Thailandia, tra religione, cibo e mare

Una toccata e fuga in Thailandia, alla scoperta delle città, della cucina e della natura: Bangkok, Chiang Mai e Ko Phi Phi
 
Partenza il: 06/04/2019
Ritorno il: 16/04/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

10 aprile, Pamper a Pachyderm – Giornata dedicata agli elefanti, il motivo principale per cui siamo venuti a Chiang Mai. Alle 8.30 ci vengono a prendere Con il van dell’Elephant Nature Park. Il parco, oltre ad avere in gestione il parco vero e proprio, collabora con le famiglie della zona che possiedono gli elefanti. In sintesi, gli elefanti che vengono sfruttati nei riding camp non sono di proprietà dei campi, ma di famiglie che glieli “noleggiano”. Mantenere un elefante costa quanto guadagna un thailandese medio, quindi le famiglie non hanno molte alternative. Nei riding camp gli animali vengono sfruttati e maltrattati, e con i programmi come quello a cui abbiamo partecipato (costosini) si permette alle famiglie di mantenere gli elefanti senza farli soffrire. Dopo 1h di macchina arriviamo. Per prima cosa prepariamo da mangiare per gli elefanti (banane, cocomeri e polpette di riso, tamarindo, banane, sale e crusca) e incontriamo per la prima volta i pachidermi. Noi siamo 7, gli elefanti sono 2, una di 60 anni e una di più di 70 (per questa abbiamo sbucciato il cocomero perché non ha i denti). Diamo da mangiare agli elefanti (che riempiono di saliva) e cominciamo una passeggiata con loro di un’oretta: ad accompagnarci ci sono la famiglia che possiede gli elefanti e un sacco di cani. La passeggiata dura appunto un’ora, attraversiamo il fiume e saliamo fino ad una pozza di fango in cui gli elefanti si lavano. Durante la passeggiata abbiamo tutti una sporta di banane che diamo agli elefanti. Pranziamo nella zona della pozza di fango, in una capanna. Il pranzo è vegetariano e abbastanza buono. La nostra guida, Bobby, è molto competente e ci spiega un sacco di cose. Nel pomeriggio camminiamo fino al fiume, dove laviamo gli elefanti. Un elefante mi stritola alla ricerca di banane mentre mio marito ride. Sono ricoperta di fango, riportiamo gli elefanti a casa. Il giro prevedrebbe del rafting, ma essendoci l’acqua bassa Bobby ci porta a vedere il centro vero e proprio. Costo totale 6000b a testa.

11 aprile, verso Ko Phi Phi – Alle 4.30 prendiamo un Grab verso l’aeroporto (per fortuna a Chiang Mai ce n’è solo uno, quindi non sbagliamo…). Airasia fa tenere in cabina solo i bagagli che pesano meno di 7 kg quindi paghiamo 1000b per imbarcare la mia valigia (controllare il peso del bagaglio quando si prenota il volo!). Prendiamo il volo delle 6.30 e arriviamo a Krabi alle 8.30. Ci fermiamo dalla prima agenzia disponibile in aeroporto e paghiamo 1100b in tutto per van per il porto e traghetto verso Phi Phi. Arriviamo al porto e come al solito ci facciamo fregare, spendiamo 650 b per il traghetto di ritorno quando a Phi Phi costa 350. Dopo due ore, arriviamo a Phi Phi, e al porto ci aspetta un operatore dell’albergo per portarci in longtail (5 min). Il resort (Phi Phi the Beach) è l’ultimo di Long Beach, dista da Tonsai 2 km a piedi (che si fanno benissimo, soprattutto quando si scopre che la longtail per il paese costa 100b a testa, 150 dopo le 6.30! Portare torcia e prepararsi a qualche scalata). Pranziamo nel bar dell’albergo e Facciamo un pisolino nella spiaggia davanti allo stesso. Non è granché ma è comoda. La camera è spettacolare, è in cima ad una salita ripida ma la vista sulla baia dal terrazzo è qualcosa di incredibile. Per cena passeggiamo a Tonsai e andiamo a mangiare ad Acqua (medio).

12 aprile, Koh Phi Phi – Decidiamo di esplorare a piedi la nostra parte di Isola, e andiamo a Loh Moh Dee Beach, 10 min a piedi dalla nostra camera. La spiaggia è bellissima e c’è pochissima gente, peccato per l’immondizia nella foresta… ci sistemiamo sotto ad un albero e facciamo mille bagni. L’acqua è calda e limpida, ogni tanto arriva qualche speedboat che rovina il paesaggio, ma restano poco tempo. Nella spiaggia c’è un piccolo bar ma vende solo bibite e noodles precotti. Decidiamo quindi di tornare al nostro albergo. Pranzo al solito bar con il centesimo piatto di Pad Thai. Nel pomeriggio esploriamo ancora la foresta sopra la nostra camera, alla ricerca di una micro-spiaggia che abbiamo visto sulla mappa dell’agenzia dell’albergo, Por Beach. Dopo diversi tentativi la troviamo, ma è evidente che sia abbandonata: c’è un ecomostro subito dietro, e decidiamo di tornare a Loh Moh Dee Beach. Cena nel ristorante Thai davanti Acqua (insomma), per poi provare un Mango Sticky Rice (insomma2).

13 aprile, Koh Phi Phi Leh – Alle 9.00 partiamo per un giro in longtail di 4 ore (1800b totali), così composto: Innanzitutto, circumnavighiamo Ko Phi Phi Leh: passiamo davanti ad una “miniera” di nidi di rondine, bagno a Laguna bay, snorkeling nella barriera di Laguna bay, vediamo Maya bay da dietro la cordicella, snorkeling dietro a Maya bay (vediamo una tartaruga e uno squaletto! Qui lo snorkeling é meno spettacolare perché la barriera è più profonda. Ci sono però cose interessanti, come enormi branchi di pesci). Torniamo poi a Phi Phi Don, e ci fermiamo a monkey beach. È una piccola spiaggia riparata piena di scimmiette, come sempre nervosissime per via dei turisti che le disturbano. Restiamo mezz’oretta, e vediamo almeno tre turisti morsicati o graffiati dalle scimmie. Infine, ci fermiamo a fare snorkeling a Shark Point, dove non abbiamo visto squali (per fortuna, visto che ho dato un calcio ad uno scoglio e mi sono aperta il piede). Pranzo nel solito bar, ci siamo bruciato di brutto con lo snorkeling quindi nel pomeriggio stiamo nella spiaggia dell’albergo. All’ombra.

14 Aprile, Koh Phi Phi – La mattina stiamo a Loh Moh Dee Beach e pranziamo in albergo. Tristi perché non abbiamo visto squali a Shark Point, nel pomeriggio decidiamo di noleggiare pinne, e maschera (50b al pezzo) e nuotiamo tra gli scogli davanti all’albergo. Vediamo dei pesce chirurgo, dei pesci pagliaccio e finalmente uno squalo! Decidiamo di concludere la nostra esperienza Thailandese con un massaggio da 1h, 600 b il mio con aloe, 400b alle gambe mio marito. A cena andiamo da Unnis, finalmente un buon ristorante a Tonsai!



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