STATI UNITI: California settentrionale, Oregon, Nevada

Viaggio "on the road" partendo da San Francisco e percorrendo tutto il tratto della costa del Pacifico fin quasi ai confini con lo stato di Washington; ritorno per la parte interna tra monti innevati, laghi salati, piccole cittadine e stese coltivazioni.
 
Partenza il: 24/04/2010
Ritorno il: 04/05/2010
Viaggiatori: 2

Pubblico il diario di uno dei miei primi viaggi negli Stati Uniti che mi ha lasciato un ricordo bellissimo tanto che vorrei rivisitare quei luoghi se, data anche l’età, non fossero così impegnative le ore di volo per arrivarci. Anno 2010, tanto entusiasmo, tanta voglia di vedere e conoscere: mio figlio Giovanni ed io partiamo nel mese di aprile per un viaggio “on the road” di 4.125 km; lui guida, io faccio da navigatore, la scelta degli hotel è puramente casuale ma non l’itinerario che prevede di percorrere tutta la costa sul Pacifico della California settentrionale e dell’Oregon. Non ho nessuna foto di questo viaggio ma le immagini, le vedute e i paesaggi sono ben custoditi nella mente e nel cuore. A coloro che avranno la pazienza di seguirci in quest’avventura, auguro buona lettura!

Partenza da Venezia con volo Air France, sosta a Parigi e da qui, dopo undici ore, arrivo alle ore 13,30 (nove in meno rispetto all’Italia) all’aeroporto di San Francisco; con il taxi ci facciamo accompagnare al motel Super6 che, tramite agenzia, avevamo prenotato assieme al volo. Domenica 25 aprile, è il giorno del mio compleanno e sono particolarmente felice. Con Giovanni ci rechiamo, a piedi, all’ufficio dell’Avis che dista quasi 600 mt. per noleggiare una comoda Nissan 4 porte con la quale, alle ore 10, ci immettiamo sulla 101 direzione nord verso San Francisco che ci appare all’improvviso con migliaia di casette stampate sulle colline, con grattacieli che sembrano costruiti con il “Lego” e molto diversi da quelli già visti in altre metropoli. Completano l’impatto di stupore e meraviglia le strade a “montagne russe” che vediamo ai lati della via dritta che stiamo percorrendo. Arriviamo in vista del “Golden Gate” tanto magnificato e la mia prima impressione è di delusione perché mi sembra “piccolo” ma, quando iniziamo a percorrerlo, mi rendo conto della sua maestosità e bellezza; si tratta di uno dei ponti sospesi più lunghi al mondo con la campata principale lunga 1.298 mt sostenuta da torri alte 227,4 mt con doppia corsia di marcia, una pista ciclabile e una pedonale: impressionante! Mentre lo percorriamo, Giovanni mi fa notare in mezzo alla baia la famosa isola di Alcatraz (isola dei pellicani) già penitenziario federale reso celebre per la detenzione di Al Capone e per alcuni film girati al suo interno. Il pedaggio di 2$ oggi non si paga perché è domenica. Appena superato il ponte, avremmo dovuto deviare sulla “1” ma, non avendo ancora acquistato la mappa della California, siamo arrivati fino a Petaluma, dove ci siamo fermati per mangiare qualcosa presso un locale messicano, acquistare la carta stradale e fare il punto della situazione. Dopo aver lasciato la “101” arriviamo a Two Rock poi a Bodega Bay sull’oceano Pacifico che si apre davanti ai nostri occhi con una distesa impressionante di rocce che emergono dall’acqua: visione che si ripeterà spesso e di cui parlerò anche più avanti. A sinistra l’oceano, a destra un vasto altopiano con prati coperti da fiori rosa e gialli di pianta grassa e altri mai visti, fichi d’India, bassi arbusti e pini nani. La strada si snoda lungo la costa rocciosa poi si alza ed entra in foreste di sequoie e boschi di pini, abeti e larici con tornanti ripetuti e fastidiosi. Alla fine tra su e giù, dentro e fuori foreste immense, oceano e colline, attraversato Mendocino (qui sono stati girati gli episodi della “signora in giallo”) arriviamo verso le ore 18,15 a Fort Bragg dove ci fermiamo presso il Travelodge Motel, molto bello con due camere matrimoniali. Dopo un breve riposo usciamo alle ore 19,00 per un giro di questo piccolo paese di 7.000 abitanti e per trovare la stazione da dove l’indomani dovremmo partire per una gita nell’entroterra attraverso la Skunk Train Railroad: costruita dai re del legname a partire dal 1880, questa linea ferroviaria di 64 km porta, per fitti boschi di sequoie, fino a Willits. Il percorso di oggi (320 km) ci ha condotto per strade solitarie senza paesi per lunghi tratti e con una velocità ridotta a causa delle molte curve e tornanti: siamo stati gratificati dalla bellezza dei paesaggi.

Lunedì 26 – Il viaggio in treno che avevo desiderato, è stato annullato a causa di non meglio precisate difficoltà lungo il percorso così partiamo alle ore 9,30 attraversando ancora numerose foreste di sequoie che in tanti punti formano delle gallerie incrociando in alto i loro rami impedendo di vedere il cielo. Sempre seguendo la “1” torniamo sulla costa, dove distese di ginestre dal bel colore giallo coprono i lati della strada; incrociamo e superiamo tanti ciclisti che percorrono piste a loro riservate come quella vicino a Rockport che misura 35 km. Ancora boschi e foreste e tornanti e riserve e parchi nazionali che si ripetono uno dopo l’altro in monotona ma spettacolare sequenza; facciamo una sosta a Legget dove entriamo in un fitto bosco di sequoie e ci fermiamo vicino a una gigantesca che è stata scavata come una galleria sotto la quale passano le macchine e anche noi la attraversiamo. Dopo aver abbandonato momentaneamente la costa, ci raccordiamo con la “101” che corre su un altopiano fino a Eureka dove ci siamo fermati un’oretta per mangiare qualcosa e riposarci per riprendere quindi la “1” che seguiremo per 140 km fino al confine con lo stato dell’Oregon. Prima però, a nord di Orik, attraversiamo i quattro principali parchi della California settentrionale: il Redwood che è il più vasto e il più giovane e i tre parchi statali di sequoie Prairie Creek, Del Norte Coast, Jedediah Smith che formano il cuore di un patrimonio dell’umanità e di una biosfera internazionale protetta. Mi piacerebbe fermarmi e visitare con calma uno di questi luoghi dove, leggo sulla guida, cresce ancora l’albero più alto del mondo (112 mt) e un sottobosco che abbonda di piante più piccole e altrettanto rare (le felci dei cervi, le felci a spada, l’acetosa e la violetta delle sequoie) e la fauna comprende l’alce, il salmone, l’enorme lumacone banana e varie specie di uccelli; purtroppo inizia a piovere e fa freddo così, appena superato il confine con l’Oregon, ci mettiamo alla ricerca di un hotel. Ci fermiamo a Port of Brookings presso un Best Western che ha disponibilità solo di una “suite” lussuosamente arredata, accessoriata, vasca Jacuzzi, vista strepitosa sull’oceano e prezzo molto alto (250 $) ma siamo così stanchi che accettiamo anche perché fuori grandina con lampi e tuoni; vedo decine di gabbiani che svolazzano sull’oceano in tempesta che mugghia in continuazione, pauroso ma nello stesso tempo affascinante.



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