Super-Thai

Dal caos di Bangkok all'eleganza dei templi del nord passando per le placide rovine del Parco storico di Sukhothai. Breve soggiorno finale a Phuket.
 
Partenza il: 23/03/2010
Ritorno il: 05/04/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

23 marzo 2010

Ci siamo! Dopo quasi due mesi di preparativi finalmente il nostro volo Roma-Bangkok con scalo a Dubai è in partenza. La scelta del volo con scalo si rivela ottima: le due ore a Dubai trascorrono ad ammirare la modernità dell’aeroporto internazionale con una tazza di caffè in mano e in men che non si dica siamo già in volo per Bangkok.

24 marzo 2010

Alle 18, puntuali così come siamo partiti, atterriamo a Bangkok. Dal finestrino abbiamo già visto sotto di noi risaie e campi verdi contrastare con gli imponenti grattacieli e non vediamo l’ora di immergerci nell’atmosfera della metropoli. In un tempo relativamente breve passiamo i controlli, recuperiamo i bagagli (due zaini da trekking), preleviamo 2000 baht (accorgendoci poi che sono troppo pochi) e ci dirigiamo verso l’uscita. L’impatto con l’aria thailandese è fortissimo, un’ondata di smog e umidità ci avvolge mentre cerchiamo di orientarci nella giungla di taxi e bus degli arrivi internazionali. Come suggerito dalla guida optiamo per un taxi: la nostra destinazione è il quartiere di Banglamphu e una corsa non dovrebbe costare più di 300 baht anche se il tassista, con la scusa del resto mancante, ci porta a Khao San Road per il doppio! Appena scesi ci rendiamo conto che il quartiere è davvero carino: le strade sono piene di bancarelle, venditori di pad thai ambulanti e tuk-tuk. La guesthouse che abbiamo prenotato direttamente dall’Italia per due notti si rivela un pò al di sotto delle aspettative, ma ha un’ottima location sia per le tappe della notte thailandese che per la vicinanza al Palazzo Reale. Usciamo e subito ci lasciamo ispirare da un chiassoso ma pittoresco ristorantino sulla nostra via, mangiamo del buon pad thai (non di certo il migliore della vacanza…) prima di esplorare Khao San Road e Soi Rambuttri (le due vie della movida di Banglaphu). Dopo qualche acquisto impulsivo e l’assaggio di qualche specialità per strada torniamo in albergo non senza resistere ad un massaggio ai piedi per soli 100 baht…

25 marzo 2010

La giornata inizia prestissimo. Il fuso orario ci permette di uscire quando il sole non è ancora alto e di godere di una colazione a base di frutta tropicale prima di dirigerci a piedi (appena un km) verso il Palazzo Reale. Arrivare ad entrare nell’aera del Palazzo si rivela una corsa ad ostacoli fra le auto e i taxi che sfrecciano in ogni direzione, le strade occupate dai manifestanti (‘camicie rosse’) e gli immancabili conducenti di tuk-tuk che cercano di proporti alternative alla visita del Palazzo trasportandoti sul loro fantastico mezzo! I templi e la residenza reale sono bellissimi, anche se molto sfruttati turisticamente, e ovunque la nostra attenzione viene attratta da qualcosa di nuovo, di esotico e di così particolare da non sembrare vero. Frastornati dal caldo soffocante decidiamo di far visita anche al Wat Pho, con il suo imponente Buddha Disteso, prima di pranzo. La scelta, caldo a parte, si rivela buona perchè ci permette di visitare tutte le maggiori attrattive in mattinata e ci lascia il pomeriggio per un pò di riposo. La sera siamo davvero indecisi sul da farsi, torneremo a Bangkok per gli ultimi due giorni, ma l’indomani dobbiamo partire in direzione Sukhothai e non vogliamo perdere nemmeno un minuto dell’atmosfera metropolitana. Alla fine optiamo per Chinatown, la guida consiglia il vivace mercato notturno e una passeggiata fra i grattacieli del distretto finanziario, ma la dritta si rivela errata perchè arriviamo sul luogo proprio mentre il mercato sta chiudendo e le strade si stanno svuotando. Giusto in tempo, insomma, per una fugace passeggiata fra le baracche in eternit del quartiere e i negozietti di cineserie con le insegne a neon abbaglianti. La serata si conclude nella vivace Khao San, dove con una birra Chang in mano e un secondo massaggio ai piedi ci sentiamo già a casa.

26 marzo 2010

Oggi il programma prevede lo spostamento a Sukhothai in autobus, così appena in strada decidiamo di prendere un taxi (con tassametro questa volta) per raggiungere la grande stazione di Mochit. L’impatto con le biglietterie è devastante: quasi nessuno parla inglese e in 10 minuti ci accorgiamo di essere gli unici occidentali in giro. Senza farci prendere dal panico iniziamo a decifrare in thai il nome che indica Sukhothai e riusciamo, dopo qualche peripezia linguistica, a prendere 2 biglietti. Il viaggio è stupendo. L’autobus un po’ approssimativo quanto ad igiene, ma una simpatica hostess ci offre continuamente da bere e a metà strada facciamo persino tappa in una mensa per viaggiatori con un piatto di riso offerto dalla compagnia. Tutto per circa soli 300 baht a testa. Appena arrivati a destinazione, dopo 7ore di viaggio in mezzo a villaggetti e campi di riso e soia, chiamiamo il nostro hotel ed un simpatico ragazzo ci viene a prendere in pick.-up. La scelta dell’albergo si rivela eccezionale: troviamo ad accoglierci uno staff gentilissimo (una famiglia con tanto di nonni) e delle camere in tipico stile nord-thai tutte in teak. Con la colazione inclusa spendiamo circa 20 euro a notte e decidiamo di fermarci un giorno in più per poter vedere con calma il parco storico e goderci almeno una volta il bagno nella splendida piscina dell’hotel. Il tempo di una doccia e siamo già fuori. L’albergo è a 10 minuti a piedi dal centro della città nuova e dai localini notturni, così decidiamo di cenare in uno dei ristoranti consigliati dalla guida e la scelta si rivela soddisfacente.

27 marzo 2010:

La curiosità per il mitico parco storico ci fa alzare presto e subito ci facciamo accompagnare dalla ‘mamma’ di casa al nostro autobus. A distanza di tempo accettiamo l’idea che quello su cui ci troviamo sia un ‘autobus’ ; perché forse qua lo chiameremmo piuttosto camioncino della frutta e verdura con panchine. Appena saliti carichiamo della verdura per il mercato locale e con molta lentezza ci dirigiamo verso il parco. La distanza è breve ma su questo agile mezzo moderno ci impieghiamo quasi mezzora. Appena arrivati noleggiamo due bici (per soli 300 baht) e iniziamo la visita del parco. Le rovine ci lasciano a bocca aperta: laghetti artificiali dalle placide acque, templi diroccati, buddha e alberi dalle forme rotondeggianti ci catapultano in un’atmosfera unica e il caldo soffocante decide di darci una tregua. Tutto è perfetto per affrontare la pedalata e la visita che si conclude quasi al tramonto, così come è iniziata, sullo stesso camioncino diretto in città. Dopo un tuffo d’obbligo in piscina, prendiamo in prestito le bici dell’albergo per andare in centro. Il fiuto ci porta a cena in un ristorantino ambulante buonissimo ed economicissimo dove gustiamo il pad thai più buono del viaggio e ci concediamo qualche momento di vero relax.



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