Su e giù per Varsavia

Tre giorni a spasso per la capitale polacca, una città dinamica, giovane e in continua trasformazione anche se legata al suo tragico passato
 
Partenza il: 14/05/2018
Ritorno il: 17/05/2018
Viaggiatori: 1
Spesa: 500 €

Ho visto molte città distrutte dalla guerra, ma da nessuna parte ho visto una simile devastazione”. Queste erano allora le parole del presidente americano Eisenhower durante una visita a Varsavia nell’immediato dopoguerra.

Guardandola oggi ha dell’incredibile pensare che circa 70 anni fa questi stessi luoghi non erano altro che rovine a cielo aperto… sembra quasi che si parli di un’altra città. Varsavia è una capitale dinamica e moderna, proiettata verso il futuro ma che tuttavia non vuole certo dimenticare gli orrori subiti nel suo passato. Il centro storico (stare miasto) è stato ricostruito fedelmente tra il 1949 e il 1963 ed è oggi patrimonio dell’umanità dall’UNESCO fin dal 1980. Il distretto finanziario invece, con i suoi edifici moderni e i suoi grattacieli, sottolinea come la città non sia solo legata al suo passato ma abbia anche un occhio rivolto verso il futuro.

Tutto il viaggio è stato prenotato su internet; il volo su e-dreams al costo di 81,19 € mentre l’albergo su trivago per 156,42 € per 3 notti, dal 14 al 17 maggio. Il volo di andata con la compagnia Wizz Air mentre il ritorno con Ryanair.

PRIMO GIORNO

Si parte puntualmente da Bergamo alle ore 09:00 e alle ore 11.00 l’aereo atterra felicemente all’aeroporto Chopin di Varsavia, piuttosto piccolo benché sia quello principale e più vicino alla città. Il fuso orario è lo stesso. La Polonia fa parte della comunità europea, per cui per entrare è sufficiente la carta di identità valida per l’espatrio. Purtroppo però non ha l’euro e quindi la prima cosa da fare è cambiarne un po’ nella valuta locale: gli zloty. Per 200 € mi danno 672 zloty, che quindi fa poco meno di 30 centesimi per ogni zlt. È meglio non cambiare troppi soldi in valuta locale e usare magari la carta di credito, accettata dappertutto a Varsavia. All’ufficio turistico prendo la mappa della città, quella dei mezzi pubblici (ben 2) e mi faccio dare le indicazioni per raggiungere l’albergo. Bisogna prendere il treno S2 fino alla fermata Stadium, e poi prendere la metropolitana per una fermata fino al capolinea Dworzec Wilenski.

A Varsavia ci sono solo 2 linee della metropolitana, moderne e efficienti; la linea 2 (la più recente) può a pieno titolo ritenersi una delle attrazioni della città, anche se conta solo 7 stazioni fino ad ora. La città si gira benissimo con i mezzi pubblici, che sono molto puliti e numerosi (non ho mai dovuto aspettarne uno più di 5 minuti) mentre le distanze e i tempi di percorrenza sono tutto sommato brevi. Consiglio perciò, prima di comprare abbonamenti giornalieri o settimanali, di valutare bene il tragitto e magari di orientarsi sui biglietti validi per 90, 75 o addirittura 20 minuti reperibili in una qualsiasi delle numerosissime biglietterie automatiche. Scelgo appunto questa ultima opzione al prezzo di 3,40 zlt che però devo usare per due volte. Pazienza. L’albergo, l’Hit hotel, si trova al capolinea della metropolitana 2, a due passi dallo zoo, a poca distanza da centro storico che è raggiungibile anche a piedi. Consiglio questa sistemazione a tutti indistintamente per la sua pulizia, la posizione e per il fatto che anche se è un due stelle ha i prezzi di un b&b (colazione compresa) e il confort di una sistemazione di categoria superiore. Purtroppo però arrivo davanti alla reception alle 13.00 mentre il check-in è alle ore 15.00. Lasciato quindi il bagaglio in hotel mi dirigo di buon passo verso il centro storico, dove arrivo dopo circa 20 minuti di cammino. Nel tragitto passo a fianco del parco situato davanti allo zoo; molto ben tenuto. Il tempo è abbastanza soleggiato ma con parecchie nuvole, l’ideale per passeggiare. Dopo una breve sosta sul ponte Slasko-Dabrowski per fare qualche scatto dalla Vestola, eccomi in Piazza del Castello. Qui troviamo il Castello Reale, residenza originaria dei re polacchi e successivamente sede del parlamento polacco. Il castello originale fu distrutto dai nazisti durante la rivolta di Varsavia; quello di oggi è una ricostruzione minuziosa completata nel 1984. Al suo fianco la Colonna di Sigismondo eretta nel 1644 in onore del re Sigismondo III, anche questa ricostruita dopo la guerra. Addentrandosi nei vicoletti si raggiunge Piazza del Mercato, con al centro la statua della Sirenetta, protettrice della città.

Anticamente questo era il centro nevralgico di Varsavia, dove si organizzavano cerimonie, fiere e le esecuzioni dei condannati a morte. Oggi ospita numerosi ristoranti (dove si può anche mangiare all’aperto vista sirenetta), gelaterie e negozi di souvenir. Da un lato della piazza si nota la targa, dono dell’UNESCO, per commemorare l’incredibile opera di ricostruzione, soprattutto grazie ai dipinti, alle foto e ai ricordi dei sopravvissuti. Dato che ormai sono le 15.00 passate decido di tornare in albergo per fare il check-in e concedermi un po’ di riposo. Prima mi fermo per una sosta da Starbucks, dove spendo 16,85 zlt per un cappuccino e una brioches. Cari ma abbastanza buoni. Dopo aver disfatto i bagagli e un breve riposo, visto che ormai è ora di cena, rieccomi di nuovo nella città vecchia per cercare di saziare il mio appetito. Prima mi fermo al mercatino dell’artigianato in Piazza del Castello, giusto per dare un occhiata ai souvenir più tipici, anche se a dire il vero vendono un po’ di tutto. La scelta cade, in maniera del tutto casuale, sul ristorante Z GARA I PIECA, al limite di stare miasto. Si tratta di un locale assai piccolo ma molto molto carino, con gli interni “disegnati” sulle pareti bianche. Qui assaggio i pierogi, i famosi ravioli di carne tipici della cucina polacca. Con 37 zlt mi sazio con una porzione di 5 ravioli con bacon e formaggio e una bottiglia di acqua da 33 cl. Riprendo quindi il mio vagabondaggio passando davanti al Barbacane, l’ultimo vestigio della fortezza che proteggeva l’accesso alla Città Vecchia, ed entro così nella Città Nuova (nowe miasto). Proseguo dritto fino alla Piazza del Mercato della città nuova e poi giro verso la Vestola incrociando la statua di Madame Curiè appena sopra il parco delle fontane multimediali. Qui le fontane danno spettacolo emettendo i getti d’acqua in sincronia con un sapiente gioco di luci che merita una visita in notturna, quando il sole sarà tramontato. Sembra che d’estate organizzino uno show serale con anche la musica di sottofondo che fa il tutto esaurito. Siccome la stanchezza comincia a farsi sentire torno sui miei passi verso stare miasto, questa volta però seguendo il perimetro delle antiche mura. Ed è così che incrocio altri due simboli della città: la statua al piccolo insorto, in memoria dei bambini che parteciparono alla rivolta di Varsavia del ’44, e la statua di Jan Kilinski, il calzolaio condottiero del popolo durante l’insurrezione del 18° secolo. Si è alzato un vento piuttosto freddo nel frattempo e ha cominciato a piovere ma dura poco per fortuna. Prima di rientrare mi concedo un caffè in un locale della catena Costacaffè: 7,50 zlt per un espresso scadente. Fregato!

Guarda la gallery
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piazza del castello

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piazza del mercato

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la sirenetta

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tomba del milite ignoto

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palazzo della cultura

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chiesa di santa croce



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