Sulawesi, vacanza con il morto

Mi capitò fra le mani tempo fa la fotografia di un posto magico, surreale, dove le case sembravano barche rovesciate e i tetti erano talmente sproporzionati, che sembravano dover schiacciare da un momento all’altro le abitazioni sottostanti
 
Partenza il: 14/08/2011
Ritorno il: 05/09/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Mi capitò fra le mani tempo fa la fotografia di un posto magico, surreale, dove le case sembravano barche rovesciate e i tetti erano talmente sproporzionati, che sembravano dover schiacciare da un momento all’altro le abitazioni sottostanti. Purtroppo la fotografia non riportava le indicazioni di dove si trovasse quello strano luogo, si capiva solamente che il clima era tropicale e che queste strane popolazioni vivevano su un’isola. Di conseguenza le fantasie evocate da quella fotografia finirono lentamente nel dimenticatoio.

Alle volte le coincidenze!

Dove andare per il prossimo viaggio? Come al solito siamo alla ricerca di avventura, natura e immersioni, però quest’anno vorrei qualcosa di diverso, soprattutto per quanto riguarda il modo sottomarino. Così mi tornano in mente i racconti di amici che sono stati a Manado, uno dei posti più conosciuti al mondo dagli appassionati di macrofotografia subacquea. Considerato che nel logbook ormai c’è di tutto, squali balena, squali toro, squali martello, mante (insomma tutto quello di cui un subacqueo può vantarsi con gli amici), andare in un posto dove non c’era niente di tutto ciò, stimolava perlomeno la mia curiosità iniziale. Il passo successivo è stato Google, le prime foto che mi passano sotto gli occhi sono meravigliose, i subacquei che si immergono portano con se la lente di ingrandimento, le guide come tanti direttori d’orchestra, munite di bacchette indicano ai turisti minuscole creature sottomarine, stranissime, coloratissime, aliene. Perfetto, è proprio quello che cercavo! Quest’anno basta grandi pelagici, quest’anno andiamo a fare le immersioni su un altro pianeta. La riserva marina di Bunaken offre immersioni più in linea con l’immaginario tropicale, ma è nello stretto di Lembeh, sui suoi fondali limacciosi che abbiamo visto le cose più straordinarie. Per il vostro soggiorno e per le immersioni vi consiglio Bastiano’s, un tranquillo resort gestito da personale cordiale e disponibile. La cosa intressante è che hanno un resort sia a Bunaken che a Lembeh e, nel caso vogliate soggiornare in entrambi i posti, vi organizzano il trasferimento gratuitamente.

Siccome non sono uno che fa un viaggio monotematico, vediamo cosa offre la terraferma. Il Sulawesi, l’isola sulla cui punta settentrionale si trova Manado, è la quinta isola indonesiana per estensione, dunque nell’entroterra ci sarà pure qualche avventura che ci aspetta! Vediamo… nei dintorni selvaggi di Rantepao, paesino nel centro del Sulawesi, vive la popolazione indigena dei Tana Toraja, dediti a un culto funerario molto particolare e… non ci posso credere! Sono loro! Le case con i tetti enormi… il posto magico che avevo visto in foto anni prima. Alle volte le coincidenze! Non ci sono più dubbi, quest’anno si va nel Sulawesi.

Vacanza con il morto

A parte le case (ed i loro tetti) che hanno dominato le mie fotografie iniziali, i culti funerari dei Tana Toraja si sono dimostrati ancora più strani. La morte di un congiunto è per essi un momento importante della vita sociale, soprattutto per affermare il rango della famiglia. Il tutto si risolve in una enorme festa verso la quale convergono per l’occasione parenti, amici e conoscenti da tutta l’Indonesia. Per organizzarla si inizia mesi prima, tutto il villaggio viene coinvolto nella costruzione di palafitte e gazebo che serviranno ad accogliere le famiglie degli invitati. La vicinanza del gazebo al centro della cerimonia è direttamente proporzionale all’importanza dell’ospite. La festa dura circa 3 giorni, durante i quali vengono macellati in pubblico centinaia di bufali e maiali, più è importante il caro estinto, più animali vengono macellati in un orgia di sangue e spreco (si narra di funerali dove sono stati uccisi migliaia di bufali). Le corna andranno poi ad adornare le entrate delle famose costruzioni, a rappresentare con il loro numero l’importanza della famiglia. E’ evidente che una tale organizzazione logistica ed un tale apporto di cibo, necessitano di notevole denaro. Per tale motivo i funerali possono venire rimandati a data da destinarsi fino a quando la famiglia non disprrà della somma necessaria… sì direte voi, ma mica posso decidere di rimandare la mia morte se la famiglia non ha i soldi per il funerale. Non c’è problema, la famiglia avvolge la vostra salma in foglie di banano e se la tiene in casa anche un anno. Per la nostra cultura questa è una cosa incomprensibile, quasi quanto i loro tetti.

Farsi invitare ad un funerale non è difficile, è sufficiente fare conoscenza con la gente del luogo, chiedere il permesso di partecipare ed infine portare un regalo alla famiglia… non fate i tirchi, la gente del luogo porta bufali e maiali, non presentatevi con un pacchetto di Big Bubble. Che dirvi, la festa/cerimonia è esattamente come ve l’ho raccontata, con l’aggiunta di una forte atmosfera splatter: tra le lancinanti urla di dolore delle bestie e gli invitati che si abbuffano, dopo un po’ il fango che pavimenta il villaggio si tinge di sangue… insomma è per stomaci forti, io mi abbuffavo tranquillamente assieme agli abitanti, ma Sara, la mia compagna di viaggio, dopo un po’ aveva la nausea.

Ah, dimenticavo la parte finale, che fine fa la salma? I cadaveri vengono lasciati nelle grotte in giro per la giungla, sicché non è per niente difficile imbattersi in essi facendo trekking. Le famiglie del luogo organizzano addirittura pic-nic assieme ai loro deceduti. Dopo le creature improbabili del mondo sottomarino, dopo gli strani rituali (e le strane abitazioni) dei Tana Toraja, potevano finire qui le stramberie? Mancava solo di incontrare un alieno…

Gli alieni della notte

Nel parco nazionale del Tangkoko abitano le creature che più si avvicinano al nostro immaginario di extraterrestre: i tarsi. Queste piccole scimmiette con gli occhi a palla, escono di notte per cibarsi di insetti e se accompagnati da una valida guida, avrete buone possibilità di avvistarle e fotografarle. Preparatevi però a camminare di notte nella giungla con le vostre torce che attireranno milioni di insetti… avere una torcia legata sulla fronte alla fine non è stata una così grande idea: avevo le mani libere per fotografare, ma ho anche ingerito di tutto. Il parco ospita anche una famiglia molto numerosa di macachi neri, che di mattina presto scendono dagli alti alberi e si lasciano fotografare. Il bucero invece è un uccello che secondo me è in costante lotta con lo “stallo”, mi domando come faccia a non precipitare di continuo, è enorme, sembra uno struzzo con le ali, quando arriva lo si sente 1 minuto prima, lo sbattere delle sue ali assomiglia al rumore di un rotore di elicottero. Penso che difficilmente su questo pianeta potrete trovare un luogo che offra così tanti misteri e stranezze tutte assieme. Per vedere la galleria fotografica: http://www.idea-r.it/Blog.aspx?Article=45

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Rantepao



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