Tanzania, il ruggito dell’Africa

Viaggio safari tra i parchi del nord
Scritto da: riccardo79
tanzania, il ruggito dell'africa
Partenza il: 25/09/2010
Ritorno il: 02/10/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Se ci vai ci ritorni”,

Ebbene sì, dopo il primo viaggio in Tanzania nel gennaio 2010, essendo anche noi stati rapiti dallo straordinario paesaggio e dalle forti emozioni che questa terra sa regalarti, abbiamo deciso di ripartire.

Settembre/ottobre 2010, periodo prescelto, a cavallo degli ultimi due mesi della stagione secca, contrariamente al viaggio precedente in cui spiccava un lussureggiante verde dovuto al periodo delle “piccole piogge”.

Motivo di questa scelta fu principalmente vedere l’altro volto della savana, durante l’inverno australe, tipicamente arido e rovente, le cui savane sono velate d’un manto dorato. Tale periodo ci permise di evitare agosto, riconosciuto universalmente come periodo d’assalto dei turisti.

La scelta si rivelò azzeccata ed il viaggio non deluse le nostre aspettative.

Il materiale raccolto e le info reperite ci fecero tracciare sulla cartina le tappe che, in soli 7 giorni, avremmo dovuto percorrere.

Arusha National Park, Lake Manyara, Olduvai Gorge, Serengeti (zona a nord denominata Lobo), Lake Natron, Tarangire ed infine tappa ad Arusha per visitare il Cultural Heritage, queste sarebbero state le tappe di percorrenza dei 1600 km che ci attendevano.

Qualche telefonata seguita a qualche mail fu sufficiente per la pianificazione del viaggio con John Maxim (per noi Max) esperta guida locale conosciuta durante il viaggio di gennaio, la quale non solo ci ha permesso di saltare le agenzie locali risparmiando parecchio, ma si è anche occupata della prenotazione dei lodge/campi tendati e che ci traghetterà nella sconfinata Tanzania del nord.

Siamo partiti da Roma con un volo dell’Ethiopian Airlines con scalo ad Addis Abeba che, via Nairobi, ci ha condotto al Kilimanjaro Airport.

Purtroppo, come a gennaio, le nuvole ci occuparono la visuale sulla fantastica cima del Kilimanjaro di oltre 5800 m.

All’arrivo in aeroporto ci accorgiamo che manca la mia valigia, facciamo denuncia di smarrimento e, mentre siamo in attesa, notiamo che a due coppie di cinesi è andata decisamente peggio di me con ben 5 bagagli smarriti!

Max ci attende in aeroporto e dopo un caloroso saluto ci dirigiamo con il suo Land Cruiser verso il piccolo parco di Arusha per un piccolo safari prima che calino le ombre della notte.

Durante il trasferimento racconto lo smarrimento della mia valigia, vengo rassicurato dicendo che spesso capita e che normalmente il giorno dopo sarebbe giunta a destinazione con il volo successivo. Bene, tiro un sospiro di sollievo anche perché la notte la trascorreremo lì ad Arusha e il giorno dopo essendo al Manyara National Park avremmo potuto farcela recapitare essendo ad una distanza dall’aeroporto relativamente breve.

Max, che ora consideriamo un amico piuttosto che una semplice guida safari, l’avevamo lasciato a gennaio dicendo che ci saremo rivisti, non sapevamo quando ma che sicuramente ci saremo rivisti presto… non pensavamo nemmeno noi che quel “presto” sarebbe stato dopo pochi mesi! La notizia del nostro ritorno lo fece gioire dalla sorpresa, probabilmente eravamo stupiti quanto lui della celerità del nostro ritorno! Durante il tragitto verso il parco di Arusha se la rideva continuamente e ci diceva “io non pensavo che tornavate!!!

Lungo il percorso notiamo subito le terre aride che, a differenza del verde rigoglioso di gennaio, lasciano spazio solo ad un paesaggio infranto dalla siccità tinteggiato qua e là dalle polveri rosse depositate sulle piante inaridite.

Giunti all’Arusha National Park sbrighiamo velocemente la burocrazia per l’accesso e subito ci inoltriamo in un territorio che si rivela tutt’altro che arido, caratterizzato prevalentemente da alta e rigogliosa vegetazione. Si tratta di una zona montuosa ai piedi del monte Meru che, con la sua cima di 4500 m, rappresenta il monte più alto del parco.

Ci fermiamo in un suggestivo punto panoramico da cui si vede il cratere denominato Ngurdoto, ove al suo interno si estende una prateria chiamata “piccolo serengeti”.

Il pomeriggio trascorre veloce, raggiungiamo come ultima meta del parco il piccolo lago salato popolato da numerosissimi fenicotteri che punteggiano di rosa le acque del lago, davvero sorprendente il loro color porpora!

L’imbrunire si avvicina e con esso noi lasciamo velocemente questo piccolo paradiso rigoglioso di flora e fauna, un piccolo gruppo di elefanti spunta dalla vegetazione alle nostre spalle che, attraversando velocemente la strada, ci osserva con sospetto, attendiamo qualche istante per osservare questi fantastici mammiferi, poi un profondo barrito ci sollecita a proseguire verso l’uscita.

Poche ore per le prime forti emozioni, all’alba del giorno dopo inizierà il vero viaggio!

Max ci aveva anticipato che la prima sera saremo stati ospiti a cena a casa sua. Felici e curiosi ci dirigiamo verso la sua piccola casa a pochi km da Arusha dove troviamo l’accoglienza dei suoi tre piccoli figli e della sua gentile moglie.

La luce soffusa fa da contorno ad un ambiente tanto semplice quanto accogliente, arredato dal minimo indispensabile, l’accoglienza è timida e fine, tale da renderla estremamente affascinante.

In mancanza della rete idrica, sua moglie si preoccupa di noi preparandoci una ciottola di acqua calda per lavarci le mani, davvero sorprendente!

Ci sediamo ai bordi del grande tavolo di legno dove ci viene servito un piccolo antipasto di arachidi tostate artigianalmente.

Sono estremamente dispiaciuto della mancanza del mio bagaglio, al suo interno vi erano i regali per i suoi figli, materiale edilizio per incollare le piastrelle del suo bagno e una sorpresa di cui Max è goloso, un buon formaggio stagionato. Sono più dispiaciuto del materiale che era destinato a loro piuttosto che del mio abbigliamento… abbiamo rimediato con un’altra piccola sorpresa che aveva tenuto Anna, la mia compagna, dentro la sua valigia, un prodotto tipico romagnolo, la piadina!

E’ stata una bellissima esperienza poter vivere qualche attimo all’interno della loro casa, con i loro ritmi e la discrezione di sua moglie che dopo averci servito delle squisite pietanze a base di pollo, stufato di maiale con banane, chapati, birra e vino, si è seduta premurosamente sul divano con le due figlie, il maschietto invece, attratto dalla nostra presenza, aveva instaurato una piacevole complicità nel giocare con una palla realizzata con l’imballaggio della valigia di Anna.



  • volare in libertà volare in libertà
    ho già scritto complimentandomi per la descrizione del viaggio ma non so se il tutto è arrivato a destinazione. la richiesta specifica è stata quella di avere il contatto con max dovendo affrontare il viaggio fine luglio"
  • volare in libertà volare in libertà
    ho già scritto complimentandomi per la descrizione del viaggio ma non so se il tutto è arrivato a destinazione. la richiesta specifica è stata quella di avere il contatto con max dovendo affrontare il viaggio fine luglio"
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    ho già scritto complimentandomi per la descrizione del viaggio ma non so se il tutto è arrivato a destinazione. la richiesta specifica è stata quella di avere il contatto con max dovendo affrontare il viaggio fine luglio"
  • paolamatty paolamatty
    ciao Riccardo, bellissimo reportage soprattutto dettagliato sui lodge, costi e percorsi. so di essere "scontata" ma potresti darmi il riferimento mail di Max? ad agosto penso di andarci con mio marito. [email protected]"
  • paolamatty paolamatty
    ciao Riccardo, bellissimo reportage soprattutto dettagliato sui lodge, costi e percorsi. so di essere "scontata" ma potresti darmi il riferimento mail di Max? ad agosto penso di andarci con mio marito. [email protected]"
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