The last frontier… Alaska

Alaska on the road. Tutto fai da te
 
Partenza il: 27/06/2011
Ritorno il: 11/07/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Gli amanti delle grandi città, dello shopping, del mare e del sole scelgano altre destinazioni. Chi invece ama la natura, la montagna, la guida in libertà e non si preoccupa di un cielo spesso grigio non può fare a meno di pensare all’Alaska, l’ultima frontiera non solo degli Stati Uniti, ma del turismo in generale. L’apparente assenza di controllo nei parchi, il dominio quasi incontrastato dell’ambiente naturale e delle condizioni climatiche, il generale senso di vastità e le infinite giornate estive sono solo alcuni dei fattori che rendono il viaggio in Alaska un’esperienza decisamente singolare. La stagione turistica è molto breve e dura praticamente da giugno a settembre; l’inverno è durissimo con temperature a 40 sotto zero e pochissime ore di luce. Sono questi i motivi per cui le tariffe degli hotel e i costi di ogni servizio sono, in media, ampiamente superiori a quelli che si trovano nel resto degli Stati Uniti. Tuttavia, con un’attenta pianificazione, è possibile ridurre i costi fino ad un livello accettabile. Anche tutte le attività come crociere ed escursioni guidate sono molto care, ma per godersi la vacanza pensiamo sia inevitabile partecipare ad alcune di queste.

La stessa conformazione del territorio statale non aiuta perchè la capitale Juneau si trova nel cosiddetto “panhandle” (il manico della padella) ed è collegata al resto dello stato solo per via aerea. E’ possibile partecipare a crociere che partono da Seattle o da altre località del panhandle, ma sono soluzioni, seppur belle, che richiedono molti giorni e risultano molto costose. Per questo una visita che comprende almeno in parte la zona meridionale costringe il visitatore ad acquistare voli interni che si aggiungono al già lungo volo intercontinentale.

Noi approfittiamo di una favorevole combinazione di voli e tariffe che troviamo a dicembre 2010 su orbitz.com: Milano-Londra-Seattle-Juneau-Anchorage-Seattle-Londra-Milano a circa 916 euro a testa, con British Airways e Alaska Airlines. Alla fine il viaggio, per due persone tutto compreso, ci è costato circa 7000 dollari (di cui 1100 per gli hotel, 850 per auto e benzina, 550 per i pasti e 1850 per escursioni e ingressi), che al cambio di 1,42 fanno circa 4900 euro, per poco più di 3200 km percorsi.

Il viaggio è come sempre organizzato in totale fai da te con il fondamentale contributo degli utenti di forumviaggiatori.com e il buon sostegno dei diari di viaggio trovati in rete. E come sempre viaggiamo col solo bagaglio a mano, consuetudine ormai irrinunciabile per tutti i nostri spostamenti.

lunedì 27 giugno. MILANO – JUNEAU

L’Alaska è lontanissima. L’ottima tariffa British ci ha fatto rinunciare alla breve rotta artica di Condor e ci ha costretto ad uno scalo in più a Seattle. Qui il controllo passaporti è interminabile, con una fila chilometrica e ufficiali per niente disposti ad accelerare le procedure. Sembra quasi una cosa all’italiana. Alla fine comunque il margine tra i nostri voli è tale da non farci temere troppo. Arriviamo a Juneau in perfetto orario sfiorando le montagne a picco sul mare e sulla città. Veramente impressionante. Lì per lì non ci facciamo caso, ma ci rendiamo conto di aver visto le montagne e il mare dall’aereo alle 22: c’è ancora luce! Sapevamo di poter contare su una giornata più lunga del normale, ma non pensavamo a notti così luminose.

Lungo il percorso per raggiungere il banco Alamo notiamo tantissimi manifesti che pubblicizzano le Hawaii, ma non ci facciamo troppe domande; ci sorprendono di più i trofei di caccia appesi a tutte le pareti. Ritiriamo la nostra Toyota Yaris senza problemi e sempre senza problemi percorriamo i pochi chilometri che ci separano dal nostro B&B (noleggio auto Alamo 185,37$, alamo.com). Sono le 23 passate ed è ancora giorno.

Notte: Duck Creek B&B, 4118 Aspen Ave., Juneau (tel. 907.789.7688, duckcreekbedandbreakfast.com, [email protected], 99$ BB)

martedì 28 giugno. JUNEAU

Il B&B è delizioso, così come la squisita proprietaria: una signora che potrebbe essere la nostra mamma e che ci fa sentire come a casa. In effetti siamo a casa, la sua. Tutto è pulito, in ordine e quello che manca viene compensato dalle sue attenzioni. La colazione è ricchissima e addirittura lei si sveglia un’ora prima di noi per cucinarci alcune specialità locali. Chiacchieriamo amabilmente, mangiamo come i lupi d’inverno e siamo pronti ad iniziare la nostra avventura in Alaska.

Va detto che Juneau (pronunciato Giuno, come il mese, e non alla francese come abbiamo sempre pensato noi) occupa una zona caratterizzata dall’unica foresta pluviale in ambiente sub-artico. Essendo pluviale gode – si fa per dire – di un clima decisamente piovoso, dovuto alla presenza delle alte montagne a picco sul mare che costituiscono un ostacolo formidabile per i venti dell’oceano. Ci spiegano che qua le perturbazioni possono durare mesi. Non ci sorprendiamo quindi quando il pallido sole del primo mattino cede il posto al grigio uniforme delle nubi. Affrontiamo subito la zona del Mendenhall Glacier, vicinissima al nostro B&B.

Il West Glacier Trail inizia dal parcheggio dove termina la Montana Creek Road, proprio di fronte alla strada. Non ci sono indicazioni, ma è l’unico sentiero ben tracciato che parte da lì. Come riferimento si devono tenere i wc alla propria destra. Il trail è carino, ma non spettacolare. E’ una facile passeggiata di circa 3 ore a/r nel bosco, senza grosse difficoltà a parte qualche punto scivoloso per la pioggia. Alcuni viewpoints, soprattutto in prossimità della cima, sono molto belli e permettono di ammirare sia il ghiacciaio che il sottostante lago dall’alto.

Terminiamo il trail e quasi non piove più, così decidiamo di esplorare anche la parte orientale. Il Nugget Falls Trail e l’East Glacier Trail conducono molto vicino al ghiacciaio, ai piedi della spettacolare cascata che alimenta il lago. Il sentiero è in realtà un facilissimo tratto di strada, molto turistico, percorribile in circa 1 ora a/r senza alcuna difficoltà. Vale comunque la pena farlo perchè è l’unico modo per avvicinarsi al ghiacciaio ed alla cascata e perchè la vista dal basso è davvero spettacolare.

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