Thailandia 2005: 3000 km da sud a nord

Thailandia 2005 Un viaggio tra natura, storia e religione. La scelta di fare un viaggio in un paese lontano dalla nostra cultura e storia non avviene mai per caso. Il 26 dicembre 2004, come la maggior parte della popolazione mondiale, abbiamo seguito in tv la distruzione che lo tsunami stava portando nel sud-est asiatico, provando dolore per la...
 
Partenza il: 06/08/2005
Ritorno il: 28/08/2005
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 2000 €

Thailandia 2005 Un viaggio tra natura, storia e religione.

La scelta di fare un viaggio in un paese lontano dalla nostra cultura e storia non avviene mai per caso.

Il 26 dicembre 2004, come la maggior parte della popolazione mondiale, abbiamo seguito in tv la distruzione che lo tsunami stava portando nel sud-est asiatico, provando dolore per la morte di migliaia di persone e allo stesso tempo angoscia per chi rimaneva, si vivo, ma senza più abitazione o lavoro.

Contrariamente a quanto accadeva nelle agenzie di viaggio, valanghe di disdette addirittura fino ai mesi di marzo e aprile, abbiamo deciso di visitare la Thailandia, principalmente per due motivi: primo, conoscere la cultura orientale, e secondo, non meno importante, destinare il costo del viaggio ad uno dei numerosi popoli messi in ginocchio dal disastro naturale.

Abbiamo coinvolto con il nostro entusiasmo Sonia, la sorella di Silvia, e il suo ragazzo, che hanno deciso di condividere questa esperienza con noi.

Già dal mese di febbraio parte la macchina organizzativa, il nostro contatto in Thailandia è Carlo Collina, www.Easysmile-thailand.Com , un organizzatore affidabile e scrupoloso che vive in Thailandia ormai da più di dieci anni, aiutato da una altrettanto brava persona che è sua moglie, Mem, thailandese.

La nostra idea nel preparare l’itinerario era quella di vedere e conoscere il più possibile nei ventiquattro giorni destinati al viaggio, Carlo e Mem hanno cucito per noi un viaggio su misura, impegnativo ma molto suggestivo.

Un tour di poco meno di 3000 km, che, partendo da Bangkok ci farà visitare posti dove la natura esplode nella sua bellezza, vedere i resti delle antiche capitali, visitare i punti più importanti della religione buddista, e infine arrivare al confine con il Myanmar e Laos, dove si trova il famoso Triangolo d’oro, successivamente il soggiorno proseguirà con una settimana di mare e relax nell’isola di Koh Samet, nel Golfo di Siam, infine, gli ultimi quattro giorni dedicati a Bangkok.

Una nota curiosa riguarda il nome esteso della città, è il più lungo del mondo, Krung Thep Mahanakhon Amon Rattanakosin Mahinthara Ayuthaya Mahadilok Phop Noppharat Ratchathani Burirom Udomratchaniwet Mahasathan Amon Piman Awatan Sathit Sakkathattiya Witsanukam Prasit, il nome Bangkok è usato nelle relazioni internazionali, mentre i thailandesi la conoscono come Krung Thep, la “città degli angeli”, un’altra particolarità che differenzia la Thailandia dal mondo occidentale è l’anno corrente, mentre nelle questioni internazionali viene usato il 2005, per le questioni interne la Thailandia è nel 2548, questo perché l’anno viene contato dalla morte di Buddha.

A marzo era già tutto stabilito e noi eravamo già in possesso dei biglietti aerei, procurati direttamente su internet. Www.Lufthansa.It , c’era solo da aspettare la partenza, il 6 agosto.

Le fasi di un viaggio non cambiano mai, c’è una preparazione, una realizzazione, e il “disfare le valigie”, per noi, ogni volta, la durata va ben oltre, benché si viaggi con un solo zaino a testa, quando si torna a casa il bagaglio culturale e emotivo è enorme, e tutto mescolato.

Proveremo a tirare fuori tutto quello che siamo riusciti a portare via dalla Thailandia.

I paesaggi che la Thailandia ci ha offerto sono stati molteplici e suggestivi, e tutti diversi tra loro, dal mare alla montagna attraversando la pianura e le colline.

Nei diversi parchi che abbiamo visitato da sud a nord siamo rimasti incantati a guardare cascate di ogni tipo, potendo fare anche un bagno rinfrescante in alcune di esse, esperienza unica e irripetibile lasciarsi cullare dal dolce movimento dell’acqua con lo sguardo rivolto ad uno spicchio di cielo che sembra farsi posto tra le pareti della montagna ricoperta di alberi maestosi.

Il canto degli uccelli e lo scrosciare continuo della cascata avevano un effetto ninna-nanna, e si sognava di essere tra centinaia di pesci che venivano a stuzzicarti come per dire “SVEGLIA!!!”, ed era bello aprire gli occhi e trovarsi davvero circondati dai pesci.

Percorrendo con il minivan manciate di chilometri venivamo inghiottiti in paesaggi surreali, vette altissime ricoperte dai pini che fanno capolino tra le nuvole e la nebbiolina che avvolge ogni cosa, dove l’aria è piacevolmente fresca e pungente.

Le zone pianeggianti, che si alternano a quelle montuose ci hanno regalato altrettanti quadri naturali, distese di risaie, che in agosto sono di un verde accecante, poiché le piantine del riso sono già cresciute fino a formare un tappeto di velluto.

Coltivazioni di mais e tapioca si alternano a bananeti e campi di canna da zucchero, e all’ombra degli alberi sonnecchiano i capi di bestiame spossati dalla calura.

In tutte le regioni della Thailandia, da sud all’estremo nord, fanno bella mostra di sé infinite varietà di fiori coloratissimi e dai profumi inebrianti, ma è l’orchidea il fiore simbolo di questa terra, piccole, grandi, non si finiva mai di scoprirne di nuove.

Nella fitta giungla, dove tra l’altro abbiamo pernottato, abbiamo fatto lunghe passeggiate, talvolta su terreni resi scivolosi dal fango, ma, se pur con qualche cautela, ne è valsa la pena, e non potevamo certo perderci la passeggiata in groppa agli elefanti, animali intelligenti e simpatici, addestrati sin da piccoli al lavoro, e perchè no, anche al divertimento.

Vivono nella giungla con gli uomini da cui non si separano mai, in condizioni di semilibertà.

Ammirarli nel loro habitat è stato molto emozionante.

Un altro scenario che ci ha portato indietro nel tempo è quello goduto durante la navigazione del fiume Kway.

La long-boat, tipica imbarcazione lunga e stretta, sfreccia sulle acque ricche di pesce, affiancando mangrovie e rasentando cascate, nel silenzio assordante della natura.

Le rive del fiume sono abitate dai pescatori, che vivono in umili palafitte di legno senza corrente elettrica e senza alcun genere di confort, ma sicuramente il diretto contatto con la natura da loro tutto ciò di cui hanno bisogno, noi, schiavi della società consumistica non capiamo, o non riusciamo a capire, la loro immensa ricchezza.

Dopo aver fatto una overdose di verde, non ci resta che scoprire l’altra Thailandia, forse quella più conosciuta, quella che si affaccia sul mare.



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