Sri Lanka… sei elefanti si dondolavano sopra il filo di una bustina di tè

Un piccolo paradiso dove il verde brillante della giungla nasconde antichi templi in rovina, branchi di elefanti, grandi statue di Buddha scolpite nella roccia, piantagioni di tè che si estendono a perdita d’occhio
Scritto da: tus-operator
sri lanka... sei elefanti si dondolavano sopra il filo di una bustina di tè
Partenza il: 17/03/2016
Ritorno il: 31/03/2016
Viaggiatori: 6
Spesa: 2000 €

Uno sciame di fedeli vestiti in bianco si dirige in massa verso l’albero sacro (Albero di Bodhi), un grande ficus proveniente della pianta sotto la quale il Buddha ebbe l’illuminazione. Depositiamo le scarpe presso un chiosco ed entriamo scalzi (o con i calzini se preferite e se volete evitare di scottarvi le piante dei piedi camminando sulle pietre).

I fedeli portano in dono frutta fresca e grandi fiori. Anche noi depositiamo ai piedi dell’albero sacro una ninfea viola con entrambe le mani, come vuole la tradizione.

Donne e anziani che pregano, mangiano, si riposano sotto gli alberi mentre alcuni bambini lanciano dei boccioli di fiori alle scimmie. E’ un caos fatto di colori, suoni e preghiere.

La grande e bianca stupa/dagoba Ruwanwelisseya, alta più di 50 metri e larga 300, viene imbiancata ogni anno, come vuole la tradizione. Che meraviglia! Ci si sente così piccoli ai suoi piedi che si percepisce un certo timore reverenziale.

Altre stupe, rovine, colonne di antichi monasteri, vasche scolpite e statue di buddha si susseguono in questo grande e verdissimo complesso archeologico. L’autista ci recupera ad ogni sito per cui la visita è piuttosto rapida (circa 3-4 ore) e decisamente comoda. Percorrere a piedi tutte queste distanze è impensabile con il caldo afoso e richiederebbe, ad ogni modo, almeno un’intera giornata.

Dopo aver pranzato in uno dei numerosi ristoranti per turisti che propongono un ricco buffet (è la soluzione più comoda se non potete farcela ad ingurgitare spezie), ci dirigiamo verso Habarana dove saliamo in groppa ad un elefante. Ci arrampichiamo tutti e sei sulla sua schiena e ci addentriamo nella giungla lungo un sentiero.

Si tratta proprio di un’attrazione per turisti (ed è pure cara – circa 15€ a persona) ma è un’emozione incredibile sedersi a cavalcioni sulla testa di questo grande elefante, vederlo così da vicino e sentire la sua pelle rugosa sotto le dita. Raja, il nostro l’elefante, è goloso di banane mature e, ogni volta che avvicina la proboscide verso di noi, gliene allunghiamo una. La afferra rapidamente e se la porta subito alla bocca.

L’hotel in cui siamo sistemati stasera è l’Aliya Resort &Sspa ed è uno spettacolo. Non solo è moderno e curato ma il personale è estremamente gentile. Per la verità in ogni hotel, ristorante o negozio i cingalesi sono sempre particolarmente gentili e sorridenti. Data la temperatura pomeridiana, che è salita ulteriormente rispetto a stamattina, ci concediamo un po’ di relax nella lunga piscina che ha come sfondo la rocca di Sigiriya (che visiteremo domani).

Gli hotel turistici dello Sri Lanka sono quasi tutti posizionati al di fuori dei centri abitati per cui la sera, dopo aver cenato, c’è ben poco da fare. La guida sconsigliava di uscire al calare del sole per via della piccola criminalità (ma a me è parso tutto così tranquillo…) e per la chiusura delle attività (negozi e ristoranti chiudono piuttosto presto e non c’è una vera e propria vita notturna). Seppur cenare in locali tradizionali possa essere più stimolante, bisogna ammettere che non se ne vedono molti (se non dei chioschetti lungo le strade) e chiudono comunque piuttosto presto. Meglio quindi prenotare la mezza pensione in hotel.

QUARTO GIORNO (20 marzo) – Polonnaruwa e Sigiriya

A colazione ci ingozziamo di dolcetti e frutta fresca. Ma non siamo gli unici ad avere la pancia piena. Lungo il viaggio verso Polonnaruwa vediamo un varano che, pigramente, esce dalle acque di un fiumiciattolo per ricevere un pezzo di pesce ogni volta che arriva un gruppetto di turisti.

Le rovine dell’antica città di Polonnaruwa sono senza dubbio i più belli e ricchi dello Sri Lanka (biglietto ingresso 25$). Tra le piante di una giungla verde e luminosa si nascondono una gran quantità di colonne, templi, statue e palazzi reali. I punti di interesse sono distribuiti su una superficie piuttosto ampia (durata visita circa 3-4 ore) quindi, se non avete la possibilità di accedere con la vostra auto o a bordo di un pulmino, vi conviene noleggiare una bicicletta nei pressi dell’ingresso.

Magnifica la Sala del Consiglio, a poca distanza dalle rovine del Palazzo Reale, con gli eleganti bassorilievi che decorano il basamento a gradoni. Poi, proseguendo più avanti, ecco il celebre tempio circolare, ben conservato, con le meravigliose scalinate scolpite e con quattro Buddha seduti ad osservare in eterno i quattro punti cardinali. Lo stupore aumenta man mano che proseguiamo la visita. La ricchezza di questo sito archeologico è davvero notevole.

Nelle tappe successive visitiamo due gradi stupe, una imbiancata e l’altra ristrutturata senza rinnovare l’intonaco. Quale delle due è la più bella? Non saprei. Una colpisce più per la sua spiritualità mentre l’altra per il suo fascino evocativo.

A piedi scalzi, in segno di rispetto, ci avviciniamo poi alle sorprendenti statue di Buddha interamente scavate nella roccia. Il dolce sorriso del Buddha morente ci trasmette una sorprendente serenità. Viene voglia di chinare la testa come quando si riceve una benedizione.

Le scimmiette saltellano davanti a noi e qualcuna si accoppia noncurante dei turisti e dei numerosi venditori di souvenir e di ananas. Siri, la nostra guida, ce ne compra qualche sacchetto per farci recuperare le energie prima della nostra tappa successiva, una vasca a forma di fiore di loto.

Lungo il viaggio di ritorno, sostiamo presso una fabbrica artigianale che produce sculture in legno. Sono veramente bellissime ma hanno dei prezzi esagerati (troverete altrove altri negozi in cui, contrattando, porterete via il pezzo a quasi metà prezzo!). C’è di buono che almeno i venditori non sono insistenti come in altri paesi.

Dopo un pranzo tranquillo, prolungato per evitare di affrontare la prossima meta sotto il sole cocente, proseguiamo per la Rocca di Sigiriya, una rupe che si eleva per 200 metri sopra la giungla circostante (biglietto ingresso 30$). Nel V secolo un sovrano cingalese fece erigere un palazzo sopra l’altura e circondò la base con mura, piscine e splendidi giardini. Oggi rimangono solo alcune rovine (restaurate dall’Unesco) ma un tempo doveva essere incantevole. E con il caldo massacrante sarebbe bello potersi tuffare ancora in una piscina!

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