Sulle tracce degli artisti

Costa Azzurra e Provenza
 
Partenza il: 10/08/2009
Ritorno il: 22/08/2009
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Le ferie si stavano avvicinando e fra mille cose da fare ancora non avevamo deciso dove trascorrere le nostre vacanze. Così ho proposto al mio ragazzo una vacanza on the road, anzi la prima. Destinazione Costa Azzurra e Provenza: un mix fra mare, cultura, campagna. Abbiamo prenotato all’ultimo minuto, con qualche difficoltà a trovare alloggi economici, considerando che agosto è uno dei mesi più costosi. Il nostro soggiorno è durato 12 giorni, suddiviso in varie tappe: non volevamo visitare solo la classica Costa Azzurra, quella più conosciuta, ma volevamo spingerci più ad ovest, per visitare le zone un po’ meno famose (almeno per noi Italiani). Abbiamo trascorso i primi 5 giorni a Juan Les Pins, su consiglio di alcuni amici. Potrei definirla la Rimini della Costa Azzurra, con un’alta densità di turisti e di strutture turistiche, bar, ristoranti, discoteche. C’è un bel lungo mare con le palme stile Miami e la spiaggia è piccolina e molto frequentata: se non si arriva presto la mattina si rischia di trovare “posti in piedi”…mai visto un tale affollamento! Nonostante l’eccessiva frequentazione, il mare è molto bello: non avrei mai creduto di trovarlo così pulito. Juan les Pins è stato il nostro punto di partenza per visitare la Costa Azzurra e i paesi di campagna nelle vicinanze. Appena a 2 Km si trova la città di Antibes, anzi è difficile capire quando finisce Juan les Pins e comincia Antibes. Il paese è affacciato sul mare, su una penisola chiamata Cap d’antibes, dove si trovano ville lussuose immerse nel verde e piccole calette. Il centro storico di Antibes ha proprio il fascino di una cittadina provenzale, con le sue viuzze strette, i negozietti tipici, i ristorantini sul porto dove si possono trovare degli ottimi menu turistici a prezzi modici e il mercato provenzale dove si trovano spezie, lavanda ed erbe varie. Nonostante sia considerata una meta vip, grazie al grande porto per Yacht , l’abbiamo trovata più economica di Juan Les pins, e molto caratteristica, preferendola per la cena. Per gli appassionati di arte, c’è il Museo di Picasso, in una bella struttura affacciata sul mare. Merita senz’altro una visita. Il nostro giro nei paesi di campagna è cominciato con St. Paul de Vence, il paese degli artisti, dove ha soggiornato anche Marc Chagall. Si tratta di un paese arroccato su una collina, con tutte le case in pietra e caratteristiche stradine dove si affacciano gallerie d’arte: ce ne sono circa quaranta. Avendo molti soldi a disposizione ci si potrebbe davvero divertire, perché ci sono proprio delle cose belle. Scendendo da St. Paul de Vence andiamo a Cagnes sul Mer dove si trova la casa di Renoir, che trascorse qui l’ultima parte della sua vita. Per un’amante dell’impressionismo come me non poteva certo mancare una visita. La casa è una bella villa immersa fra gli ulivi, con vista mare e al suo interno conserva ancora l’arredamento e i quadri realizzati da Renoir. Veramente molto bella. Il caldo si fa sentire e sulla via del ritorno ci concediamo una sosta in spiaggia a Cagne sul Mer, che non è niente di particolare. Una delle gite che mi ha affascinato di più è quella a Grasse, la città dei profumi. Nonostante non sia un’appassionata di profumi e cosmetici, questa visita mi è rimasta nel cuore. Qui si trovano molte aziende di produzione di profumi ed è possibile anche visitarne alcune. Noi siamo entrati da Fragonard, che si trova proprio nel centro del paese. Abbiamo preso parte ad una visita guidata che ci spiegava la storia e le tecniche di preparazione dei profumi, facendoci vedere le varie fasi di lavorazione. Al termine della visita ovviamente cercano di venderti qualcosa, ma come non cedere alla tentazione? Ci sono tante di quelle cose che non è possibile uscire fuori senza un sacchettino. Inoltre, giusto per cogliere di sorpresa il turista che arriva, la città è inebriata di un profumo che si diffonde per le strade. Questa è anche la città dove è ambientato il libro “Il Profumo”. Un giorno intero lo abbiamo dedicato ad una visita a Nizza. Visto il traffico della Costa Azzurra, abbiamo optato per il treno, molto comodo da Juan Les Pins. In circa 20 minuti siamo a Nizza. Il centro storico della città ricorda una città ligure, con case alte e colorate, chiese dalla cupola tonda con maioliche. Sembra un continuo mercato, con negozietti che vendono ogni tipo di souvenir, ristorantini, rosticcerie (con tanti stuzzichini deliziosi. Da mangiare la Socca che è tipo la nostra cecina). Dopo aver fatto un giro in lungo e in largo, attraversato il mercato, ammirato piazza Messena con i suoi palazzi rossi e le belle fontane, ci rilassiamo un po’ sul mare. La spiaggia di Nizza non è proprio comodissima, caratterizzata da grossi ciottoli. Tuttavia il lungomare è proprio bello, ampio, che si perde a vista d’occhio, anche se il panorama non è proprio dei migliori. In costa azzurra, infatti abbiamo notato che negli anni si sono dati ad una folle urbanizzazione, cementificando anche colline, che sarebbero state meglio verdeggianti. Sulla strada del ritorno verso la stazione ci fermiamo a guardare qualche negozio ormai stremati. Il giorno successivo, ferragosto, lo trascorriamo a Cannes. Dopo aver girato in lungo e in largo per trovare un parcheggio (cosa quasi impossibile in Costa Azzurra! Ancor più è non trovarlo a pagamento!), finalmente facciamo un giro per la città. E’ ampiamente edificata come tutte le altre città che abbiamo visitato, ma è molto elegante, con i suoi begli alberghi, i negozi lussuosi e naturalmente la famosa Croisette, il lungo mare che segue il profilo del golfo. Non può mancare qualche foto davanti al palazzo del cinema, scendendo dal famoso tappeto e rosso. Ci soffermiamo al porto ad ammirare i lussuosi yatch e poi seguiamo la strada fino a raggiungere la parte più antica di Cannes, con viuzze e negozietti. Continuiamo a salire fino ad arrivare a una chiesetta nella parte più alta del paese, da dove si gode un panorama sul porto e su tutta la croisette. Dopo questa scarpinata andiamo in spiaggia rilassarci. La spiaggia lungo la croisette è quasi tutta occupata da stabilimenti balneari, mentre gli unici tratti di spiaggia libera sono affollatissimi. E’ preferibile invece la spiaggia dall’altra parte della città, dove c’è il casinò Palm Beach. Giusto per ferragosto c’è una festa molto esclusiva e naturalmente non possiamo entrare. Torniamo a Juan les Pins dove ci aspettano i fuochi di artificio. Arriviamo di corsa come al solito, perché proprio non ci riesce uscire prima delle nove e cerchiamo disperatamente un posto dove mangiare, ma i ristoranti sul lungo mare sono tutti prenotati e così, affamati, ci accontentiamo di mangiare una crepes in un bar con vista fuochi d’artificio, accaparrandoci gli ultimi due posti disponibili! I fuochi d’artificio in costa azzurra sono proprio un evento: sul lungo mare era praticamente impossibile trovare un qualsiasi posto a sedere! L’ultimo giorno a Juan les Pins lo trascorriamo in tutta tranquillità in spiaggia e la sera andiamo a cena a Cannes, visto che ci è piaciuta così tanto. La mattina del 17 agosto raggiungiamo la nostra seconda tappa: Aix en Provence, la capitale della Provenza, a circa 100 Km dal Juan les Pins. La città è molto bella e curata. Il nostro alloggio è il Citadines aparthotel , prenotato ad un prezzo scontatissimo su internet e ne siamo veramente soddisfatti: è molto curato, ha la piscina e si trova in una zona residenziale della città, molto bella, dove ci sono giardini e impianti sportivi. Siamo circa a 2 Km dal centro della città e prendiamo la macchina per cominciare il nostro giro. Prima di tutto ci fermiamo allo studio di Paul Cezanne (potevo perdermi un altro impressionista?). Lo studio si trova in una casetta immersa al verde, poco fuori il centro della città. Tuttavia non sono rimasta molto soddisfatta: 5 € per visitare una stanza dove ci sono tutti gli oggetti di Cezanne e i soggetti che utilizzava per dipingere le nature morte (vasi, arance, pane). Per visitare il centro della città comincia la nostra ricerca disperata di un parcheggio: trovarlo non a pagamento è impresa impossibile, ma anche pagando non è impresa facile. Finalmente, dopo mezz’ora di esasperazione riusciamo a trovare un posto. La città è molto bella e curata: grandi viali alberati, tantissime fontane ed edifici eleganti. Giriamo per il centro storico e nonostante sia il 17 agosto e la città non si trovi sul mare, c’è molta gente in giro, i negozi sono aperti ed è molto piacevole passeggiare fra le strade, che incarnano proprio lo spirito provenzale: ci sono negozietti con le insegne di legno tutte colorate, che vendono prodotti tipici, tra cui i “calissones” che sembrano dei cloni dei nostri ricciarelli. Ceniamo in uno dei ristorantini che si trovano nella via principale della città,il corso Mirabeau. Dopo la cena passeggiamo per il mercato provenzale, che è stato allestito giusto per lo struscio serale ed è l’occasione per comprare qualche souvenir, fra cui non può naturalmente mancare la lavanda. Ho apprezzato molto l’organizzazione di questa città: dai noi a metà agosto, in una città di provincia neanche troppo famosa, i turisti avrebbero difficoltà a trovare qualcosa aperto. Il giorno successivo lasciamo Aix en Provence per la nostra ultima tappa: Bormes les Mimosas. E’ un paese sconosciuto alla gran parte delle persone e in effetti anche noi lo abbiamo trovato per caso, mentre cercavamo una camera nella zona fra St. Tropez e Hyeres. Prima di raggiungere la destinazione finale facciamo qualche tappa durante il percorso, fermandoci a Cassis, paesino da utilizzare come punto di partenza per visitare Les Calanques. Les Calanques sono delle insenature bellissime, simili a dei fiordi, che si trovano prima di arrivare a Marsiglia. Dal porto di Cassis partono continuamente le gite in barca per visitare questo spettacolo della natura. Sono possibili gite per visitare 3, 5 o 8 Calanques. Noi compriamo il biglietto per visitarne 3 a € 13. Le barche sono tutte barche di pescatori, che trasportano un n. Di visitatori limitato. Il capitano della barca racconta in francese curiosità ed aneddoti del territorio: i nostri compagni di viaggio sono divertiti, mentre noi rimaniamo con la faccia da abeti perchè non capiamo niente! Fino ad ora ce la siamo cavata egregiamente perché nella zona più commerciale della Costa Azzurra, parlano anche italiano. Da qui in poi dovremmo arrangiarci improvvisando qualche parola in francese sentita in qua e là. Terminata la nostra gita in barca visitiamo il paese, molto carino. Riprendiamo la macchina per raggiungere Bormes les Mimomas. Il suo nome deriva dal fatto che è il paese delle mimose, dove in primavera ci sono molte fioriture. L’albergo che abbiamo prenotato si chiama la Garrigue ed è un po’ fuori dal paese, in una zona verdeggiante, circondata da vigne. L’albergo è un po’ alla buona (ma è questo il suo bello!), a conduzione familiare, gestito da un signore sulla sessantina con la moglie, che non parlano una parola di italiano. Sono molto simpatici e gli piace parlare con i clienti, ma nel nostro caso la conversazione è un po’ difficile e cominciano le scene comiche: noi improvvisiamo qualche parola di francese, loro improvvisano qualche parola di spagnolo pensando che tanto è uguale e alla fine passiamo ai gesti! Scaricati i bagagli e impossessati della camera, andiamo a cercare una spiaggia. L’albergo non è sul mare e quindi cerchiamo una spiaggia nelle vicinanze: per quello che siamo riusciti a capire dal signore, la più vicina è quella in centro alle Lavandou (il paese vicino) oppure a Bormes, ma dopo aver attraversato le vigne e scollinato un promontorio e da quello che abbiamo capito pagando il parcheggio. Optiamo per la prima possibilità e facciamo un giro per il paese delle Lavandou, una tranquilla località turistica (incredibile i parcheggi non sono a pagamento!) con tante famiglie, il lungomare, ma niente di particolare, anche la spiaggia non ci convince, il mare non è poi così bello. Così ce ne torniamo in albergo e ci rilassiamo un po’ in piscina. Per cena andiamo in centro a Bormes les mimosas, che è arroccato sulla collina, da dove si gode un bellissimo panorama sulla costa. Il paese è delizioso, con case dai colori pastello e i balconi e le strade adornati di piante e fiori. Ceniamo in uno dei ristorantini presenti nella piazza e dopo facciamo un giro per il paese, curiosando fra i negozietti di souvenir, dove non possono mancare i saponi e la lavanda, ma la fanno da padrone soprattutto i prodotti alla mimosa. Il giorno successivo andiamo in cerca di qualche spiaggia interessante. Percorriamo la strada che va da le Lavandou a St. Tropez. Il paesaggio è molto bello, verdeggiante, con calette che si alternano. Ci fermiamo alla spiaggia di Cavaliere, dove trascorriamo qualche ora e poi riprendiamo la strada verso St. Tropez. Probabilmente prendiamo una strada secondaria e ci ritroviamo a dover disputare un gran premio della montagna. Finalmente, dopo Km di curve raggiungiamo l’ambita meta! St. Tropez è un paese veramente carino, dove lo spirito da villaggio di pescatori si incontra con le boutique delle grandi firme. Tuttavia non ho notato un’ostentazione del lusso come avviene in alcune famose località italiane. E’ piacevole passeggiare lungo il porto e vedere i pittori all’opera mentre realizzano splendide tele, oppure camminare per le stradine piene di negozi. Dopo un paio di ore realizziamo che il parcheggio sta per scadere, eh sì il prezzo ci ricorda che siamo proprio a St. Tropez! Lasciamo il paese per visitare, su suggerimento di alcuni amici, Port Grimaud, che si trova proprio nel Golfo di St. Tropez, a pochi Km di distanza. Si tratta di un paese un po’ particolare, realizzato in una zona lagunare e ovviamente il nostro pensiero va subito a Venezia. In realtà, appena arrivata sono rimasta un po’ perplessa: il paese infatti vuole sicuramente essere un’imitazione di Venezia: ci sono i canali, gli attracchi per le barche, i ponti… è tutto estremamente curato e perfetto, con case dai colori tenui, tutte della stessa altezza, insomma sembra un paese finto, costruito a tavolino! Una visita vale la pena di farla, perché il posto è carino…io però mi sono sentita un po’ come all’outlet! Per cena rimaniamo in albergo, dove i proprietari per € 10 ci danno carne al barbecue, contorno e gelato: meglio di così! La sera decidiamo di andare a fare un giro a Hyeres, che dista circa 15 Km. La parte vecchia del paese è molto carina, con il castello, negozi tipici e una bella piazza. Peccato però che sia tutto chiuso, tranne i bar della piazza. Prendiamo qualcosa da bere e poi a letto presto, perché la mattina dopo ci aspetta una bella gita all’isola di Porquerolles. L’isola si raggiunge dalla penisola di Hyeres, imbarcandosi al porto di Giens-La Tour Founde, con solo 15 minuti di traghettata . L’isola è piccola e quasi incontaminata: c’è un solo paese (al porto), le strade sono sterrate e si percorrono solo in bicicletta. Al porto si possono noleggiare le biciclette per fare il giro dell’isola. Noi decidiamo di andare a piedi e di raggiungere le spiaggie più vicine. Per fortuna compriamo qualche baguettes prima di arrivare in spiaggia, perché una volta arrivati a Plage…. Ci rendiamo conto che non esistono bar, c’è solo la natura a dare spettacolo di sé: la spiaggia è lunga, il mare turchese e passiamo praticamente metà della giornata in acqua e a scattare foto. Dopo pranzo ci dirigiamo verso un’altra spiaggia nelle vicinanze: Plage d’Argent. Questa spiaggia è più affollata e la sabbia è più chiara e il mare ancora più trasparente: di nuovo non possono mancare i tuffi e le foto. A fine serata ci incamminiamo verso il porto insieme alle altre centinaia di persone presenti sulla spiaggia per prendere il traghetto che ci riporterà a Hyeres. Quest’isola ci ha proprio sorpreso: non avremmo mai pensato che in Costa Azzurra potesse esistere un luogo così incontaminato e dai colori caraibici! Non possiamo perderci la grigliata in albergo, visto l’ottimo rapporto qualità prezzo! E’ la nostra ultima sera in Francia e ci concediamo un giro mondano a St. Tropez by night, dove ci sono un po’ di localini nei pressi del porto nuovo. Poi tutti a letto perché il giorno dopo ci aspetta il viaggio di ritorno. Siamo un po’ malinconici per la partenza, ma soddisfatti della vacanza, che ci ha regalato tante esperienze e ci ha permesso di visitare paesi, città, luoghi d’arte, spiagge, insomma, non ci siamo fatti mancare proprio niente!



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