Super-Thai

Dal caos di Bangkok all'eleganza dei templi del nord passando per le placide rovine del Parco storico di Sukhothai. Breve soggiorno finale a Phuket.
 
Partenza il: 23/03/2010
Ritorno il: 05/04/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

28 marzo 2010

Chiang Mai ci attende. Questa volta prendere 2 biglietti non è impossibile e così in 10 minuti siamo già su un bus diretto a nord. Il viaggio dura 5 ore e il paesaggio dal finestrino cambia di continuo fino a diventare verde e lussureggiante. Appena scesi dall’autobus ci dirigiamo verso il primo sanghawalok libero che per soli 20 baht a persona ci porta nella zona degli ostelli che abbiamo visto sulla guida. Buona la prima per un ostello molto carino dentro il canale che oltre alle due notti ci offre anche un trekking per il giorno successivo nelle montagne intorno a Chiang Mai (1000 baht a testa). Visto che staremo qua solo due giorni decidiamo di uscire subito e di goderci l’atmosfera unica del mercato della domenica. Tutte le strade del centro sono chiuse al traffico e così nella stessa serata riusciamo sia a fare visita ai templi della città d’oro (tutti molto eleganti con il tipico tetto a punta dorato) che al mercato locale. Le bancarelle piene zeppe di artigianato e di specialità tipiche non ci fanno più sentire come dei ‘farang’ in terra straniera ma piuttosto come dei locali, tanto che ci balena in mente l’idea di assaggiare cavallette e vermi fritti al posto del solito pad thai!

29 marzo 2010

Sveglia e colazione abbondante prima della grande cavalcata verso le montagne. Nel giro di mezzora il nostro minibus carica i compagni di viaggio (altri 12 turisti) e si dirige verso nord. In un paio d’ore siamo immersi in un paesaggio da favola a fare foto da un imponente ponte tibetano sospeso su un fiume. La prima tappa del trekking prevede una passeggiata a dorso di elefante nella giungla. Un’ora è il tempo giusto per prendere confidenza con i simpatici pachidermi (fra cui un cucciolo di appena 5 mesi), per ricompensarli con caschi di banane e per non soffrire troppo l’inevitabile mal di schiena! Dopo questa prima avventura ci spostiamo per un’altra mezzora fino a raggiungere un villaggio Mong dove delle simpatiche donne di una certa età tessono la seta e il cotone in modo magistrale e ci mostrano la loro produzione…Da lì un’altra mezzora di cammino ci porta ad una piccola cascata locale (acqua torbida ma apparentemente molto pulita) dove un temerario del gruppo fa persino una nuotata. Il trekking nella giungla fra banani, canne di bambù altissime e passaggi spericolati sul fiume procede per un’altra ora e mezzo prima del pranzo (frugale ma gustoso) e del bamboo rafting del pomeriggio. Quest’ultima si rivela un’esperienza molto emozionante fra rapide e stretti canali anche se viene segnata dal veloce passaggio di un temporale tropicale che ci bagna più di quanto non lo fossimo già… Il nord con questa giornata all’aria aperta si guadagna la pole della vacanza e lasciarlo è davvero troppo triste! Prima di andarcene non ci facciamo mancare, però, un massaggio thailandese completo (per soli 80 baht) e un piatto di riso dolce con mango.

30 marzo – 3 aprile 2010

Il volo (economico – compagnia Air Asia – e in orario) che ci porta a Phuket dura circa 2 ore, dall’oblò l’atterraggio è uno spettacolo e sembra quasi di arrivare direttamente in acqua! Il tempo di prendere gli zaini (stracarichi per gli acquisti fatti a nord) e siamo sul minibus (180 baht a testa) per la spiaggia di Kata. Ci rendiamo subito conto che i prezzi non saranno bassi come al nord e che il turista qua è visto con un altro occhio ma la scelta della Guesthouse anziché il ‘solito’ resort turistico ci permette un po’ di libertà. Appena arrivati sotto un acquazzone tropicale lo staff ci accoglie sorridente e ci delizia con un riso della casa davvero ottimo! Per tutti i 4 giorni trascorsi a Kata l’unica cosa di cui non cipentiamo è proprio l’albergo. Location ottima (fra le due spiagge di Kata e Karon: quest’ultima più grande e bella), servizio impeccabile e staff gentilissimo. Il mare e la vita notturna un po’ ci deludono. Le spiagge sono belle e l’acqua molto pulita ma ci aspettavamo qualcosa di più (paesaggisticamente parlando) mentre i locali dove si possono passare le serate senza spendere cifre assurde o mettersi in ghingheri sono molto pochi (almeno che l’obiettivo non sia farsi accompagnare da qualche giovane thailandese!!!). Per fortuna il sole non manca durante il giorno e oltre al solito pad thai le serate si possono concludere per strada con un po’ di latte di cocco (rigorosamente bevuto dalla noce) e l’immancabile banana pancake! L’ultimo giorno a malincuore, anche perché si avvicina la fine del viaggio, lasciamo l’albergo (questa volta lo shuttle costa 250 baht!) e ci dirigiamo in aeroporto per il volo con destinazione Bangkok. Un’intensa serata di shopping e contrattazioni ci attende al mercato di Patpong e in aereo (appena 1 ora di tragitto) ci appisoliamo un pò.

4 aprile 2010

Non sazi del mercato del falso della sera prima l’ultimo giorno della vacanza è dedicato interamente agli acquisti e per farlo abbiamo a disposizione l’immenso Weekend Market di Chatuchak. Un’area sterminata di capannoni e bancarelle che vendono davvero di tutto e dove i buoni affari non mancano. Oltre a qualche ricordo in oggetti di artigianato, compriamo quasi tutti i regali per parenti ed amici ed i prezzi sono spesso ridicoli (l’unico freno è lo spazio in valigia!). L’ultimo pranzetto thailandese (anche se di cucina vietnamita) fa da pausa fra uno stand e l’altro e alla fine stremati decidiamo di allontanarci dalla zona utilizzando il modernissimo Skytrain. La direzione è l’area di Siam Square e del Parco Lumphini ignari del fatto che qualche ora prima i manifestanti hanno occupato l’intera area costringendo alla chiusura locali e negozi. Divincolandoci fra la folla in assetto da rivolta riusciamo a raggiungere il Parco Lumphini quasi al tramonto in un momento in cui l’unico polmone verde della città si popola di turisti che fanno jogging e di famiglie thailandesi che passeggiano o remano felici sui laghetti artificiali. Con questa immagine nel cuore scattiamo le ultime foto della vacanza prima di rientrare verso l’albergo (lo stesso dei primi giorni nonostante tutto!) e la nostra cara Khao San Road. Mentre chiudiamo per l’ultima volta gli zaini da trekking e ci vestiamo da primavera italiana decidiamo che un giorno torneremo a far visita al Paese del sorriso…



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