Sulle orme di Garibaldi

Una pedalata per 150° anni dell'Unità d'Italia!
Scritto da: raffaella52
sulle orme di garibaldi
Partenza il: 06/04/2011
Ritorno il: 15/04/2011
Viaggiatori: 9
Spesa: 1000 €

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, un gruppo di ciclisti (tutti emiliani tranne il sottoscritto comasco) hanno deciso di intraprendere un’insolita pedalata lungo le strade italiane, ripercorrendo le tappe compiute da Giuseppe Garibaldi. Salpando da Genova verso la Sicilia, hanno poi risalito la penisola, fino a Teano… e ce l’hanno fatta!

6 Aprile

Finalmente siamo partiti! Accompagnato da mia moglie alla stazione di Como sono “salpato” per Genova. Qui ho incontrato gli altri pazzi con i quali dovevo dar corso a questa incredibile avventura. La motonave è bella e la cabina per dormire altrettanto. Spero solo di dormire. Domani mi/ci attende una lunga giornata in mare. Il “capo” mi ha spiegato nei dettagli il percorso. È peggio di quello che mi era stato prospettato. Speriamo in bene. Il Tino aveva ragione ad avvisarmi sulla difficoltà del percorso. Un suo amico (Calogerino) gli aveva dato delle indicazioni.

A domani.

PS: sono un reggiano per tutti! Abito a Como ma solo per lavoro!

7 Aprile

Giornata “lofia”. Sveglia alle 7 e alle 8 colazione sulla nave traghetto. Abbastanza buona. Quindi conoscenza con il gruppo e ci siamo trovati subito bene. “Il capo”, Giampiero, mi ha reso edotto del percorso: è veramente duro. Spero che alla fatica, tanta, corrisponda la bellezza dei posti e il piacere dell’avventura. A tre ore da Palermo abbiamo visto gli sbuffi e le schiene di alcune megattere e dopo mezz’ora i delfini saltellavano al loro fianco. Fantastico. Quindi (alle 22) siamo arrivati alla tenuta Volpara. Aperta campagna, il posto è bello ma la cena è stata a dir poco meravigliosa: antipasto, linguine di pomodorini e pesce spada alla siciliana… favoloso! La notte in compenso è stata dura. Ho dovuto prendere delle pastiglie per digerire. Adesso, però (da oggi) comincia il bello…

8 Aprile

E si comincia. Totale: km 152. Tutti fatti!

Dopo una frugale colazione siamo stati ricevuti dalla Capo-gabinetto del comune di Marsala. Edificio meraviglioso e altrettanto l’accoglienza, scambio di regali e piccolo buffet. Finalmente si sale in bici e si parte verso Teano. Si passa dalle saline e si punta su Calatafimi. Dopo 80 km si arriva e sono le 13.00, si mangia qualche cosa (il prosciutto – un etto e più – viene dato al solito cane randagio). Si riparte verso Palermo; la strada è tutta un saliscendi con alcuni tratti anche lunghi di salita. A Partinico troviamo dei ciclisti che ci indicano la strada che sale verso Monte Lepre e Bellafonte (comunque è lunga). Si arriva a quota 600m dopo 7 o 8 km. Inizia un tratto in falso piano meraviglioso, con vista di montagne e mare, quindi inizia la picchiata verso Palermo. A metà discesa ci viene incontro una staffetta della polizia stradale e ci scorta fino alla villa barocca “Salemi”. L’assessore allo sport e segretarie ci accolgono. Scambio di regali e convenevoli e finalmente si va in albergo. Era ora!!! Un piccolo riposo e poi si va a mangiare.

9 Aprile

Palermo – Acquedolci. Km 131. Tutti fatti. Sveglia alle 7.15, colazione, preparativi e alle 9.15 si parte. Era ora. L’uscita da Palermo è difficoltosa: traffico ecc… si prende la litoranea che porta a Messina. Strada che costeggia sempre il mare: paesaggio meraviglioso, piantagioni di carciofi a dismisura, molti carrettini sulla strada che vendono verdura meravigliosa e a prezzi da regalo. Si passa da Termini Imerese. Foto davanti ai cancelli della Fiat. Qui lavorano quegli operai che per primi hanno detto un primo “no” a Marchionne. Una classe operaia eroica. Quindi, sempre col mare che ci abbaglia, arriviamo a Cefalù. Uno splendore: cattedrale meravigliosa e paesino storico fantastico. Ci fermiamo a mangiare. Si riprende per gli ultimi 40 – 50 km. Tutti vanno al massimo. Si pedala sempre a 35-40 km orari. Pazzesco, ma bello. Le gambe girano a meraviglia. Prima di Acquedolci ci viene incontro la macchina della polizia locale e ci scorta in paese. Siamo accolti dall’assessore al turismo e da tutte le autorità: Pro-Loco, Finanza e anche il presidente dei Combattenti e Reduci. Il rituale scambio di regali e quindi chiedo di assaggiare la granita siciliana. L’assessore ci porta al bar della piazza principale e mangiamo la granita con la brioche. Stupendo! Quindi alle 18.30 andiamo nel residence in riva al mare. Io ho una camera singola con letto matrimoniale. Alle 20.30 cena (non so quello che mangerò perché sto scrivendo prima di cena).

Domani, Messina.

PS: sto scrivendo in riva al mare con un meraviglioso venticello e lo sciacquio del mare. Bello.

Ore 23.30: siamo andati a cena a Sant’Agata di Militello, il paese di Pippo Baudo…

Ristorante in riva al mare molto carino, ma ho mangiato troppo: penne alla crema di pistacchio e scampi, pesce spada, fragole all’arancia. Ore 24 finalmente a letto. Domani è dura.

10 Aprile

Acquedolci – Messina. Km 134 tutti fatti. È stata veramente dura.

Siamo partiti alle 9.00 e per metà percorso abbiamo visto cose meravigliose: un mare stupendo e un paesaggio mozzafiato. La strada si snodava lungo il mare. Un incanto. Quindi, circa al settantesimo chilometro, una meravigliosa salita che portava a Tindari, un gioiello con una basilica meravigliosa. La discesa è stata ancora più bella con una vista che lasciava senza fiato. Quindi, dopo 10km circa siamo andati al ristorante. Il posto era in riva al mare ed abbiamo mangiato spaghetti ai frutti di mare. Molto buono e in un bell’ambiente. Quindi, ripresa la bici per gli ultimi 50-60 km abbiamo oltrepassato paesini non proprio belli dove purtroppo facevano bella mostra cataste di immondizia. Gli ultimi 20 km. Una salita stupenda in mezzo alla natura ma negli ultimi 2 km, a dire il vero facili, ho avuto momenti di affaticamento. Ci sta! Discesa verso Messina, ricevimento in municipio nella sala delle bandiere e poi in albergo.

Domani si va in Calabria. Io non so cosa farò. Mi sento molto stanco. A domani.

11 Aprile

Messina – Pizzo Calabro. Km 134. Tutti fatti. Quest’oggi siamo tornati sul continente. Dopo qualche mia resistenza in quanto mi sentivo ancora stanco, siamo andati a prendere il traghetto, solito ritardo e quindi siamo partiti solo alle 10.30. Anche oggi bella tappa, tutta sul lungomare calabro con vista mozzafiato soprattutto quando facevamo le salite (e non ne sono mancate). I soliti 2000 metri di dislivello! Siamo passati, unica parte non bella, dalla piana di Gioia Tauro e Rosarno e non è difficile capire come possano vivere questi poveri disperati migranti africani. Quindi abbiamo ripreso la costa punteggiata un po’ all’interno da piantagioni di ulivi; qui gli agrumeti sono praticamente finiti. Passando da Tropea abbiamo visto le famose cipolle rosse di Tropea nei campi e sui carrettini per la vendita. Dopo infinite salite siamo arrivati a Pizzo Calabro accolti dall’assessore al turismo del paesino, la quale, con una guida ci ha prima accolti e poi ha spiegato la storia del castello aragonese dove fu assassinato Gioacchino Murat.

Guarda la gallery
liguria-76u9k

Sulle orme di Giuseppe (Garibaldi)

liguria-1b7xz

Sulle orme di Giuseppe (Garibaldi)

liguria-xdz68

Sulle orme di Giuseppe (Garibaldi)

liguria-u9xb5

Sulle orme di Giuseppe (Garibaldi)

liguria-uzdgw

Sulle orme di Giuseppe (Garibaldi)

liguria-168xg

Sulle orme di Giuseppe (Garibaldi)



    Commenti

    Lascia un commento

    Biçi: leggi gli altri diari di viaggio

    Video Itinerari