Thailandia e Laos in piena libertà

Gli zaini sono in fibrillazione per le vacanze estive che si avvicinano, ma ignorano che il nostro mouse sta pensando già al prossimo inverno
 
Partenza il: 17/12/2012
Ritorno il: 07/01/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Gli zaini sono in fibrillazione per le vacanze estive che si avvicinano… ma ignorano che il nostro mouse sta pensando già al prossimo inverno! Mentre l’Indonesia ci attende per agosto, la freccetta sul video ricerca alacremente voli per dicembre… finchè… Oman Air, andata 17 dicembre, ritorno 7 gennaio… impossibile dirgli di no: destinazione Bangkok! Che giro fare? Thailandia? Myammar? Vietnam? Laos? Vedremo! Bali e Lombok ci porteranno consiglio! Dopo le vacanze estive e qualche pensata, la scelta ricade sulla Thailandia e, chi lo sa, magari con una capatina in Laos!

17/18 dicembre

Abbiamo deciso di non prenotare nulla per poter improvvisare in piena libertà. Ci lasceremo guidare dagli eventi e dalle sensazioni che ci regaleranno i posti che visiteremo. Così arriviamo a Bangkok alle 16:55 del 18 dicembre, con i nostri zaini e solo una bozza di un possibile itinerario…che stravolgiamo già alle 16:56! Usciti dall’aeroporto prendiamo la metropolitana per la stazione di Hualampong, dove compriamo al volo 2 biglietti per il primo treno diretto ad Ayutthaya. Ci informiamo anche per i treni della sera successiva: vorremmo spostarci a Chang Mai. Il posto ci sarebbe… ma in terza classe! Vedremo come organizzarci direttamente ad Ayutthaya! Siamo curiosi di provare i treni thailandesi. I commenti letti sui vari racconti non possono definirsi positivi e incoraggianti, ma ci hanno incuriositi. Un paio di lente ore di scomodo viaggio su un vecchio vagone, che si ferma 1000 volte in un caldo soffocante… non il massimo, ma sicuramente autentico, tra ragazzi in divisa che ritornano a casa e stanche signore che trasportano pesanti sacchi di riso. Chi dorme, chi chiacchiera, chi mangia. Qualcuno guarda incuriosito il nostro zainetto pieno di toppe dei tanti paesi visitati. Tutti ciclicamente spettinati dai 4 vecchi ventilatori che ruotano appesi al soffitto. Vita quotidiana, semplice. Asia. Arriviamo verso le 21. Con un tuk tuk raggiungiamo la zona centrale della cittadina, dove iniziamo a cercare un posto per dormire. Abbiamo qualche difficoltà nel trovare una camera, le guesthouse sono tutte piene! Questo paese però ci fa subito ricordare uno dei motivi per i quali amiamo così tanto l’Asia: la gentilezza. All’ennesimo rifiuto, una signora chiama una sua amica, proprietaria di alcuni bungalow leggermente decentrati, sulla riva del fiume che circonda il centro… ed ecco trovato il posto per dormire! In dieci minuti un tuk tuk viene a prenderci e ci porta all’Ayutthaya River Hut, un posto carino, anche se un po’ scomodo come base logistica….ma va bene così! Dove lo troviamo un altro posto a quest’ora?! Lasciati gli zaini in camera, usciamo alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti. Nella zona c’è un solo locale che, mentre ci avviciniamo, spegne l’insegna! Ecco di nuovo l’Asia: è tardi, la cucina è già chiusa, ma la proprietaria ci dice: “se vi va bene, vi preparo un riso fritto”. Se ci va bene!? E’ perfetto!!! Così andiamo a dormire con la pancia piena!

19 dicembre – Ayutthaya

Finalmente il primo giorno di vacanza! Lasciamo gli zaini alla “reception” e, prima di andare a zonzo per Ayutthaya, compriamo i biglietti del bus notturno per Chiang Mai. Il tuk tuk ci scarica in centro e, dopo un’ottima colazione, noleggiamo due biciclette per girare la città in completa libertà. La grandezza di Ayutthaya, antica capitale del Siam, durò per quasi 400 anni, fino al 1767, quando i birmani la saccheggiarono e la distrussero quasi completamente. Oggi se ne possono ammirare le antiche e rovine, a tratti uniche e davvero affascinanti. Facendo attenzione al traffico tipicamente “asiatico”, pedaliamo tra un tempio e l’altro. Wat Phra Sri Sanphet, il più bello della città, con i suoi tre enormi stupa, fatti costruire dai reali nel XV secolo, che lo rendono unico. Wat Phra Mahthat, dove l’attrazione principale è la testa di una statua di Buddha imprigionata nelle radici di un albero. Come quella testa sia finita lì è un vero mistero, probabilmente durante il saccheggio dei birmani. Davvero singolare e affascinante. Da vedere assolutamente!

La giornata passa gradevole tra una pedalata e l’altra, arriva così il momento di lasciare le bici e tornare a recuperare gli zaini. In serata un tuk tuk ci porta alla stazione dei pullman, direzione Chiang Mai. Il VIP bus è comodo, la notte passa velocemente.

20/21 dicembre – Pai

Alle 6 del mattino siamo a Chiang Mai. Decidiamo di non fermarci ancora, vogliamo proseguire verso Pai o Mae Hong Son. In biglietteria ci dicono: “3 ore per Pai, 6 per Mae Hong Son”…scelta facile, vista la nottata passata in bus! Pai…arriviamo! Partiamo alle 8, il pullman è un vero scassone! 4 ore di curve, 136 scomodi km…ma anche questa è Asia. La stazione dei pullman è proprio nel centro del paese. La ricerca della guesthouse è breve. Facciamo qualche passo e troviamo il Breaze of Pai (la guesthouse che ci aveva consigliato la nostra amica Ely), i bungalow sono carini, immersi in un bel giardino. Preso! Siamo distrutti, tra viaggi in pullman e fuso orario abbiamo bisogno di riposo! Dopo una bella doccia calda, facciamo un pisolino…di un paio d’ore…un “pisolone”!

Pai è una meta molto gettonata da turisti stranieri, ma anche locali. Ha uno spirito frizzante, grazie ai tanti negozietti e ai deliziosi ristorantini, ma tutto è allo stesso tempo molto tranquillo e tipico, come l’ospitalità che contraddistingue la gente. Ce ne innamoriamo all’istante! Ci informiamo un po’ sulle cose da vedere e decidiamo di noleggiare un motorino per il giorno successivo. Trascorriamo la serata passeggiando tra le bancarelle del mercato notturno. Chi vende magliette, chi manufatti…chi insetti fritti!! Dopo una bella dormita partiamo per il giro della zona! Percorriamo qualche km verso nord e, dopo un paio di villaggi e un breve tratto di strada sterrata, arriviamo al Baan Din Doi view point. Da qui si può godere di un bel panorama su tutta la vallata e sulla piccola cittadina di Pai. Carino. Scattata qualche foto, ripartiamo in sella al motorino e, sulla strada, ci fermiamo al villaggio cinese. Tanti negozietti a ridosso di un laghetto artificiale e l’immancabile dragone. Particolare, anche se un po’ troppo “costruito” ad uso turistico. Raggiungiamo poi le Mor Paeng Waterfalls, non c’è nessuno in giro… solo qualche cane randagio. Facciamo due passi tranquilli nella quiete della vegetazione, fino alla vicina cascata. D’estate, quando c’è più acqua, lo spettacolo deve essere indubbiamente più bello e probabilmente è possibile rinfrescarsi nelle acque della piscinetta naturale alla base della cascata. Dopo pranzo ci dirigiamo verso sud. Ci fermiamo al Coffee in Love, da dove si gode di uno splendido panorama sulle montagne circostanti. Quindi andiamo alla Pembok Waterfall, una bellissima cascata incastonata in un canyon. Per raggiungerla si fa un passeggiata lungo il torrente e si attraversa un piccolo ponte di legno…alla vista un po’ pericolante… Lasciata la splendida cascata, riprendiamo il motorino e ci fermiamo al Pai Canyon. Più che di un canyon vero e proprio, si tratta di un crinale su cui si sviluppa uno stretto sentiero. Si può percorrere a piedi, stando attenti a non scivolare. Non ci entusiasma. Superiamo il ponte giapponese, risalente alla Seconda Guerra Mondiale, in direzione delle Hot Springs. Lungo il cammino verso le sorgenti termali ci sono delle vasche, via via più calde, in cui è possibile fare il bagno. Proviamo solo ad immergere i piedi…ma l’acqua è davvero troppo calda per noi. Alla sorgente, la temperatura supera gli 80°!! Dalle pozze si alza il vapore rilasciato dalle lente bolle che arrivano in superficie. Un simpatico cartello ricorda che è vietato “bollire le uova”! Lasciate le sorgenti termali, attraversiamo un magnifico tratto di strada tra prati coltivati, tutti colorati di giallo, che contrastano con il rosso degli alberi sulle montagne. Ci fermiamo per scattare un po’ di foto, è un posto stupendo. Siamo immersi in una pace e una tranquillità incredibili. Ultima tappa il Wat Mae Yen. Il tempio è raggiungibile anche a piedi da Pai, ma la scalinata per raggiungere la cima della collinetta è parecchio ripida! In motorino, invece, percorriamo la strada che arriva direttamente al tempio. Da qui la vista è molto bella, aspettiamo il tramonto insieme a ad altre decine di turisti prima di tornare a Pai. La serata è fredda! Ceniamo in fretta e andiamo a dormire, contenti di aver fatto tappa in questa piccola cittadina, tranquilla e divertente allo stesso tempo.

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Amphawa, floating market

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Ayutthaya

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Buddha sdraiato

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Kuang si falls

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cascata Pai

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Mae Hong Son



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