Probabilmente la parte migliore sono i portoni bronzei raffiguranti il giorno dell’inaugurazione con tutta la famiglia reale e Papa Giovanni Paolo II riconoscibilissimo tra la folla dei partecipanti. All’interno invece, pur essendo stata costruita in stile neo-gotico, non ci ha trasmesso quelle sensazioni di sacralità e autorevolezza che si respira nelle cattedrali gotiche medievali, comunque una visita val sempre la pena di farla, è pur sempre la chiesa più importante della capitale.

Usciti dalla cattedrale attraversiamo la città passando dalla Madrid asburgica del centro storico alla Madrid borbonica della zona del Parque del Ritiro, per poter visitare il Museo del Prado. Come spesso accade, il tempo dedicato a musei di questa portata è sempre troppo poco rispetto alle meraviglie che contengono. Se pensate di sostare un paio d’ore come abbiamo fatto noi non perdete naturalmente le collezioni di Goya, di El Greco ma soprattutto di Velasquez che ci ha incantati davanti a capolavori come “Las Meninas” e, con una punta di orgoglio italico, ammirate la galleria dedicata a Raffaello, un artista che, dopo tante opere viste in giro per il mondo, rimane secondo me semplicemente insuperabile.



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