Teulada, Costa del Sud: pura Sardegna

L’estate scorsa, prima di rientrare nel continente dalla Sardegna, il vicino di bungalow al campeggio mi aveva parlato della zona di Chia, una cinquantina di km a sud di Cagliari, descrivendomela come particolarmente interessante. Essendo un tratto di costa sarda che non avevo mai visitato l’estate scorsa ero partito dalla Sardegna con la...
Scritto da: sergio-c
teulada, costa del sud: pura sardegna
Partenza il: 15/08/2006
Ritorno il: 01/09/2006
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

L’estate scorsa, prima di rientrare nel continente dalla Sardegna, il vicino di bungalow al campeggio mi aveva parlato della zona di Chia, una cinquantina di km a sud di Cagliari, descrivendomela come particolarmente interessante. Essendo un tratto di costa sarda che non avevo mai visitato l’estate scorsa ero partito dalla Sardegna con la voglia di ritornare. Ad anno nuovo mi sono messo alla ricerca di un alloggio nella zona di Chia ed ho compreso immediatamente che il mio budget di spesa era del tutto inadeguato…Chia era troppo cara, anche un semplicissimo monolocale in affitto per una settimana costava qualcosa di improponibile. Orientai la ricerca dell’alloggio verso zone limitrofe, da usare come base di partenza per visitare i dintorni, visto che in Sardegna spostarsi e fare km in cerca di nuove spiagge è la norma. Il paese di Teulada non compare in nessun catalogo dei vari tour operator, la guida ai campeggi segnala solo un camping privo di bungalow in affitto. Internet invece pullula di informazioni e foto ed ho immaginato che doveva essere un bel posto. Vista l’assenza di grandi strutture recettive ho contattato l’agenzia immobiliare del paese che immediatamente mi ha trovato una bella casetta in centro ad un prezzo molto conveniente.

Partenza il giorno di ferragosto da Civitavecchia per Cagliari; il traghetto non era al completo e quindi la notte è trascorsa tranquillamente. Siamo arrivati a Cagliari alle 9:00 di mattina ed abbiamo imboccato la statale 195 sulcitana. Dopo aver attraversato gli stagni di Cagliari e superata la zona industriale di Sarroch, siamo entrati a Pula ed abbiamo proseguito per Santa Margherita. La statale corre piuttosto lontana dalla costa e soprattutto a Santa Margherita di Pula non ci sono tanti accessi: la pineta è densamente “abitata” e recintata, non ci sono varchi tra le varie strutture residenziali…Il mare al di là del recinto dovrebbe essere bello, per molti ma non per tutti. Dopo Santa Margherita, superata una salitella ci troviamo di fronte ad un bivio: a destra si va direttamente a Domus de Maria e quindi a Teulada, a sinistra si lascia la statale sulcitana per imboccare la provinciale per la Costa del Sud passando per Chia. Abbiamo scelto la seconda opzione ed in pochi minuti eravamo a Chia. Qui il mare si raggiunge in diversi punti e le varie strutture recettive sono distanti dalla costa e ben integrate nel paesaggio…Soprattutto se paragonate agli ecomostri sparsi in tutta Italia. Superata Chia la strada prosegue in salita ed inizia un tratto di costa indimenticabile: sicuramente una delle strade panoramiche più belle d’Italia. La costa è frastagliatissima, un susseguirsi di promontori rocciosi, calette appartate, isole e torrette di avvistamento, il tutto circondato dal verde dei ginepri e dall’azzurro del mare dalle acque limpidissime. Prima si incontra il centro di Perdalonga, poi la spiaggia della Tuerredda, quindi si risale il promontorio di Capo Malfatano per ridiscendere alla spiaggia di Piscinnì e l’isola Campionna per arrivare infine al Porto di Teulada. La strada serpeggia generalmente alta lungo la costa offrendo scorci panoramici unici…Difficile non distrarsi e non fermarsi lungo le tante piazzole che si incontrano. Dopo il Porto di Teulada la strada da tortuosa diventa lineare ed in pochi minuti si arriva al paese.

In agenzia ci hanno consegnato le chiavi di una bella casetta rosa sulla piazza centrale del paese…Non avremmo mai potuto immaginare che una località simile fosse tanto animata di sera. Siamo arrivati proprio nel periodo in cui si svolge la festa del patrono, San Isidoro, ed ogni sera c’era un concerto, o una manifestazione folkloristica o il cinema all’aperto…Ci siamo trovati troppo bene! La gente incontrata era gentile e cordiale, la pro loco ci ha indirizzato verso le località migliori, anche se poi in 15 giorni ci siamo visti quasi tutto l’arco di costa sarda sud-occidentale ed ogni luogo meritava ampiamente una visita.

Il pomeriggio stesso dell’arrivo siamo andati a Porto Tramatzu, una spiaggia bella ed “anomala”. La sabbia è candida, l’acqua limpidissima, di fronte c’è una bella isola di granito chiamata Isola Rossa ma…È l’ultima spiaggia prima dell’inizio della fascia di costa interdetta per vincoli militari e per assurdo metà spiaggia è aperta a chiunque mentre l’altra metà è riservata ai militari o alle rispettive famiglie. Il risultato anomalo è che metà spiaggia è affollatissima e pertanto il luogo perde gran parte del fascino mentre l’altra metà sotto vincolo militare è pressoché deserta. Inoltre coloro che provano a varcare il limite lungo la spiaggia vengono cortesemente allontanati dai militari che vigilano. Francamente, dopo aver visto le altre spiagge della zona credo che questa sia la peggiore, non perché non sia bella ma per via dell’anomalo affollamento derivante dal vincolo militare.

Il giorno successivo siamo andati a Porto Pino, circa 15 minuti di comoda strada da Teulada. E’ uno dei luoghi più belli della Sardegna: arrivando dal paese di Sant’Anna Arresi la spiaggia appare circondata da stagni popolati da fenicotteri e da pinete di pino d’Aleppo. Ci sono due accessi: o si arriva in fondo alla strada fino al porto canale oppure, prima di arrivare al centro si gira a sinistra seguendo le indicazioni per “Dune Bianche”. In questo caso la strada diventa subito sterrata per un bel tratto ed attraversa gli stagni, dopodichè, arrivati ad un parcheggio a pagamento si procede a piedi. Da lontano si notano subito due alte dune di sabbia bianchissima circondate dalla pineta. Giunti sulla spiaggia si cammina sul bagnasciuga verso le dune situate sulla estremità est…In cima alle dune il paesaggio è irreale, sembra di stare nel deserto se non fosse per il mare da un lato e la pineta dall’altro, il contrasto tra il bianco della sabbia, il turchese del mare ed il verde dei pini crea un ambiente stupendo. La spiaggia di Porto Pino è piuttosto lunga e poco affollata, soprattutto verso le estremità…Veramente un bel posto. Quel giorno poi il mare era piuttosto agitato, c’erano dei cavalloni altissimi e per assurdo l’acqua non sembrava torbida come normalmente siamo abituati a vederla in queste condizioni.

Venerdì 18 Agosto – Chia, Spiaggia di Su Cardulinu. Si tratta di una piccola spiaggetta che unisce l’isolotto di Su Cardulinu alla costa. Si raggiunge attraverso una stradicciola che si dirama dalla strada provinciale nei pressi del bar Mongittu a Chia, superando un ponticello e parcheggiando la macchina prima che lo stradello diventi praticabile solamente ad un fuoristrada. Si cammina per 10 minuti in salita risalendo un promontorio dopodichè si intravede la penisola e si scende sulla spiaggia. Il paesaggio anche in questo caso è affascinante, dal promontorio si gode di un ottimo panorama sulle spiagge di Chia e gli scogli hanno forme molteplici. Purtroppo siamo andati su questa spiaggia dopo una mareggiata che aveva spinto a riva degli ammassi di posidonia che avevano coperto anche parte della sabbia…Forse una prossima mareggiata farà tornare tutto come prima. Ad ogni modo non tutta la spiaggia era ricoperta di posidonia e l’acqua era comunque limpida. Sul promontorio sono presenti inoltre i resti di un tophet fenicio costituiti da diversi blocchi di pietra disposti a formare una struttura rettangolare. Da segnalare che la spiaggia è riparata dai venti di maestrale e pertanto abbiamo trovato il mare calmo nonostante altrove fosse mosso. La sera stessa a Teulada c’era la manifestazione “Pani e Casu” durante la quale la gente del posto faceva il pane disegnando forme particolari oltre ai formaggi freschi e la ricotta (buonissima!)…Siamo rimasti impressionati dai balli sardi, praticamente ballano tutti, giovani ed anziani, ed è bello vedere come determinate usanze del passato siano ancora vive nella popolazione.



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