Sulle spiagge di Provo

Abbiamo scelto questa destinazione per le spiagge, perché in parte ancora incontaminata ed anche perché facilmente raggiungibile senza la necessità di pernottamenti intermedi. Noi ci siamo andati con l’Alitalia da Roma a Miami (arrivo alle 14,30) e poi con l’American Airlines fino a Providenciales (partenza alle 18,30 e meno di due ore di...
 
Partenza il: 07/11/2009
Ritorno il: 14/11/2009
Viaggiatori: in coppia

Abbiamo scelto questa destinazione per le spiagge, perché in parte ancora incontaminata ed anche perché facilmente raggiungibile senza la necessità di pernottamenti intermedi.

Noi ci siamo andati con l’Alitalia da Roma a Miami (arrivo alle 14,30) e poi con l’American Airlines fino a Providenciales (partenza alle 18,30 e meno di due ore di volo).

Sorvolo sui dettagli del volo Alitalia per amor di patria, visto che siamo arrivati con un’ora e mezza di ritardo e che hanno smarrito uno dei nostri due bagagli (che poi ci ha raggiunto solo mercoledì sera e cioè dopo 4 giorni!).

Tornando a Providenciales (detta Provo), come sapete è la più turistica ed attrezzata delle isole dell’arcipelago di Turk and Caicos ed è quella che si raggiunge con i voli internazionali. Da qui potete spostarvi su altri caicos più “selvaggi”, ma avete bisogno di più tempo rispetto alla settimana a nostra disposizione e quindi noi ci siamo “accontentati” di Provo.

Sull’isola vi sono decine di residence, spesso nuovissimi (ed altri sono in costruzione), tanto che non li trovate nemmeno sulle mappe satellitari di Google. Il modello dominante è quello americano dei condomini e cioè dei palazzoni di 4 – 7 piani fronte mare, che avevamo trovato anche ad Ambergris Caye in Belize. Vi sono alcune eccezioni, quali il Club Med, il La Veranda (ancora in costruzione). Noi siamo stati al Regent Palms, che è un bel complesso in pietra bianca, con 5 edifici di 4 piani posti intorno alla piscina, sulla spiaggia di Grace Bay e che consiglio sicuramente (ha anche il wireless gratuito). Grace Bay è la spiaggia più grande e più famosa dell’isola ed ospita la maggior parte dei resort ed alcuni piccoli centri commerciali per fare qualche acquisto (il Regent Village, il Port of Call e il Saltmills, tutti nei pressi dello Seven Star resort), in parte ancora in fase di completamento.

I turisti sono quasi tutti statunitensi. Ci sono pochissimi europei, almeno periodo in cui siamo stati noi, soprattutto francesi che generalmente alloggiano al Club Med e pochissimi italiani (confermato da Cosimo, che è il gentilissimo proprietario del ristorante Bella Luna). L’impressione che abbiamo avuto è che la maggior parte dei turisti resta nei resort, dividendosi tra la piscina e la spiaggia attrezzata antistante. Noi, come altri, abbiamo deciso di noleggiare un auto per andare in giro per l’isola, alla scoperta delle spiagge più solitarie ed incontaminate. Occorre tener presente che solo le strade principali di Provo sono asfaltate e quindi è preferibile avere un fuoristrada (ma non indispensabile, perché anche le strade sterrate sono in discrete condizioni); noi abbiamo preso all’Avis una Terios Daihatsu per 6 giorni a 413 dollari, con tutte le assicurazioni. Questo vi fa comprendere che a Provo la moneta ufficiale è il dollaro USA (portateveli quindi da casa) e che la vita è abbastanza cara; non è cioè una vacanza economica, ma con un po’ di accortezza si può rimanere una settimana senza dilapidare un patrimonio : quasi tute le camere dei restort hanno ad esempio, secondo lo stile americano, il cucinino e quindi si può pranzare facendo la spesa all’IGA Supermarket (che è sulla Leeward highway), oppure al Graceway Gourmet (situato sulla strada di fronte al Seven Star) che ha anche insalate da preparare al momento o piatti pronti da portare via.

A Provo si guida a sinistra, ma le auto – diversamente da quanto ci si potrebbe attendere – hanno spesso lo sterzo a sinistra come da noi. Inoltre le rotatorie, frequenti, si percorrono in senso orario e quindi opposto al nostro. Il traffico però è scarso e la velocità normalmente moderata e quindi, con un po’ di accortezza, si può andare in giro facilmente. Procuratevi una delle tante cartine che si trovano su internet e il gioco è fatto (le migliori secondo me le trovate su www.Wherewhenhow.Com/turks-caicos-islands/maps/providenciales-provo-map.Pdf e su www.Gracebaysuites.Com/images/Providenciales%20Map.Pdf, mentre un dettaglio di Grace Bay è su www.Visitprovidenciales.Com/maps/gracebay.Aspx e una descrizione delle diverse spiagge su www.Visitprovidenciales.Com/funatsea/beaches/default.Aspx).

Veniamo ora al nostro viaggio. Siamo arrivati la sera di sabato 7 novembre, sotto una pioggia torrenziale e quindi, un po’ per questo e un po’ per la stanchezza delle 20 ore di viaggio, la giornata si è conclusa nel letto del nostro resort.

Il giorno dopo il tempo è stato variabile, alternando sprazzi di sole a piogge torrenziali. Noi ce ne siamo andati a piedi a noleggiare la nostra auto all’Avis (ovviamente in un momento di sole), nei pressi del non distante Regent Village e poi siamo partiti alla scoperta dell’isola. I giorni successivi il tempo è decisamente migliorato e questo ci ha consentito di goderci le spiagge che abbiamo frequentato, spesso benedicendo qualche nuvola passeggera che rendeva più sopportabile la temperatura. Considerando che alle 17,30 è ormai notte fonda e che la mattina ci svegliavamo presto per effetto del fuso orario, abbiamo organizzato le giornate sfruttando la mattina per le escursioni in auto e dedicando poi il breve pomeriggio alla spiaggia del resort. In realtà le mattine dei primi giorni le abbiamo dovute dedicare anche al riacquisto di tutto quello che era nella valigia che così gentilmente l’Alitalia aveva perso, ma questa è una storia che non credo interessi a nessuno (però ho trovato delle belle magliette!).

Domenica abbiamo percorso tutta la Blue Hill Road e poi all’incrocio con la Millennium Highway abbiamo svoltato a destra sulla strada sterrata, su fino al Northwest Point; a causa del tempo siamo a stento riusciti a scendere dall’auto e quindi non so raccontarvi impressioni precise, salvo l’infuriare del vento e le violente onde del mare che si infrangevano contro il reef di fronte alla costa.

Lunedì, visto che nonostante il sole, il vento rimaneva teso e il mare di Grace Bay era ancora molto agitato, abbiamo deciso di dirigerci sull’altro lato dell’isola ed abbiamo raggiunto Sapodilla bay; segnalo che Provo ha spiagge su tutti i lati e quindi, indipendentemente dalla direzione del vento, c’è sempre sul lato opposto dell’isola una spiaggia con il mare calmo! Sapodilla è una bella spiaggia di sabbia bianca, di medie dimensioni e molto poco frequentata (tranne che nel fine settimana). Il mare era calmissimo come ci aspettavamo e il vento più che sopportabile. E’ una spiaggia che consiglio a chi vuole un po’ meno confusione di Grace Bay, anche perché è molto facile da raggiungere, con strade tutte asfaltate. Alle spalle della spiaggia sorgono alcune ville, che vengono affittate ai turisti; questo mi ricorda di segnalarvi che il problema con le spiagge di Turk and Caicos non è tanto raggiungerle (le strade sono poche ed è difficile perdersi), ma piuttosto trovare l’accesso dalla strada, perché è vero che tutte le spiagge sono pubbliche per legge, ma è anche vero che le ville hanno recintato tutto e a volte non si riesce a trovare un varco tra un cancello ed un altro (noi ad esempio non siamo riusciti a trovare l’accesso a Taylor Bay). A volte gli accessi alla spiaggia sono segnalati da piccoli cartelli bianchi e azzurri posti sulla strada (ad esempio nel Princess Alexandra National Park); comunque una delle cartine segnalate ha anche l’indicazione degli accessi con un triangolo rosso. Per arrivare a Sapodilla Bay, percorrete tutta la South Dock Road; subito prima di arrivare ai cancelli del porto, c’è una deviazione sulla destra, all’altezza della stazione di polizia (sul lato destro della strada); presa la nuova strada, l’accesso alla spiaggia si trova a qualche centinaio di metri, sulla sinistra, poco dopo aver superato il Neptune; è una piccola stradetta che subito si allarga in uno spiazzo per parcheggiare, praticamente sulla spiaggia (c’è un cartello che dice proprietà privata, ma noi non abbiamo visto nessuno). Martedì siamo ancora andati sul lato protetto dell’isola, ed abbiamo raggiunto West Harbour Bluff; per arrivarci, prendete la Millennium Highway (non fatevi ingannare dal nome) e percorretela per un lungo tratto; poco prima di arrivare all’incrocio con la Malcom Roads, trovate sulla sinistra una larga strada sterrata con un cartello che pubblicizza un nuovo insediamento residenziale fatto dal governo locale; prendete questa strada e percorretela tutta (attenti alle buche!). Dopo circa 7 km e 30 minuti di corsa in mezzo ad una territorio incontaminato, la strada finisce in uno spiazzo sul mare. Di fronte a voi un piccolo sentiero porta sugli scogli, dai quali potete vedere a sinistra una piccola punta rocciosa ed una bella piccola spiaggetta, mentre a destra c’è una lunga e sottile striscia di sabbia. Dallo spiazzo dove abbiamo parcheggiato partono due sentieri che raggiungono le due spiagge. Ci siamo rimasti per tutta la mattina e non abbiamo visto nessuno: se cercate spiagge deserte, questa fa per voi, anche se la poesia è in parte rovinata da una discreta quantità di plastica e bottiglie lasciate in giro da chi ci ha preceduto. Tornando, potete ripercorrere la stessa strada, oppure – terminata la laguna, prendere la strada sterrata che trovate sulla destra e che vi porta all’aeroporto.



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