Stati Uniti on the road 2

6000 chilometri attraverso gli USA: da Chicago a Los Angeles passando per il Grand Canyon
 
Partenza il: 19/07/2017
Ritorno il: 10/08/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Era da anni che avevo in mente di fare questo giro e quest’estate, appena se n’è presentata l’occasione, non ho esitato. Ho cercato di pianificare con cura il viaggio, le soste e le tappe, cercando di evitarne di troppo lunghe. Per fare questo ho utilizzato google maps e le due guide cartacee (EZ66 e Route 66), oltre al Big Road Atlas edizione 2017. Alla fine della fiera, considerando le deviazioni, i chilometri percorsi sono stati poco più di 6 mila.

19 LUGLIO

Partenza da Pisa con volo AZ1666 per Roma. Arrivo puntuale e, considerata l’ora risicata di tempo a disposizione, grande corsa per raggiungere il gate del volo AZ628 per Chicago. Volo così così, arrivo all’aeroporto O’Hare con un caldo asfissiante e ritiro del SUV al bancone Hertz. Si tratta di una Kia Sportage, ovviamente con cambio automatico. La macchina, noleggiata dall’Italia, alla fine ci costerà in tutto (optional, tasse e sovrattassa per riconsegna in luogo diverso da quello di prelievo) circa 2 mila euro per 21 giorni. Arrivati al Gateway Inn di Oakland, un sobborgo di Chicago, classico motel americano, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, ci restiamo due giorni, che dedichiamo a visitare la città. Consiglio di prendere il treno dalla vicina stazione e andare fino a Union Station, da qui la città è a portata di mano.

21 LUGLIO

Pochi km prima di entrare a St. Louis, sulla sponda dell’Illinois, ci fermiamo al motel Americas Best Value, vicinissimo all’uscita 11 della I50. Camera spaziosa e ben servita da un efficiente impianto di condizionamento (indispensabile, viste le temperature). Quasi attaccato al motel c’è un diner, Denny’s, anche questo tipicamente stelle e strisce. Visita alla città ma non all’arco, chiuso, come tutta l’area circostante, per lavori. La mattina, fatta colazione nell’angusta saletta del motel, partiamo, seguendo la Route 66 che, qui, comincia ad essere sfuggente e a nascondersi attraverso i campi immensi.

22 LUGLIO

Visita a Springfield, nel Missouri. Visita al Route 66 Car Museum e al Visitor Center della stessa Route 66. Dopo aver visto i Giardini botanici, andiamo a dormire al Best Western Route 66 Railhaven. La mattina successiva, fatta colazione, ripartiamo verso ovest. La notte è stata un po’ problematica: aria condizionata con impianto rumoroso, o sauna? Questo è il problema…

23 LUGLIO

Arriviamo al Quality Inn & Suites di Oklahoma City e lasciamo i bagagli per essere più liberi. Il locale, situato in una zona periferica fra due aeroporti, anche con il navigatore non sembra facilissimo da trovare. Ben tenuto ed accogliente; lo staff cortese e disponibile. Visitiamo il Myriad Botanical Gardens e il National Cowboy and Western Heritage museum. Partenza la mattina successive dopo una colazione ottima ed abbondante.

24 LUGLIO

Arrivati ad Amarillo, andiamo a dare un’occhiata alle famose Cadillac e non ne restiamo molto colpiti. Sono una decina di macchine, private di tutti gli organi, in pratica si tratta di carrozzerie, conficcate obliquamente nel terreno. Tutti i passanti possono sbizzarrirsi a spruzzarle con vernici spray, per cui il terreno è letteralmente ricoperto di lattine vuote. A cena andiamo al Cattleman’s Steakhouse, locale caratteristico con cameriere e camerieri con tanto di cappello e stivali da cowboy, reso celebre dalla sfida di man vs food. Ambiente piuttosto kitsch ma non malvagio. Chi mangia in un’ora una bistecca di circa 2kg non paga, altrimenti il conto è 72 dollari. Notte al Quality Inn West Medical Center, un buon motel.

25 LUGLIO

Tucumcari non offre molto al visitatore e le tre attrattive turistiche (grande sombrero sopra un locale, l’insegna di un motel e un negozio di souvenir a forma di tenda indiana) non mi sembra che abbiano molto di attraente. La cittadina non è ben tenuta, molte sono le case abbandonate e l’erbaccia cresce un po’ dappertutto. Ovunque si respira un’aria di rassegnato abbandono. Alloggiamo al Desert Inn, motel non eccezionale (camera piccola e condizionatore rumoroso) e andiamo a mangiare da Del’s, locale stile western.

26-27 LUGLIO

Proseguiamo alla volta di Santa Fe. La città è molto interessante con il suo contrasto fra la parte nuova e la vecchia, quest’ultima in stile coloniale spagnolo. Girare nel centro storico, dalla Plaza alla cattedrale di S. Francesco e alla Madonna di Loreto, non richiede molto tempo, visti gli spazi contenuti. Negozi di souvenir sono presenti in tutta l’area. Pernottiamo all’America’s Best Value Inn, motel non bruttissimo, ma che si vede ha conosciuto tempi migliori.

28 LUGLIO

Da Santa Fe ad Albuquerque si impiega poco più di un’ora. La città è grande e ben tenuta. Visite d’obbligo ai luoghi in cui sono stati girati i vari episodi di Breaking bad, le cui coordinate sono facilmente reperibili in rete. Non è agevole girare in città, specie nella zona in cui si trova il nostro motel, il Sandia Peak Inn, a causa dei lavori di un cantiere stradale, che impongono forti rallentamenti. Il centro storico ricorda, in scala minore, quello di Santa Fe.

29 LUGLIO

Lasciata Albuquerque e dopo una tappa a Gallup per sgranchirci le gambe e fare rifornimento, ripartiamo alla volta di Kayenta, in territorio indiano. La cittadina è minuscola e costituita da alcuni edifici sparsi nel deserto. Imbocchiamo la strada per la Monument Valley, dove arriviamo dopo circa mezz’ora. Foto di rito e giro della valle, prestando attenzione ad alcuni punti, dove sono emerse grosse pietre, che potrebbero danneggiare la macchina. Panorama molto suggestivo, anche se il caldo e la polvere sollevata dai veicoli in transito riducono un po’ il piacere di stare all’aperto. Pernottiamo al Wetherhill Inn, motel piuttosto costosetto (150 dollari a notte) gestito da indiani (che qui si chiamano “nativi”). Un ospite della struttura ci spiega che il fatto che gli indiani abbiano il monopolio delle sistemazioni fa sì che i prezzi siano alti per il servizio reso.

30 LUGLIO

Partenza di buon mattino per il Grand Canyon, lato sud. Presi due shuttle bus, arriviamo fino all’Hermit, propaggine più occidentale del canyon. Inutile dire che le vedute sono mozzafiato. Il panorama, da ogni angolazione, è stupendo. La sera scendiamo a valle, sulla Route 66, e alloggiamo all’America’s Best Value Inn di Williams. Sistemazione non malvagia, anche se la camera è piccola ed il condizionatore rumoroso. La cittadina è graziosa, anche se troppo sfruttata ai fini turistici.



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