Sudafrica… 17 gg Fly & Drive

Ven 1 agosto: Firenze-Zurigo-Johannesburg Finalmente si parte ! Lasciamo Firenze alla solita temperatura da forno crematorio e ci sembra impossibile che il nostro sarà un "volo per l'inverno" ! .... Difficile mettere il piumino in valigia quando ci sono 38° !! Il volo Firenze-Zurigo è un lampo... Ma poi cerco di prepararmi psicologicamente...
Scritto da: naim
sudafrica... 17 gg fly & drive
Partenza il: 02/08/2008
Ritorno il: 17/08/2008
Viaggiatori: in coppia

Dormiremo a Sabie ma – già che ci siamo – facciamo anche una piccola deviazione sulla R533 (verso ovest) per visitare Pilgrim’s Rest: “caratteristico villaggio” che riporta ai leggendari tempi della corsa all’oro ed al drammatico momento in cui la popolazione fu decimata (“rest”) dalla malaria … In realtà non c’è proprio niente ! .. Dopo un quarto d’ora siamo di nuovo in macchina, “alleggeriti” di 40 Rand (in realtà meno di 4 Eur) per un parcheggio che si è rivelato essere un lavauto abusivo :-). A proposito, a parte questo episodio limite, ovunque in Sudafrica ci sono “parcheggiatori” (con tanto di gillet giallo fosforescente) che ti aiutano a trovare il posto e ti informano che vigileranno sulla tua auto … Al momento di ripartire è opportuno dargli qualcosa, le guide turistiche parlano di 2-3 Rand.

Anche Sabie non dice niente, è la capitale del legname industriale del Sudafrica (ora capisco tutti questi boschi !!), ma ce lo aspettavamo… Ci serve solo da tappa per avvicinarci più possibile allo Swaziland, che attraverseremo in un’unica giornata.

Troviamo subito “Villa Ticino”, il B&B prenotato (come tutti gli altri) attraverso portfoliocollection.Com (ottimo !!!), dove ci accolgono i simpatici Felix (di Zurigo) e Ute (tedesca, ovviamente). La casa è enorme (c’è anche la sala da biliardo ed uno spledido giardino con piscina) ma l’architettura un po’ barocca (mosaici, statue di pietra, ferro battuto) ed un'”originale” arredamento la rendono abbastanza tetra .. Ricorda la villa della Famiglia Addams ! Io e Lore scherziamo su cosa potrebbe accadere nella nottata..

Felix ci “adotta” subito e ci attacca un bottone interminabile, però rivede tutto il nostro viaggio, suggeredoci itinerari, strade non acora sulla mappa, località dove dormire, mangiare ecc… Una vera forza della natura !! Abbiamo una gran fame … Se chiediamo a lui una dritta finiremo per mangiare a mezzanotte … Ma alla fine va abbastanza bene, anche perché accettiamo subito la sua prima proposta per un ristorante proprio lì accanto, “The wild fig tree”: la cucina è davvero ottima (direi nouvelle cuisine africana), io prendo uno spiedino di coccodrillo, albicocche e timo buonissimo … (in realtà la carne di coccodrillo non sa praticamente di niente – gusto, colore e consistenza del pollo – ma il mix di ingrediente lo rende davvero gustoso).

Stasera abbiamo messo anche benzina che, ovviamente, anche qui costa meno che in Italia, ci sono distributori sempre aperti (con persone, non selfservice) ma tutti accettano solo contanti (mancia inclusa, ovviamente).

Mercoledì 6 agosto: Sabie – St. Lucia L’attraversamento dello Swaziland (stato monarchico, incluso nel Sudafrica, un po’ come il nostro SanMarino) potrebbe essere evitato, se non fosse che si trova sulla strada più breve per arrivare a St.Lucia, sull’oceano indiano.

Sono circa 700 km di niente, l’unica cosa che si nota è lo stacco di povertà rispetto al Sudafrica, che fa pensare: forse la popolazione originaria, una volta finita (almeno “di diritto”) l’apartheid (primi anni ’90) ci ha pensato bene a rovesciare il sistema economico vigente (come molti temevano, vedi anche Hong Kong quando è tornato alla Cina), perché una fuga massiccia di capitale “occidentale” avrebbe fatto sprofondare il paese nella situazione poco incoraggiante di tutti gli altri stati africani.

Quindi, è vero che – di fatto – la “separazione” non è finita: ovunque le attività sono gestite esclusivamente da bianchi, dove i neri sono autisti, camerieri, domestici, ecc., ma forse sempre meglio che nelle baracche in mezzo alla savana ! Credo che il processo di affrancamento sarà lungo, non poteva essere implemetato solo da una legge … Forse il problema avrà una soluzione “demografica”: i bianchi – già al 25% della popolazione – sono meno prolifici dei neri; i nuovi arrivati non sono coloni europei, ma immigrati (spesso clandestini) che premono all’africa subsahariana … Magari non ci sarà una fuga, ma sicuramente un'”estinzione”.

Arriviamo a St. Lucia che il sole sta per tramontare (in questo periodo alle 17:30 è buio, ed è impossibile circolare perché non c’è l’illuminazione stradale … Ma persone ed animali ovunque).

Non troviamo il “caratteristico villaggio di pescatori” che ci attendavamo, ma una via di mezzo tra il ClubMed ed una periferia residenziale americana: una decina di strade in tutto, con nomi da bungalow (Pellican Street, Dolphin Ave etc) e villette (la maggior parte sono B&B) con piscina e prato all’inglese; una sola via principale con ristoranti, pompe di benzina e negozi con articoli da pesca e da surf.

Noi abbiamo prenotato 3 notti al “Bhangazi Lodge”, ottimo in tutto: arredamento in stile “safari”, accesso ad Internet, parcheggio … E gestore disponibilissimo.

Ci ha fatto il bucato ed ha prenotato per noi il Whale watching (letteralmente avvistamento delle balene) che ci aspetta alle sei di domani mattina.

Giovedì 7 agosto: St. Lucia (Whale watching) La sveglia suona alle 5 .. Dopo i safari al Kapama ci siamo abituati, tanto la sera alle 9 al max si dorme .. E già a cena cominciamo a “ciondolare”.

Vestizione con tutto quello di più pesante che abbiamo, e arrivo all’appuntamento che è ancora buio pesto (bisognerà aspettare le 7 per il sole che, però, quaggiù sale velocissimo): ci raccatta una specie di camionetta militare che si dirige subito verso la spiaggia, dove “incontriamo” la nostra barca montata su un rimorchio … La carovana si dirige direttamente verso l’acqua, il trattore fa 2 manovre e siamo pronti a salire a bordo.

Ci fanno indossare ceratone e giubbotti salvagente, ci tolgono borse, macchine fotografiche .. Anche gli occhiali ! .. Tutto viene chiuso nella stiva a tenuta stagna… La cosa si fa seria, soprattutto quando il nostro pilota ci informa sadicamente che non si stratterà di una crociera, ma di una vera avventura ! Detto questo, parte alla ricerca della balene, lanciando l’imbarcazione a velocità folle contro onde di 6 metri.

La sensazione più simile che mi è venuta in mente è quella di quando a Mirabilandia ci si butta con un barcone da uno scivolo, con tonfo di atterraggio e cascata d’acqua che ti sommerge: davvero 2 ore di terrore puro a prendere vento e acqua da tutte le parti, aggrappati dove possibile per paura di essere sbalzati fuori.



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