Su e Giu per la Baja California

08/06/2008 – PRE-PARTENZA E’ ormai diventata un’abitudine consolidata (e molto sana!) quella di anticipare il viaggio a Malpensa il giorno precedente il decollo. Sarebbe inutile sommare i malefici influssi di una levataccia molto prima dell’alba alle già numerose ore di volo e sbattimento che ci aspettano negli aeroporti di mezzo mondo. ...
 
Partenza il: 09/06/2008
Ritorno il: 27/06/2008
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

08/06/2008 – PRE-PARTENZA E’ ormai diventata un’abitudine consolidata (e molto sana!) quella di anticipare il viaggio a Malpensa il giorno precedente il decollo. Sarebbe inutile sommare i malefici influssi di una levataccia molto prima dell’alba alle già numerose ore di volo e sbattimento che ci aspettano negli aeroporti di mezzo mondo. Quindi: il volo intercontinentale è il 9 giugno, noi partiamo il giorno 8, per dormire nelle vicinanze dell’aeroporto e poterci svegliare all’indomani ad un orario potabile, belli freschi e riposati, pronti per affrontare il lungo spostamento.

Come d’abitudine ci appoggeremo al Malpensa House, che per 57,50 Euro ci mette a disposizione una camera doppia.

Da non sottovalutare l’effetto psicologico “allunga-vacanza” (si ha l’illusione ottica e mentale che il viaggio duri un giorno in più… Siamo veramente suonati!).

09/06/2008 MILANO MXP-PHILADELPHIA-SAN DIEGO Sveglia alle 7,00 (quindi neanche un orario da minatori), check-in a Milano MXP e poi US Airways per Philadelphia. Il volo scorre a meraviglia e il pilota ci fa un piccolo regalo: atterriamo con 45 minuti di anticipo. La baldoria per il regalo dura poco perché il successivo volo per San Diego partirà in ritardo di quasi due ore sulla tabella di marcia.

A San Diego incontriamo Laura, mexicana d.O.C., conosciuta tramite internet, che si è gentilmente offerta di venirci a sdoganare all’aeroporto per portarci a dormire a casa sua, a Tijuana. Gentilissima, perché in questo modo ci fa risparmiare un totale di tempo prezioso (saltiamo a piedi pari una notte in hotel negli USA, passiamo subito la frontiera messicana, facciamo immediatamente la FMT e soprattutto domani mattina saremo già in aeroporto alle 9,00 per ritirare l’auto).

Se avessimo dovuto seguire la trafila tradizionale, tra taxi, autobus, treni, attraversamento pedonale della dogana e controlli vari, probabilmente saremmo ancora fermi là.

Da notare poi che per domani abbiamo in programma sulla tabella di marcia già il primo grande spostamento, Tijuana – Bahia de Los Angeles, una bella sberla da 650 km per 9 ore abbondanti di auto… C’è una certa emozione nel varcare la leggendaria frontiera a Tijuana, che fino a questo momento avevamo visto solo nei film come “Traffic”; dagli USA al Mexico stasera è tutto tranquillo e così passiamo immediatamente senza controlli. Dall’altra parte della carreggiata, in direzione opposta (Mexico – USA) la coda e il caos sono impressionanti.

La FMT (forma migratoria para turista) è un documento che viene rilasciato ad ogni frontiera e costa 22,00 usd: è assolutamente necessaria per chi si trattiene oltre la città di Ensenada per più di 72 ore (quindi il nostro caso).

Piccola nota: durante tutto il viaggio né polizia né militari ce l’hanno mai chiesta; meglio comunque averla per evitare fastidiosi contrattempi in caso di controllo.

Espletate le formalità doganali, Laura ci porta a casa sua, una specie di reggia nel cuore di Tijuana: mobili antichi in stile messicano, un labirinto di stanze, 6 cani e un giardino di tutto rispetto, con un angolo di deserto in miniatura. Dopo due tacos siamo costretti a salutare e a ricoverarci a letto; ormai stiamo facendo “30 ore per la vita”. E domani inizia il vero viaggio.

10/06/2008 – TIJUANA-BAHIA LOS ANGELES (km 650) Dritti all’aeroporto di Tijuana a ritirare l’auto dalla National che ci propone un prezzo altamente competitivo e ben più vantaggioso: poco più di 500,00 usd, con un risparmio di circa 200,00 usd su quello della Thrifty; un’offerta “che non potevamo rifiutare”.

L’auto è una Mitsubishi Lancer bianca, 5 porte, molto più che decorosa, che verrà con noi fino a Los Cabos e ci riporterà a Tijuana il 26/6.

Lo spostamento di oggi è piuttosto ambizioso: Tijuana – Bahia Los Angeles, 650 km per circa nove ore di viaggio.

Appena usciti dall’aeroporto di Tijuana costeggiamo il confine Usa, lungo il quale è stato costruito un muro alto diversi metri e con tanto di filo spinato per tentare di arginare l’immigrazione, poi inforchiamo la Mxc1D, l’autostrada a pagamento (cuota) che costeggia il Pacifico. Purtroppo stamattina c’è una cappa di foschia che non ci saremmo mai aspettati e così per i primi 130 km, fino a Ensenada, addio colori dell’oceano, sembra di essere a Milano. Piccola sosta per fare rifornimenti di generi di prima necessità in un supermercato e si riparte subito.

I centri abitati che incontriamo lungo il tragitto, a volte anche distanti decine e decine di chilometri uno dall’altro, sono un po’ tutti uguali: case e basse, piccoli empori con le insegne dipinte, qualche motel, le immancabili chiesette. Fino ad Ensenada la strada è a due corsie per senso di marcia, poi si restringe e diventa una normalissima carreggiata a due corsie, a tratti dritta a perdita d’occhio, poi tortuosa e piena di dossi e guadi, ma comunque con il fondo sempre in buono stato (alla faccia di quello che avevamo letto).

Il paesaggio più bello è quello del Desierto Central: appena lasciato il piccolo centro di San Augustin cominciamo a vedere migliaia di cactus e “cirio” (curiose piante del deserto alte diversi metri, a forma di carota rovesciata). Le soste per le foto sono d’obbligo. Le vedute sono straordinarie, cactus e rocce gigantesche, sassi di dimensioni esagerate. Da registrare che, come dice il detto, “la mamma degli stupidi è sempre incinta”: la maggior parte di queste rocce è stata rovinata da milioni di scritte “dammòre” fatte con le bombolette spray (e quindi indelebili). Ma ci sono anche indirizzi completi e intere famiglie che si firmano; qualcuno ha addirittura pensato di utilizzare le rocce come insegna pubblicitaria per il suo negozio di fiori a La Paz, mille chilometri più a sud; ci andremo senz’altro.

Dopo circa 600 km imbocchiamo la Mxc12, altri 60 km arriviamo a Bahia Los Angeles e il Mar di Cortez appare davanti a noi. Ormai è quasi il tramonto e non ci resta che cercare un posto per dormire stanotte e domani (così recita il nostro programma di viaggio).

Apriamo il quaderno delle ricerche, frutto del nostro lavoro degli ultimi mesi, e tiriamo fuori il nome di Casa Diaz, il posto meno costoso in assoluto.



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