Tra Termoli e Peschici sotto la pioggia: la magia di un viaggio

Termoli e Peschici in un weekend piovoso: cosa fare
Scritto da: leggimee
tra termoli e peschici sotto la pioggia: la magia di un viaggio

Ad un certo punto, è pur vero che accade: in una frazione di secondo, dopo ore trascorse in coda lungo l’Adriatica, si materializza il cartello che indica la fine dell’Abruzzo: “Ma come – ti domandi – Infine, sono giunto?”.

Ebbene sì, nei primi giorni di Ottobre, la costa del Molise, a lungo vagheggiata, finalmente ci attendeva per un breve weekend.

Termoli, l’elegante forte sul Mar Adriatico

Iniziammo dal mare, e come non scegliere lei, la regina. I primi due giorni sono stati un bagno di bellezza Termoli. E, in effetti, per quello che seguì, un bagno lo furono letteralmente.

In un certo senso, percorrendo il piccolo centro pedonale, ci sembrava di aver fatto qualche passo in più ed essere balzati in Puglia. La vivacità del centro, i piccoli locali, tra bar e ristoranti, diffusi lungo il viale pedonale. Il bianco dei caseggiati e i profumi di cibo che impregnavano l’aria.

Sì, in un viaggio in Molise si mangia davvero tanto e benissimo. Le pizze con la crosta ripiena di ricotta e le fritture sono qualcosa a dir poco celestiale.

Ad ogni modo, eccoci pronti per la nostra esplorazione.

La pioggia costellò gran parte delle nostre giornate, ma Termoli è una città che ci rimase comunque impressa.

Vivace ed accogliente anche in Ottobre, regala scenari indimenticabili nel suo centro storico. Le vedute che si hanno dal Castello Svevo e dal porto sono davvero di impareggiabile bellezza.

Passeggiando lungo il mare si possono anche ammirare i cosiddetti “trabucchi di Termoli“, in realtà sparsi un po’ ovunque per la costa adriatica meridionale. Si tratta di particolari costruzioni in legno con tanto di passerelle aggettanti sul mare, che dovevano aiutare i pescatori nella loro attività anche in condizione di mare in tempesta.

Ed è proprio dal vicino porto in tempesta che il giorno successivo ci saremmo dovuti imbarcare per le Tremiti. Ben lungi dal lasciarci scoraggiare dal maltempo, però, decidemmo di esplorare di più la costa.

Viaggio tra Termoli e Peschici: l’irrinunciabile sosta a Petacciato Marina

A Petacciato Marina ci avventurammo lungo il litorale selvatico, dove le dune erano sferzate dal vento e da un mare livido e agitato.

Poco più a Nord di Termoli, il villaggio si raggiunge velocemente in macchina. Il profilo ondoso delle colline sulla sinistra e la folta pineta che nasconde il mare sulla destra.

Lasciata la macchina nel vasto parcheggio che fronteggia il mare e che ad Ottobre era piacevolmente deserto, imboccammo un sentiero che dipartiva poco più in là e si intrufolava in un’area umida, senz’altro il paradiso di qualunque appassionato ornitologo e, sicuramente, ciclista.

Solo il battere dei nostri passi sui ciotoli stemperava il canto degli uccelli. Della strada che fiancheggiava il sentiero non si udiva che un sibilo lontano. Tornammo alla macchina solo quando nubi cariche d’acqua si profilarono all’orizzonte.

Decidemmo quindi di regalarci un po’ di mare e un po’ di sole saltando al di là del confine regionale e dirigendoci in Puglia.

Inseguendo Temporali da Termoli a Peschici

Percorrendo la strada panoramica del lucente Gargano, il cielo si fece sempre più tremante ad ogni curva. Un incredibile spettacolo sospeso tra mare e foresta.

Arrivammo a Peschici quando aveva appena smesso di piovere o, almeno, così sembrava.

L’avevo vista più di 10 anni prima, e con un sole che bruciava le sue bianche pietre. Eppure, quel giorno, nonostante le scarpe fossero sommerse da rivoli d’acqua che correvano veloci lungo le strade, ritrovai l’incantevole città delle mie memorie.

Bella, elegante, divina Peschici.

La pioggia poi cessò e questa volta cessò per davvero, ed il cielo abbozzò sul mare uno spettacolare arcobaleno. Ah! Quanti ne abbiamo ammirati in quei giorni di viaggio…

Al ritorno, ultima notte a Termoli ed eccoci pronti al rientro.

Non prima, però, di aver gustato gli assolati panorami che si aprivano dai borghi di Montenero di Bisaccia e San Salvo (quest’ultima, già in Abruzzo), quando la pioggia non divenne che un ricordo.

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