Tanzania, viaggio alternativo e autogestito, senza passare per le agenzie

Un viaggio emozionante ed economico nella zona centrale della Tanzania. Da Dar Es Salaam alla regione di Dodoma, passando per il Mikumi National Park, la foresta pluviale del parco nazionale dei monti Udzungwa e Morogoro, con un finale a Zanzibar
 
Partenza il: 29/07/2013
Ritorno il: 13/08/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Il viaggio inizialmente ci ha messo un po’ di apprensione, un po’ perché terra incognita, un po’ perché Africa nera, un po’ perché niente era organizzato, ma solo abbozzato a grandi linee. Fortunatamente, un amico del posto ci ha aiutato e tutto è andato bene. Sapete com’è, quando si parte in aereo si hanno anche un po’ di timori per il volo in sé (abbiamo beccato una turbolenza all’andata appena partiti), per il peso delle valigie e per i documenti. E ti domandi se farà freddo in aereo e se ci sono abbastanza vestiti per coprirsi. Tutto questo dopo la traversata dell’Italia in autostrada con 40° a causa di “Caronte”, ondata di alta pressione che ha accompagnato anche il nostro matrimonio. Però siamo partiti il 29 luglio, per Santa Marta, e questo ci rassicurava molto.

A causa di una turbolenza appena partiti da Venezia, siamo atterrati a Istanbul, dove facevamo scalo, con più di un’ora di ritardo. Questo ha ridotto notevolmente il tempo della nostra coincidenza che, da un’ora e mezza, è passata a venti minuti. Abbiamo letteralmente volato da un capo all’altro dell’aeroporto Ataturk, schivando controlli e altri viaggiatori e, scortati dalle guardie, ci siamo fiondati nel bus navetta poco prima che chiudesse le porte. Col cuore che usciva dal petto, ci siamo seduti distrutti, ma soddisfatti ai nostri posti. Purtroppo le nostre valigie non sono state così veloci e sono dovute restare un giorno in più a Istanbul (hanno così apprezzato la città che anche al ritorno una di loro ha deciso di fare sosta). Dopo altre 6 ore e 45 minuti di volo siamo atterrati a Dar Es Salaam, capitale economica della Tanzania, alle 3 della mattina (ora della Tanzania, ovvero un’ora in più dell’Italia).

Ospiti di questo nostro amico, ci siamo riposati e rifocillati: frutti della passione, mango, formaggio, un miele buonissimo, ecc… Il primo impatto con l’ambiente ci ha mostrato una natura rigogliosa, alberi bellissimi e coloratissimi, così come insetti giganti e uccelli variopinti. La temperatura gradevole, tra i 22 e i 27 gradi, la brezza costante che spira, il clima secco: ironico venire a cercare il fresco in Africa, che rispetto all’Italia di agosto è il paradiso. Gli incontri fatti e le persone conosciute ci hanno arricchito molto. Questo viaggio ci ha fatto molto bene, scoprendo un mondo lontano e pieno di contraddizioni. La Tanzania è un grande Paese (4 volte l’Italia), pieno di ecosistemi diversi. Anche le persone sono diverse e di 4 gruppi principali: i Masai, il gruppo nilotico, i Bantu e altri popoli locali. In Tanzania la maggioranza della popolazione parla swahili e solo un 15-20% di loro parla inglese, quindi si deve andare “pole pole” (piano piano) ed avere pazienza. All’incirca possiamo dire che il 42% della popolazione è musulmana (era periodo di Ramadan), il 42% cristiana, una piccola percentuale indù (non dimenticatevi che l’oceano indiano bagna le coste della Tanzania) e gli altri si dividevano in confessioni animiste o atei

Recuperate le valigie, attese con molta apprensione e con la voglia di cambiarci, siamo andati alla stazione degli autobus di linea, gli stessi che usano i locali. Venditori a ogni lato ed a ogni piazzola delle merci più varie, andavano e venivano anche nel corridoio del bus, salendo e scendendo non si sa dove. Viaggio duro, non ci azzardiamo a scendere al punto di sosta previsto per il bagno (non vi dico che bagno), tra odori acri di carne cotta al fuoco, steppa secca e mosche attratte dal sudore. Finalmente, però, arriviamo a Mikumi, stanchi morti, ma vivi. Ci accolgono le cameriere dell’hotel con una bella spremuta di frutti locali e ci riconciliamo con il mondo. Anche la stanza è bella e rilassante.

Il giorno dopo partiamo per il safari fotografico (meglio specificare per non urtare qualche sensibilità) al Mikumi National Park. Mozzafiato, bellissimo, non c’è che dire. Gli elefanti giganti, gli impala e le antilopi timorosi ma fiduciosi, le giraffe eleganti in piedi e goffe quando bevono, le leonesse pazienti, i coccodrilli spaventosi, i serpenti pericolosi, gli gnu che si affidano alle zebre, le zebre intelligenti, i bufali imprendibili, gli ippopotami placidi e i baobab immensi. Ciò che colpisce di più è la perfetta integrazione degli animali nell’ambiente che li circonda: quasi non si vedono. Specie quelli gialli-paglia, come gli impala o i leoni. E poi il vento della savana, che piega le spighe dorate e rosse, alte e flessuose, che possono nascondere anche le giraffe e che potrebbero celare occhi felini.

Gli insetti poi si mimetizzano perfettamente e l’insetto stecco ne è un esempio perfetto. Purtroppo è pieno di mosche tze tze e ne siamo stati punti: per fortuna solo punture continuate nel corso di più di un anno o quella della “mala sorte” trasmettono la malattia del sonno. Infine, le zebre sono proprio affascinanti. Almeno 4 di loro fanno la guardia mentre le altre e gli gnu mangiano. Guardano ai 4 punti cardinali e vedono benissimo. Quando scappano in gruppo, le loro strisce confondono i predatori che non sanno quando finisce una e inizia l’altra e non riescono, quindi, ad addentarle. Le strisce e il loro manto confondono anche gli insetti che non riescono a pungerle. Insomma, sono una vera forza. C’è tanto da imparare dalle zebre! E infatti gli gnu, ma anche altri animali se ne stanno vicino a loro.

Anche quando siamo andati nella foresta pluviale nel Parco nazionale dei monti Udzungwa (naturalmente pioveva), abbiamo trovato un groviglio di vegetazione verde – verde scura e animali che quasi non si vedevano. Soprattutto il ragno bufalo (piccolo, con delle corna e velenosissimo) e poi il letale black mamba (anche non è nero, ma solo l’interno della bocca lo è). Meno male che quest’ultimo lo abbiamo visto solo in gabbia, pare che abbia veleno per 200 uomini, corra a 23 km/h e uccida in 2 minuti. La foresta pluviale è umida, con il pulviscolo di pioggerellina che rimane a mezz’aria, piena di felci per terra e con fiumi e cascate intorno. Davvero un ambiente unico, rimasto intatto dal paleolitico, circa 100.000 anni fa. La metà delle piante di quel tipo di foresta è medicamentosa, l’altra metà è velenosa: meno male che c’erano i cartelli. Interessante è il tronco di una pianta (Mkunde) che, se battuto, suona fino a 2 km ed era così che comunicava la tribù degli he-he per radunarsi. Peccato che era troppo freddo per fare il bagno sotto la cascata, ma forse tra tutti quei serpenti, vermi e insetti pericolosi, non era indicato. Abbiamo visto anche 3 tipi su 10 di scimmie che vivono in quella foresta. Una simpatica ha un ciuffo rosso ruggine in testa, ma non è bella, anzi è un po’ bruttina. Abbiamo visto anche dei fiori e delle piante molto belle, ma purtroppo quelle più belle erano anche le più pericolose.

Guarda la gallery
arusha-hxjrg

Tra i minatori della regione di Dodoma

arusha-43tw3

Mare Zanzibar

arusha-gkpvp

Cascate Foresta Pluviale

arusha-fxw8v

Tipica abitazione Tanzania

arusha-krjm6

insegnando un, due, tre, stella

arusha-3nya7

Foresta Pluviale

arusha-gnbh4

Barca Zanzibar

arusha-gmn2k

I due esploratori sul monte Yobo

arusha-5vms9

scimmie golose di pomodori

arusha-y197p

Baobab

arusha-t3zny

diario di viaggio

arusha-zbx48

Nella foresta Pluviale

arusha-6jp1b

insetto stecco

arusha-5tbu8

zebra

arusha-6h2tc

elefante

arusha-3zxqy

giraffa

arusha-ej3fg

l'alligatore



    Commenti

    Lascia un commento

    Leggi i Diari di viaggio su Arusha
    Diari di viaggio
    un safari in tanzania che non scorderemo mai

    Un safari in Tanzania che non scorderemo mai

    della Tanzania del Nord cucinati come una volta, davvero deliziosi!Poi la nostra guida ci ha accompagnato all’aeroporto, per tornare...

    Diari di viaggio
    tanzania... orizzonti infiniti

    Tanzania… orizzonti infiniti

    Quest’anno, festeggiando i 30 anni di matrimonio, abbiamo deciso di realizzare un sogno che ha sempre avuto mio marito: safari in Africa...

    Diari di viaggio
    karibu in tanzania e a zanzibar

    Karibu in Tanzania e a Zanzibar

    La nostra quarta Africa si materializza quest’anno dopo 2 anni di Sudamerica e prende le sembianze della Tanzania. Un viaggio accarezzato...

    Diari di viaggio
    asante sana, tanzania

    Asante sana, Tanzania

    Africa: si sente spesso parlare del "mal d'Africa", ma solo chi è stato in questo meraviglioso e, per certi versi, difficile continente sa...

    Diari di viaggio
    tanzania: avventura pura tra natura incontaminata e popoli ancestrali

    Tanzania: avventura pura tra natura incontaminata e popoli ancestrali

    La mia avventura nel nord della Tanzania inizia ad Arusha, una città africana ma dai tratti occidentali, disordinata, verdissima, e sotto...

    Diari di viaggio
    in tanzania per safari nei parchi del nord

    In Tanzania per safari nei parchi del nord

    “Mkubwa Mkundu” in Tanzania del nord - febbraio 2016Mkubwa Mkundu significa “grande culo”… perdonate il linguaggio…...

    Diari di viaggio
    la terra dei popoli

    La Terra dei Popoli

    Premessa Innamorati dell’Africa e soprattutto dell’area degli altopiani, per il terzo anno consecutivo partiamo alla scoperta...

    Diari di viaggio
    tanzania: un sogno, un viaggio

    Tanzania: un sogno, un viaggio

    Scriviamo questo diario con l’intento di lasciare una testimonianza di un viaggio assolutamente incredibile per la sua bellezza, a tutti...

    Diari di viaggio
    tanzania, viaggio alternativo e autogestito, senza passare per le agenzie

    Tanzania, viaggio alternativo e autogestito, senza passare per le agenzie

    Il viaggio inizialmente ci ha messo un po’ di apprensione, un po’ perché terra incognita, un po’ perché Africa nera, un po’...

    Diari di viaggio
    in tanzania per la grande migrazione nel serengeti...

    In Tanzania per la grande migrazione nel Serengeti…

    Siamo da poco tornati da un magnifico safari in Tanzania, 2 coppie (Gianni, Marisa, Luca e Sonia), e posso dire che è stato il viaggio...