Tailandia e Siem Reap di Cambogia

Tailandia per caso... Viaggio da noi organizzato all'ultimo momento, tra il 1 agosto e ferragosto, grazie ai preziosi resoconti degli altri turisti per caso ed all'inseparabile guida della lonely planet. Mare a Koh Tao, tour del nord con base di partenza a Chiang Mai, Bangkok e Siem Reap per l'imperdibile Angkor Vat
Scritto da: annarosa
tailandia e siem reap di cambogia
Partenza il: 26/08/2011
Ritorno il: 12/09/2011
Viaggiatori: due
Spesa: 3000 €

Avevamo in mente di andare in Tailandia già da molti anni….. quindi un bel giorno di fine luglio abbiamo rispolverato la guida della Lonely Planet acquistata nel 2005 (!) e, nelle giornate di caldo afoso che ci hanno accompagnato fino a metà agosto, abbiamo organizzato questa bellissima vacanza, nonostante fossimo consci di andarci esattamente nel periodo delle piogge! Lo studio approfondito dei resoconti degli altri turisti per caso, preziosissimi come per tutti gli altri viaggi, ci ha fornito gli ulteriori elementi per decidere le mete e le strutture alberghiere. Cercherò con questo racconto, quindi, di fornirvi consigli aggiuntivi che io non ho trovato da nessuna parte, e che probabilmente ci avrebbero fatto fare scelte diverse. Una premessa, però, va fatta anche se può sembrare ovvia: in Tailandia abbiamo trovato ovunque educazione e senso di ospitalità, desiderio di soddisfare appieno le esigenze o i desideri dei turisti, ci siamo sentiti sempre coccolati. Soltanto in Giappone ci era capitato di sentirci così rispettati. Certo a Bangkok può capitare il tassista truffatore, ma quella è un’altra storia………. Innanzitutto consiglio il volo con Thai Airways: unico volo diretto tra Roma e Bangkok ad un prezzo inferiore rispetto ad Alitalia, AirFrance e KLM, che fanno scalo. La prima meta è stata Koh Tao, isola che noi abbiamo deciso di raggiungere con il catamarano (due ore di navigazione) da Koh Samui, su cui siamo atterrati con un volo interno della compagnia Bangkok Airways. Non mi dilungo nè sugli altri modi in cui si può arrivare a Koh Tao nè sulla compagnia aerea, su cui è stato già scritto tutto: mi limito a far rilevare che, se il mare è agitato (come lo è stato nei giorni in cui noi siamo arrivati e ripartiti) la traversata è terribile e, a mio avviso, anche pericolosa: nè io nè mio marito soffriamo il mal di mare e siamo avvezzi ad andare in barca, ma siamo stati malissimo sia durante la traversata che per le ore successive. Quindi, riflettete bene su questo elemento prima di scegliere questa meta. Il tempo è stato clemente e, su sette giorni di permanenza dal 27 agosto al 3 settembre, ha piovuto ininterrottamente solo i primi due giorni; poi qualche volta ad intermittenza, ma niente di fastidioso, anzi! Un pò di cielo nuvoloso dava la possibilità di far riposare la nostra pelle bianchissima. L’isola è ideale per fare diving e snorkeling: abbiamo visto pesci meravigliosi, colorati e grandi. Abbiamo scelto l’hotel Jamakhiri per la permanenza: eccellente struttura, con elevato standard di qualità sia nei servizi che nel design che nella preparazione del cibo: è senza dubbio più costoso della media degli altri alberghi, ma vale quel che costa. Ha un solo neo: per raggiungerlo la strada è dissestata ed è distante dal centro dell’isola, ma fornisce un servizio navetta gratuito tre volte al giorno, tranne che nelle ore serali. A koh Tao non perdetevi Sairee Beach, con tutti i localini affacciati sulla spiaggia dove potete prendere un aperitivo guardando il sole che tramonta sul mare o cenare a lume di candela: bellissimo! Ricordate che a Koh Tao si cena dappertutto su cuscini per terra e sembra che l’unica calzatura esistente sia la ciabattina…….donne, scordatevi tacchi e similari, anche perchè sia nei negozietti che negli alberghi che nei ristoranti si entra scalzi! Su questo non transigono! Ristoranti dell’isola: noi abbiamo cenato spesso in albergo e ci è piaciuto moltissimo; il Whitening, vicino al porto, di cui molti parlano bene, è frequentato da italiani e a noi non è piaciuto un granchè: cibo molto piccante e pesce cotto al barbeque troppo secco; Eagle View, vicino il Jamakhiri, non è un vero e proprio ristorante, ma la casa di un pescatore con una terrazza su cui hanno messo qualche tavolino e dei cuscini per far mangiare gli ospiti: il pesce era fresco e buono, ma può capitarti di vedere la loro camera da letto…….caratteristico! Il 3 settembre prendiamo il volo per Bangkok dove pernottiamo una notte prima di procedere in aereo per Chiang Mai: volevamo un albergo vicino l’aereoporto e la nostra scelta cade sul Queen’s Garden Resort, di cui le recensioni su altri siti parlavano bene, con un prezzo davvero allettante, 17 euro la camera doppia ed il pick up gratuito da/per l’aereoporto! Ebbene, si rivela un postaccio, appena arrivati alla reception ci chiedono di pagare il transfer per l’aereoporto per il giorno seguente (quindi, pagamento anticipato) e, a fronte delle nostre rimostranze perchè sul sito di agoda c’era scritto che era incluso, replicano che è incluso solo il pick up dall’aereoporto e non anche il tragitto inverso…… Entriamo in camera e vediamo mobili vecchi, muri sporchi, lenzuola strappate e l’abbaiare dei cani insistente…….Da evitare!! L’indomani per fortuna atterriamo a Chiang Mai e ci aspetta il bellissimo hotel Siripanna, dal design strepitoso, con camere enormi e arredate con gusto incredibile, immerso nella rigogliosa vegetazione tipica del nord della tailandia e con una piscina fantastica…….La colazione, poi, abbondantissima, dal sushi a tutti i tipi di frutta e di succhi, a tutti i tipi di cereali, ai cibi cotti al momento, ai cibi cotti e messi nelle coppe, ai dolci, al pane, alle marmellate: insomma, incredibile ricchezza di cibo! Il primo giorno abbiamo visitato il centro città (piccolo, si gira in mezza giornata) ed i templi più importanti per conto nostro e siamo stati fortunati sia perchè non è piovuto sia perchè di domenica si tiene il mercatino per la gente del posto: si compra di tutto, dal cibo all’artigianato agli olii ed è più autentico e più economico di quello notturno per i turisti che è aperto tutti i giorni. Una sera abbiamo assistito alla cena Kantoke, con danze tipiche e cibi tradizionali: esperienza carina, anche a mio marito è piaciuta molto. Per i restanti giorni a Chiang Mai è piovuto sempre; avevamo prenotato alcuni tour della durata di un giorno ciascuno, ma a questo punto devo dare dei consigli che non avevo letto negli altri resoconti prima di prenotare. Uno dei tour era il cd. “Tour del Triangolo d’Oro”, con partenza da Chiang Mai, direzione Chiang Rai, visita del confine con il Myanmar, breve sosta in Laos, visita delle tribù delle donne “Long Neck”, Karen, Big Ear e rientro a Chiang Mai: ebbene, questo tour prevede 8 ore complessive di pullman e solo quattro complessive di permanenza nelle varie mete. Siamo partiti alle 9 di mattina e siamo rientrati alle 9 di sera, ma nessuno ci aveva detto quante ore in auto bisognasse fare! Eravamo stremati al rientro e non ne è valsa assolutamente la pena……..Infatti, andare al confine non ha nessun senso se non entri negli altri stati e non comprendi almeno un minimo della loro cultura, stile di vita, ecc.; le donne Long Neck hanno un villaggio anche molto vicino a Chiang Mai, appena un’ora di distanza, la visita in Laos è ridicola, ti lasciano per mezz’ora in mezzo a delle bancarelle che vendono merce contraffatta. Per non parlare dell’autista che ci era capitato: ha guidato senza il minimo rispetto dei limiti di velocità, delle distanze di sicurezza, dell’asfalto bagnato; siamo stati costretti a riprenderlo più volte e a minacciarlo che saremmo scesi se non avesse rallentato. Il tour del giorno seguente prevedeva distanze più brevi: era quello della passeggiata a dorso degli elefanti nel bosco, poi la visita ad un centro dove allevano le tigri e poi ad un altro centro dove coltivano le orchidee: anche in questo caso orari prestabiliti, pullman per dieci persone, tutti insieme appassionatamente……. Mi immaginavo un’emozione incredibile per la passeggiata sugli elefanti, ma quando ci siamo ritrovati lì ci siamo resi conto di quanto possa essere triste vedere che questi animali splendidi vivono al servizio dei turisti; quel che invece è molto carino è assistere ad uno spettacolo in cui gli elefanti, guidati dagli addestratori, dimostrano le loro capacità varie (dipingono, tirano calci al pallone, ecc.); altra tristezza è il centro allevamento delle tigri, rinchiuse in gabbie, dove è consentito ai turisti entrare insieme agli addestratori per fare delle foto insieme alle tigri. La “fattoria” delle orchidee, invece, è strepitosa, con vari tipi di orchidee dai colori meravigliosi e di diverse dimensioni: da non perdere. Dopo queste due giornate abbiamo capito un pò come muoverci e per l’ultimo giorno abbiamo contattato un taxi in maniera autonoma, abbiamo concordato il prezzo facendoci fare lo sconto di un terzo rispetto al prezzo che ci chiedeva l’agenzia per lo stesso tour (visita di Doi Suthep), stabilito il nostro orario ed il tempo di permanenza: è stato perfetto! Consiglio quindi a chiunque vada a Chiang Mai di arrivare sul posto già con le idee chiare di quel che vuol vedere, poi contattare un taxi o una guida in modo autonomo (ci sono moltissime agenzie individuali in città con negozio alla strada) e concordare dei tour individuali: l’inglese lo parlano quasi tutti qui! Il 7 settembre abbiamo preso il volo per Bangkok e poi una coincidenza per la Cambogia, Siem Reap, per andare a vedere il meraviglioso sito di Angkor Vat. Il volo è operato in monopolio da Bangkok Airways con un aereo bielica…….è piovuto a dirotto sia all’andata che al ritorno! Cosa dire di Angkor Vat: è uno dei posti più suggesstivi al mondo! Basta guardare un pò di foto su internet e la storia per farsi un’idea. Abbiamo pernottato al Pavillon d’Orient, albergo che ci ha un pò deluso rispetto alle aspettative: è un tre stelle effettivo, non quattro, un pò vetusto, ma ha di positivo un tuk tuk gratuito a disposizione di ogni ospite per l’intera giornata. Noi abbiamo anche chiesto una guida che parlasse inglese e loro hanno contattato un ragazzo competente, educato, che ci ha fatto vedere il meglio in 24 ore: non perdetevi il tempio Ta Prohm! Ho visto in Cambogia situazioni di povertà estrema, ma anche il centro di Siem Reap che sembra Riccione d’estate: locali con musica a tutto volume, ragazzi e ragazze che bevevano e si divertivano fino a tardi. Abbiamo saputo che in Cambogia è del tutto proibito parlare di politica in pubblico e si rischiano addirittura sanzioni pesanti: attenti a quel che dite! Il giorno 8 settembre alle 20 circa siamo ripartiti per Bangkok dove siamo rimasti fino al 12 (è piovuto tutti i giorni): abbiamo scelto un boutique hotel, l’Ariyasomvilla, elegante, con buon ristorante, camere spaziose e bagni bellissimi e manager/proprietario presente e attento. Non perdetevi una serata a cena al barbeque o per un aperitivo al Mandarin Oriental: hotel storico e strepitoso con terrazze sul fiume. Noi abbiamo anche acquistato i biglietti per assistere allo spettacolo di danza tipica che si tiene in una sala del Mandarin Oriental (si può acquistare anche la cena: € 30,00 solo spettacolo con dessert, tea e caffè, € 60 spettacolo più cena completa); i ballerini sono bravi ed i costumi strepitosi, ma la musica è quella lenta tradizionale……. Spero con questo resoconto di poter essere di aiuto a qualcuno nell’organizzazione del suo viaggio. Ciao



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