Tema in classe: il nostro viaggio di nozze in Giappone

Avevamo e disposizione il mondo intero, ma la scelta è ricaduta su di un Paese ai nostri occhi tanto sconosciuto quanto curioso
Scritto da: gianluca-gallo
Partenza il: 07/10/2013
Ritorno il: 19/10/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Lei Sonia, lui Uccio… sabato 5 ottobre 2013 il matrimonio, lunedì 7 ottobre la partenza con destinazione Giappone, area centro-meridionale. Visiteremo nell’ordine: Tokyo, Nikko, Kyoto, Nara, Hiroshima e Okayama.

Non ci affidiamo a nessuna agenzia, ma organizziamo fai da te questo viaggio consultando le guide cartacee Lonely Planet e Touring, i racconti su TPC e il “mondo” di internet. Le paure iniziali, linguistiche prime di tutto, ci obbligano a partire dall’Italia con un programma ben dettagliato, che alla fine siamo riusciti a seguire senza alcuna difficoltà.

Prenotiamo gli hotel attraverso il sito booking.com: trascorreremo 4 notti a Tokyo, 2 a Kyoto, 2 a Hiroshima e le ultime 3 di nuovo a Tokyo.

Spostamenti tutti in treno con shinkansen (treni veloci) da una città all’altra, mentre nelle città useremo metro, tram, treni locali e autobus. Gli spostamenti più lunghi sono molto costosi per cui, per ammortizzare la spesa, i turisti possono usufruire del Japan Rail Pass, una sorta di biglietto interrail che ti permette di utilizzare la maggior parte dei treni delle linee nazionali JR. Non acquistabile in loco, ma solo al di fuori del Giappone, in Italia sono diverse le agenzie che lo vendono. Noi ci siamo affidati ad internet, acquistandolo sul sito www.japan-rail-pass.net: in poco più di 24 h ci sono stati recapitati a casa i voucher, che dovranno poi essere cambiati con il JRP vero e proprio in uno dei tanti uffici JR presenti sul territorio giapponese. Il costo del biglietto è stato di 207 €/cad, con validità settimanale.

Partiamo con 160.000 ¥ in contanti (1.200 €) per affrontare le spese giornaliere (pasti, visite, spostamenti locali, souvenir) mentre pagheremo gli hotel con la carta di credito.

Alla fine del viaggio avremo speso, in totale, circa 4450 €, così suddivisi:

1424 € – volo a/r

70 € – assicurazione sanitaria Allianz (direttamente su airfrance.it all’acquisto del volo)

414 € – japan rail pass

1510 € – hotel

1030 € – spese varie in contanti in loco

Al momento del nostro viaggio il cambio era circa: 1 € = 133 ¥

È andata così…

Lunedì 07/10

Volo Air France da Torino a Tokyo via Parigi, prenotato direttamente sul sito della compagnia aerea qualche mese prima della partenza ad un prezzo totale di 1424 €. Alle 9 in punto siamo all’aeroporto di Torino, sbrighiamo velocemente le formalità e puntuale alle 10.20 parte il nostro volo per la capitale francese. Breve scalo al CDG, giusto il tempo di un panino e una brioches al volo, che il gran bestione, l’A380 nuovo nuovo, ci attende per una ben più lunga tratta di oltre 11 h verso la terra del Sol Levante. Le ore trascorrono abbastanza velocemente tra cena, film, musica e spuntini. Il giorno dopo, alle 8 locali, atterreremo finalmente sul suolo giapponese.

Martedì 08/10

Grazie all’ottima organizzazione ed efficienza giapponese in poco tempo sbrighiamo le formalità doganali, ritiriamo i nostri bagagli e cambiamo i voucher del Japan Rail Pass all’ufficio JR dell’aeroporto (lo attiveremo però solo fra 4 giorni, alla nostra partenza per Kyoto). Dopo un’ora siamo già sulla banchina in attesa del treno della Keysey Line che, senza cambi, ci porterà ad Asakusa, quartiere di Tokyo dove abbiamo prenotato l’hotel. Uscendo in treno dall’aeroporto il primo impatto che abbiamo è molto piacevole: casette basse con i tipici tetti giapponesi, pagode che spiccano un po’ dappertutto, tanto verde intorno a noi. Non sembra proprio che stiamo per entrare in una metropoli da 13 milioni di abitanti. Ad essere sinceri ci aspettavamo un autunno più inoltrato, con tonalità giallo-rossastre più marcate, invece sembra di essere ancora in piena estate! Dopo circa 50 min arriviamo alla stazione di Asakusa. Uscire dalla stazione, ma soprattutto azzeccare l’uscita giusta (visto che qui le stazioni si sviluppano sottoterra per diversi isolati), non è proprio così elementare. Noi, un po’ tentennanti e con cartina in mano, siamo stati avvicinati da una gentilissima inserviente della stazione che ci ha indicato l’uscita più vicina al nostro hotel e dopo poco siamo fuori..ora si che siamo in Giappone! Ci accorgiamo subito che le nostre previsioni sul clima, e quindi di conseguenza sull’abbigliamento, si sono rivelate errate. Ci aspettavamo temperature un po’ come in Italia, intorno ai 18-20 gradi (col bel tempo), ed invece ci ritroviamo a dover convivere con 28 gradi e molta umidità. Troviamo l’hotel in pochissimo tempo, è il Richmond. Un più che onesto 3 stelle, con camere abbastanza grandi e dotate di tutti i comfort. Poi è nuovissimo, inaugurato solo 2 anni fa. Passeremo in questo hotel le prime 4 notti, spendendo in totale 64.000 ¥ (490 €), colazione compresa e pure ben fornita, sia continentale che tipica. Lasciamo i bagagli all’ingresso (la stanza ci sarà consegnata nel primo pomeriggio) e ci addentriamo nel quartiere più tipico e tradizionale della città. Ci piace davvero tanto e c’è moltissima gente in giro, quasi tutti orientali. Non vediamo intorno a noi nessuno che non abbia gli occhi a mandorla. In ordine visitiamo: il tempio Senso-ji (bellissimo), il Kaminarimon Gate (bello), la Nakamise Dori (bella bella). Poi ci “perdiamo” per le viuzze di questo quartiere e facciamo subito alcuni acquisti. Mangiamo il nostro primo dolcetto tipico, una sorta di pandispagna farcito della celeberrima crema di fagioli rossi (buono), visto il caldo un bel gelato alla vaniglia (buono anche lui), acquistiamo alle macchinette una bottiglia di the verde (imbevibile!) e torniamo in hotel per impossessarci della camera e riposarci qualche ora, prima di uscire per la cena. Riposino (e ora siamo più svarionati di prima!), doccia e finalmente si esce per la serata. Ci incamminiamo verso la zona di Ueno, non è vicinissima e infatti impieghiamo circa 40 minuti per arrivare nei pressi della stazione. Questo quartiere è un’altra cosa rispetto ad Asakusa. Qui la tradizione lascia il posto alla modernità più assoluta. Ci addentriamo in alcune vie intorno alla stazione. Notiamo i primi locali dove i giapponesi giocano a Pachinko, il gioco d’azzardo più popolare in Giappone, una via di mezzo tra il flipper e le slot-machine. Al loro interno la musica è davvero assordante e sono sempre affollatissimi, quindi abbandoniamo all’istante l’idea di entrarci. La stanchezza si sta facendo sentire, per cui per cena decidiamo di ripiegare su un veloce panino comprato in un chiosco lungo la strada, quindi metro e in hotel a dormire. Sperimentiamo così la metro, alla fine molto semplice ed intuitiva. Decidiamo di non fare nessun abbonamento o tessera prepagata, ma di comprare i singoli biglietti di volta in volta nelle biglietterie automatiche. Come letto su molti altri itinerari, si compra il biglietto alla tariffa più bassa e, nel caso, lo si integra all’uscita, pagando la differenza nelle apposite macchinette.



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