The Big Big Apple

6 giorni passeggiando per le strade di New York
 
Partenza il: 08/03/2011
Ritorno il: 13/03/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Io ed Elena arriviamo a Newark dopo un lungo viaggio (Alitalia “Pisa -Roma- Newark” a 475 € A/R a testa) e abbiamo il primo approccio con la “paranoia” americana sulla sicurezza, con lo scan delle nostre impronte e foto digitali, ma di questo eravamo informati. Al primo impatto mi accorgo che il corso di livello base di inglese che frequentiamo dallo scorso ottobre mi servirà a ben poco, lo slang newyorkese e la velocità dei dialoghi sarà la nostra spada di Damocle. Comunque riusciamo a capire all’incirca dove troveremo il nostro autobus Coach USA per New York che avevamo prenotato su internet al costo di 25 $ a testa A/R (fortemente consigliato) e la prima fermata, Port Authority è quella più vicina alla nostra sistemazione. L’Edison Hotel sulla 47th è una struttura un po’ datata e la nostra camera “de Luxe” (spesa totale 600 € in promozione) non è proprio come me l’aspettavo, ma devo dire che il personale è abbastanza disponibile e le 3 o 4 stelle che ha alla fine se le merita, in ogni caso non è che passeremo molto tempo in camera!!!!!

Lasciamo le valigie e visto che sono appena le tre del pomeriggio usciamo e ci rendiamo conto della posizione del nostro hotel: a circa 20 metri c’è Time Square che ci abbaglia con i suoi manifesti e i maxischermi pubblicitari, i teatri con spettacoli in programmazione sin dal pomeriggio e megastore per tutti i gusti. In tutta Manhattan ad ogni angolo una pattuglia od un poliziotto controlla la situazione. Scendiamo per Broadway dirigendoci verso l’Empire State Building per staccare il primo dei biglietti del City Pass NY (anche qui controlli come in aeroporto per l’accesso ). Saliamo in un baleno con l’ ascensore gli 80 e passa piani fino all’osservatorio e la vista della città è incredibile: a sud la Downtown con i grattacieli di Wall Street, la statua della libertà in lontananza e i vari ponti sui due fiumi, a nord la Uptown, si intravede il parco e i palazzi sono più bassi, la zona di Harlem, il Queens, e gli altri quartieri in tutte le direzioni pulsano di attività e si perdono a vista d’occhio. Attendiamo il crepuscolo per godere dei giochi di luci che ci offre NY, e solo questo meriterebbe il prezzo del biglietto aereo. La mattina, dopo la “colazione all’americana” (ricordarsi delle mance ai camerieri e di non ordinare il pancake!!!) andiamo al Tourist Information dove la cortesia non è un optional, e ci indicano come possiamo raggiungere il nostro obbiettivo del giorno: il “Timberland Store” nel quartiere di Soho per l’acquisto dei mitici polacchini di pelle invecchiata che nostra figlia adora. In realtà quasi tutti i negozi della zona li vendono, ma non del colore giusto e allora tiriamo di lungo. E’ ora di pranzo e un bel piatto di”sushi” ci stà proprio bene!!! Si riparte con la visita di San Paul e Ground Zero, ma ormai essendo diventato un enorme cantiere per la ricostruzione delle torri non trasmette grandi emozioni, e allora via verso il molo 83 in Metro dove ci aspetta una gita con il battello Circle Line lungo le rive dell’ Hudson con Ellis Island, la Statua della Libertà, la Skyline e l’East River con i ponti di Brooklyn, Manhattan e Queensboro fino al palazzo dell’Onu e ritorno. La sera a cena sulla 42th al B.B. King con musica blues dal vivo!! Il terzo giorno piove e lo dedichiamo al MoMA, fra opere bizzarre e surreali passa la mattinata ma non essendo molto competenti in materia decidiamo che un bel piatto thailandese ci stà proprio bene!! Sotto un diluvio ci dedichiamo allo shopping sulla 5th Avenue senza tralasciare il fantastico Apple Store dove puoi provare tutti i prodotti della casa (come i bambini in un negozio di giocattoli), e strano ma vero, qui la concentrazione di turisti italiani è altissima….chissà perché!!!!

La cena messicana ci anestetizza le papille con le salse piccanti e ci fa dimenticare anche i vestiti bagnati che abbiamo addosso!!

Venerdì l’obbiettivo e la Columbia University (bella camminata) per vedere il luogo e acquistare due felpe personalizzate per i nostri pargoli, ma non abbiamo fortuna, e allora Metro e via verso Little Italy (non molto entusiasmante) e Chinatown che nonostante tutto rimane più caratteristica: nei suoi negozi puoi trovare cibi e ortaggi stranissimi e ti sembra di essere trasportato nel lontano oriente. Passeggiando fra un “Bella Napoli”, “SPQR” ecc girando l’angolo ci colpisce un ristorante malese dove mangiamo veramente bene delle pietanze dai nomi impronunciabili. La stanchezza si fa sentire, ma ormai il Ponte di Brooklyn e alla nostra portata e con un ultimo sforzo lo attraversiamo, godendo visivamente di un ulteriore aspetto della città per poi addentrarci verso Wall Street, con migliaia di business man impegnati con i loro IPhone in una mano e i bicchieri di caffè Starbucks nell’altra; ma la nostra attenzione è concentrata sulle “Timberland” che finalmente troviamo ad un ottimo prezzo al Century 21th.

Toccata e fuga a Grand Central Terminal e dopo un pit stop in hotel passiamo la serata nel Toys ur’as a guardare i giocattoli, la gente che passeggia e “assaggiare” le golosità di Willy Wonka!!!

Sabato passeggiamo per Central Park, dove centinaia di persone fanno jogging o vanno in bici, e andiamo a visitare il Museo di storia naturale,( quello del film “Una notte al museo”) e fra un T-Rex, un Gengis Khan e un Big Bang passiamo la mattinata. All’uscita il parco ci attrae come una sirena, è bellissimo anche in questo periodo con gli alberi spogli. Gli scoiattoli “metropolitani” preferiscono un wurstel ad un pezzo di mela, e la gente qui si rilassa applaudendo degli artisti di strada che fanno acrobazie incredibili e ti coinvolgono con la loro simpatia.

Questo posto per noi è la parte più bella della città, un luogo particolare per una città iperattiva, e la conferma viene anche dal panorama che ci offre la terrazza del Top of the Rock al Rockfeller Center, dove il rettangolo del parco si estende sotto di noi e tutto intorno la città si prepara per il sabato sera.

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