Tenerife on the road

L'isola dell'eterna primavera regala scenari mozzafiato
Scritto da: mdisoccio
tenerife on the road
Partenza il: 29/04/2017
Ritorno il: 06/05/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Il nostro volo Norwegian parte da Roma FCO alle ore 10,30 per atterrare alle 14,45 ora locale, all’Areoporto Sur Reina Sofia di Tenerife. Agli arrivi una ragazza ci porge una mappa dell’isola e devo dire che in tanti viaggi non ci era mai capitato e l’inizio a Tenerife ci piace molto! Dopo aver preso il bagaglio ci dirigiamo al box Cigar per ritirare le chiavi dell’auto prenotata on-line (7 gg al costo totale di euro 98,70). L’auto Opel Corsa si trova parcheggiata di fronte l’uscita dell’aeroporto, oltre la fermata degli autobus. L’uscita ti porta direttamente sull’autopista TF1, ovvero l’autostrada, c’è un distributore e facciamo il pieno di gasolio (29 euro, stento a crederci!). Sono le 15.30 e non avendo pranzato decidiamo di fermarci al Centro Commerciale Gran Sur di Adeje dove si trovano diversi ristoranti, pizzerie e caffetterie. Scegliamo la Taqueria, ristorante messicano, e prendiamo due ottimi Burrito vegetal accompagnato da riso basmati con verdure, una pinta di birra, acqua e caffè (18,60 euro). Il ristorante ha tavoli anche all’esterno, come altri nel centro commerciale, perché anche se il centro commerciale chiude alle 22 possono restare aperti fino alle 24. Dopo esserci ristorati ci dirigiamo verso Playa San Juan per farci un’idea della zona. Fa abbastanza caldo, sono circa le 18,30 e la temperatura è di 26 gradi. Risaliamo per il belvedere di Santiago che offre un tramonto strepitoso su Los Gigantes e beviamo una bibita sul bar Mirador Archipenque. Il sole si fa sentire e la vista da lì è davvero magica. Siamo anche stanchi per cui ci dirigiamo verso il nostro alloggio a Tamaimo, un paesino di 2000 abitanti scelto proprio perché lontano dai complessi turistici di massa, a soli 5 km dall’autostrada e 35 km dall’aeroporto Sur. Infatti ci siamo potuti muovere da una parte all’altra dell’isola andando dal mare alla montagna nel giro di poco tempo anche perché le strade sono ottime e l’autostrada (gratis) collega quasi tutta l’isola. La prima notte la trascorriamo alla Pensione Tamaimo e con soli 40 euro abbiamo una camera enorme, ben arredata, con balcone e tutte le comodità. Per la cena ci viene consigliata la pizzeria Pizzas’ Locas di Vincenzo e Sara dove mangeremo ottime pizze, lasagne e tiramisù anche in altre serate.

Il giorno successivo facciamo colazione alla caffetteria sotto la pensione e andiamo a lasciare i bagagli al B&B Casa Regina di Matteo e Antonella, dove trascorreremo il resto della vacanza. La struttura ha 6 camere doppie, la nostra Junior suite Ave Paraiso è fornita di ogni comodità ben arredata e pulita con TV, salottino e bagno molto grande. C’è un terrazzo comune con solarium e jacuzzi. La wi-fi è presente in tutta la struttura. Sono le 10 e partiamo ad esplorare l’isola. La prima destinazione è Los Abrigos, un paesino di pescatori con un piccolo porticciolo. La spiaggia non offre servizi, facciamo una passeggiata (sul promontorio) poi torniamo in centro e prendiamo un caffè in un bar dove lavora una ragazza italiana che ci dà delle informazioni sulla zona e ci consiglia di visitare la spiaggia di El Medano verso l’aeroporto Sud, frequentata da surfisti ed in effetti capiamo il perchè visto il forte vento che c’è! Il paesaggio é particolare con lo sfondo della Montana Roia a picco sul mare. Proseguiamo per Santa Cruz per vedere Playa de la Teresita. Lo scenario è da cartolina, la spiaggia è dorata con le palme e sulla sinistra le montagne che riparano la spiaggia. Purtroppo ci sono diverse piattaforme petrolifere che rovinano la vista sull’oceano. Pranziamo da Bar-Restaurant El Tunel a San Andreas, posizionato in un vicolo e frequentato da persone del posto. Scegliamo insalata di polpo, pesce locale arrosto (pesato 1,5 kg) servito con patate arrugadas (patate con buccia lessate con sale grosso e poi rimesse in teglia al forno coperte del restante sale e cotte fino a quando diventano “rugose”) accompagnate da salsa piccante e salsa all’aglio, insalata mista, bottiglia di acqua, bicchiere di vino, birra per un totale 54 euro. Ci fermiamo all’auditorio di Tenerife “Adán Martín”, simbolo architettonico della capitale. L’edificio è collocato praticamente in riva al mare, non distante dal Castillo de San Juan. Fantastico lo scorcio sull’Oceano che si può ammirare salendo la scalinata esterna della struttura, e particolare anche quello opposto sul Viale della Costituzione. Bellissime le opere dipinte sugli scogli dall’artista bulgaro Stoyko Gagamov. Sono le 16 e ci rimettiamo in marcia verso Candelaria, un paesino famoso perché sul lungomare ci sono 12 statue di bronzo che raffigurano i Guanches, gli abitanti originari delle Canarie. Il mare è molto agitato e il vento soffia forte offrendo degli scatti fotografici fenomenali!

Lunedì 1 maggio

Oggi decidiamo di trascorre la giornata al mare. Scegliamo Guia de Isora, raggiungibile in 10 minuti da Tamaimo con scenari spettacolari sulle montagne a picco sul mare. La spiaggia Playa La Jaquita è ben attrezzata, vi sono anche le piscine naturali, bagni, spogliatoi, docce libere, un bar. Affittiamo due lettini e l’ombrellone per 11,50 euro e restiamo fino alla 16 perché il sole sulla pelle si fa sentire. Rientriamo al B&B e dopo esserci dati una sistemata decidiamo di andare a Icod de los Vinos, a vedere El Drago, ovvero la Dracaena draco, endemica delle isole Canarie, una pianta dalla forma di ombrello rovesciato appartenente alle Agavaceae, che può raggiungere i 20 metri di altezza. Le ipotesi sulla vera età de El Drago sono piuttosto discordanti, alcuni sostengono abbia 3000 anni, altri pensano ne abbia “solo” 1000. Per la cena scegliamo il ristorante El Pescator a Los Gigantes. Scegliamo come antipasto i gamberi e due sogliole accompagnate da insalata e patata arrugadas. Sinceramente non é stato eccezionale, ma il prezzo é giusto (45 euro). Prima di rientrare facciamo una passeggiata a Puerto Santiago.

Martedì 2 maggio

La giornata promette bene e siamo pronti per andare sul Teide. I Guanches chiamavano il Teide “Echeyde”, che significa “Casa di Guayota”, il Diavolo. Secondo la loro tradizione Guayota sequestrò il Dio del Sole, Magec, e lo portò al centro del Teide portando oscurità sull’isola di Tenerife. I Guanci chiesero allora aiuto ad Achamàn, supremo signore celeste che liberò il Sole e chiuse il maligno nel vulcano, tappando la bocca del cono con il Pan de Azùcar, l’ultimo cono che corona il Teide, visibile anche oggi. Man mano che si sale o si gira intorno al vulcano si può osservare il cambiamento dei colori e del paesaggio. Prima la roccia rossa con alberi e piante grasse a contrasto, poi la roccia nera senza nessuna forma di vita. Più saliamo e più il cielo diventa azzurro e da ogni angolo in cui si guarda si ammira il vulcano. Riesco anche a fotografare la viperina di Tenerife (Echium wildpretii), una delle piante più spettacolari del Parco Nazionale. I suoi steli, che possono raggiungere oltre i due metri di altezza, si ricoprono di una fitta e appariscente infiorescenza di colore porpora. Questa specie, che soltanto fino a 30 anni fa era davvero rara, oggi la si vede abitualmente a partire dal mese di maggio. Il percorso è fatto davvero di passaggi incredibili e unici. Arriviamo a Los Roques e siamo a 2070 mt. Qui é presente il Centro de Visitantes de Canada Blanca, un bar-ristorante ed un negozio di souvenir. Parcheggiamo l’auto e saliamo sulla Roques de Garcia per ammiriamo la vallata. Sembra di perdersi in un altro pianeta. Proseguendo sulla T-24 parte la teleferica, che porta fino alla zona della Rambleta a 3.555 metri di altitudine. Il resto della salita che conduce alla vetta, poco più di 200 metri, si chiama “sendero Telesforo Bravo” ma deve essere autorizzata con un permesso che si chiede in anticipo, personalmente, per fax o email all’Ufficio del Parque Nacional del Teide. Arriviamo a Montana Blanca e parcheggiamo l’auto. Qui lo scenario è totalmente differente, completamente circondati da sabbia dorata ammiriamo anche un piccolo mulinello che si genera in lontananza. Proseguiamo il percorso scendendo per la Valle di Orotava anche se il paesaggio non é totalmente visibile per via delle nuvole ma riusciamo a vedere la Piedra la Rosa, simile a una enorme margherita incastonata nella roccia. Arrivati a La Orotava troviamo parcheggio vicino al municipio e scendendo ci fermiamo a mangiare tapas alla Cafeteria Los Balcones. Dopo pranzo facciamo un giro ai giardini botanici al lato del Municipio e poi entriamo ai Jardin Victoria, molto curati e con una splendida vista sul centro del paese e un panorama magnifico sul mare. Usciamo sulla piazza e facciamo un giro ammirando le famose balconate canarie. Rientriamo al nostro alloggio passando per il paesino di Santiago del Teide. A cena andiamo a Los Abrigos e scegliamo il ristorante El Cangrejo, sul porto, restando però poco soddisfatti sia a livello di qualità, quantità e prezzo. Dopo cena andiamo a fare una passeggiata a Las Americas e percepiamo come tutto lì sia finto e fatto per il turismo di massa.

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I Guanches di Candelaria

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Parco nazionale Teide

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Playa de la Teresitas

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San Miguel de Tajao

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Masca

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Puerto de la Cruz



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