Thailandia: da vivere a piedi nudi e cuore scalzo

Tre settimane da sogno in sei tappe tra mare e monti, colori e odori differenti
 
Partenza il: 12/12/2017
Ritorno il: 01/01/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

THAILANDIA DA SUD A NORD, DICEMBRE 2017: Krabi, Phi Phi, Koh Bulon, Koh Lipe, Chiang Mai e Chiang Rai

Premetto una cosa. A noi le cose semplici non piacciono, quindi il fai da te è un must. È impegnativo, bisogna documentarsi, chiedere informazioni, correre qualche rischio ma l’itinerario è fatto sempre su misura per soddisfare le nostre curiosità e appagare il senso di libertà. Niente Resort di alto lusso o escursioni di massa, mai più di quattro giorni nello stesso posto. La nostra è sempre una vacanza dinamica alla ricerca di luoghi ed esperienze che lasciano emozioni, da vivere a piedi nudi e cuore scalzo. Vedere località famose ci sta, ma organizzarle con piccoli sotterfugi per evitare la massa, è una grande soddisfazione. I prezzi riportati sono tutti in valuta locale e al momento il cambio è di 0,38, quindi dividete la somma dei Bath per circa 40. La corrente è la 220v e non occorrono adattatori. Il Wi-Fi si trova praticamente ovunque, negli hotel, ristoranti, bar quindi non avrete problemi a comunicare o cercare su internet le informazioni che vi occorrono. Portate repellenti per le zanzare e citronella o similari per la camera e ricordate che la sigaretta elettronica è severamente vietata e punita come fosse eroina.

KRABI – AO NANG

La preziosa Il nostro viaggio inizia a Malpensa, sotto una nevicata che ci fa temere qualche ritardo. Invece va tutto bene. Il volo di 11 ore con la Thai ci conduce direttamente a Bangkok dove, dopo tre ore, prendiamo il piccolo aereo della Bangkok Airlines che in meno di due ore ci porta a Krabi. L’aria è umida, i 26 gradi ci fanno scordare immediatamente il freddo italiano. Prendiamo un taxi che con 500 thb ci porta in mezz’ora al Vipa Resort a Ao Nang. Il Resort è piccolo e spartano ma il bungalow è immerso nel verde, ai piedi di una montagna che sembra la metà di un enorme panettone con lastroni verticali bianchi che si tuffano nella vegetazione rigogliosa. È a una quindicina di minuti a piedi dalla trafficata e caotica via principale che scende per un km verso il mare. Un susseguirsi di locali, ristoranti, caffè, supermercati, negozi di tatuaggi e souvenir, centri massaggio, banconi di tour operators che organizzano ogni tipo di escursione, tuk tuk, scooter, macchine, strisce pedonali mai rispettate, marciapiedi dissestati, sacchi neri di spazzatura che attendono di essere ritirati, odori di ogni tipo. La globalizzazione si personifica nel McDonald e nello Starbucks ma l’atmosfera è tipicamente orientale. La spiaggia ai piedi della strada principale è una lunga striscia di sabbia bianca costellata di longtails, le tipiche barche simili a gondole che, con il loro particolare motore (di auto!), rimbombano come elicotteri. Sono loro i mezzi principali per spostarsi sulle splendide isole o sulle vicine, spettacolari, spiagge di West Railay, East Railay e Phra Nang, collegate tra loro tramite sentieri all’interno dei resort. Su questo versante, il panorama è mozzafiato e, se si evita di guardarsi intorno e notare la massificazione, si può pensare di essere stati immortalati in una cartolina. Enormi faraglioni sbucano dal mare turchese e smeraldo, mentre alle spalle della spiaggia candida, si sviluppa imponente una fitta boscaglia con caverne e archi naturali spettacolari. Le scimmie scendono impavide verso la civiltà e, incuranti dei flash, si lasciano fotografare quasi in posa, con un bicchiere in mano, una banana o un pezzo di panino. Consiglio la spiaggia di Phra Nang, in fondo, vicino alla grotta scavata dall’acqua. I colori del mare sono pennellate dalle diverse sfumature e l’acqua è trasparente ed invitante. Se invece preferite avere a portata di mano acqua, bibite, gelati e cibo, sarete accontentati dalle Longtail che, ancorate alla spiaggia di West Railay, con enormi cartelloni plastificati esibiscono le foto della loro mercanzia. Nei due giorni successivi recuperiamo la veglia di quasi 36 ore con lunghe dormite ma non ci facciamo mancare l’occasione di organizzare un paio di escursioni. Ci affidiamo al Krabi Vip Tour (https//www.krabiviptour.com/krabi-tour) gestito da Federico e la sua speed boat da 11 posti. È più caro rispetto alle innumerevoli proposte delle agenzie locali ma ne vale la pena. La barca è nuova, il servizio accurato e non si è ammassati sui tanti barconi che popolano il mare. Il turismo coreano e cinese è esageratamente presente e spesso si muove in massa verso le attrazioni più famose, quindi attenzione se non volete ritrovarvi stipati come sardine. Scegliamo il tour delle 7 isole + tramonto. Partenza alle 13.00 e rientro alle 20.00. Prezzo: 1.500 thb + 400 per parco marino. Poda Island, Chicken Island, Tup Island, Door, Talu, MaeUrai. Posti splendidi, indimenticabili. La gita inizia nel pomeriggio, proprio quando la maggior parte dei turisti lascia le isole per far ritorno all’hotel, ciò significa che si può godere pienamente delle isole, senza turisti che affollano l’arcipelago. Durante il tour è possibile fare snorkeling sulla barriera, consumare il proprio pasto su una spiaggia immacolata, approfittare della bassa marea per sprofondare i piedi nella lunga lingua di sabbia bianca che collega l’isola di Tup a Chicken Island, rivolgere un silenzioso pensiero alle vittime dello tsunami ricordate con nomi incisi su massi bianchi e tasselli di legno nella spiaggia di Poda, godersi il tramonto con birretta a Railay e, quando cala il buio, nuotare in mezzo al plancton fluorescente. Nelle tre sere di permanenza, per cena, proviamo il Massiman, consigliato da Riccardo, tipica cucina Thai; il Cheap Cheap per il BQQ fish e il Tandoori, ristorante indiano che spezza la monotonia della scelta. Tutti sulla lunga via principale.

Il terzo giorno è già ora di lasciare Ao Nang alla volta di Phi Phi Island. Approfittiamo del Krabi Vip per unire l’escursione alla trasferta e farci strabiliare dalla meraviglia delle meraviglie di questo arcipelago: Maya Bay, resa famosa per il film The Beach, che ha lanciato Leonardo di Caprio. Acqua turchese spiaggia bianca, caverne e splendida laguna color smeraldo alle spalle (Lohsaman Bay); Bamboo Island, niente da invidiare alla precedente per la sua ampia spiaggia bianca; Monkey Beach, famosa per le scimmie dispettose. Consiglio di portare con sé solo il cellulare perchè la loro cleptomania è famosa. Certo, i posti non sono più incontaminati ma puntellati da vestiti colorati, cappelli a tesa larga, occhi a mandorla e telefonini con asta per selfie sempre pronti a scattare. Ci si diverte di più a guardare le pose più assurde degli asiatici, dalla femme fatale ai gesti dei supereroi, che fare snorkeling tra i pesci tropicali! Salutiamo il Krabi Vip e la simpatica compagnia di una coppia di sardi, per dirigerci in long tail boat verso la prossima dimora.

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