Spagna del Sud

Fly e drive da Barcellona a Cadice e ritorno via siviglia. Famiglia con 2 ragazzini
 
Partenza il: 16/08/2018
Ritorno il: 31/08/2018
Viaggiatori: 4
Spesa: 2000 €

Volevamo fare una vacanza un po’ diversa dalle solite spiagge, mare ed appartamenti. Un po’ di visite in rete ad hotel e sistemazioni in italia e ci siamo subito resi conto che ferie itineranti nel bel paese per una famiglia di 4 persone avrebbero sfondato il budget dopo poco.

E quindi ? torniamo ad uno dei nostri grandi amori … la Spagna !! una parte che non avevamo ancora visto (se non io, in età “discotecara”) era la costa del sud. Ed allora apriamo le mappe ed iniziamo a tracciare a “grandi linee” le rotta. Dopo un po’ di letture di diari di viaggi iberici e blog vari sulla costa mediterranea, pensiamo di lanciarci in un tour cha abbracciasse anche qualche paesaggio atlantico… e così iniziamo a prenotare volo, auto ed hotel. Alla fine il copione prevede volo a/r da Torino per Barcellona, discesa fino a Tarifa, risalita a Cadice e rientro a Barcellona via Siviglia e Cordoba in due settimane (dal 17 al 31 Agosto 2018).

In dettaglio le nostre tappe :

Tarragona

Valencia (città dell’arte e della scienza)

Guadalest e Palmeto di Elche

Deserto Tabernas e Western Leone

Parco naturale Cabo del Gata

Granada e l’Alhambra

Nerja

Malaga

Ronda

Parco naturale di Fuengirola e Mijas

Gibilterra

Tarifa

Cadice

Siviglia

Barcellona

Un’altro fattore da tenere conto è che viaggiamo con i nostri due ragazzini di 10 e 12 anni, un’ età alla quale (per usare un eufemismo) non si ha ancora un grande interesse per città d’arte e musei ! Quindi cerchiamo di realizzare un tour adatto anche alle loro esigenze.

Volo ryan air da Caselle ed arrivo in Catalunia con la pioggia. Affittiamo una renault capture con Hertz all’aeroporto di El Prat e riusciamo ad infilare le nostre 3 valigie (2 grosse ed un bagaglio a mano) per miracolo!

Dopo ca un’ora di trasferimento a Tarragona, prendiamo possesso della camera all’Hotel SB Express Tarragona e tentiamo una visita alla città, ma la pioggia scende ancora in maniera persistente. Allora giriamo un po’ in macchina e poi ci dirigiamo al ristorante serale (l’Ancora, in zona porto), dove arriviamo in orario inconsueto per gli spagnoli. Va considerato che quando noi ci siamo seduti molti stavamo ancora prendendo l’aperitivo; infatti nessun locale prima delle 9.00/9.30 si avvicina ad un ristorante ! il grosso arriva tra le 10 e le 11 e più si scende, più è vero; ma anche noi non ci metteremo molto a capire ed adeguarci ai loro orari. Uno delle usanze più piacevoli dei nostri cugini spagnoli sta proprio nella convivialità e nella condivisione del tempo seduti ad un tavolino (ma anche in piedi) bevendo cervesa e mangiando tapas. Le tapas le definerei come dei piccoli manicaretti a base di carne, pesce o pasta ed elaborati in maniera sfiziosa. Sono di dimensioni ridotte rispetto ad un piatto classico e talvolta vengono serviti in maniera originale; si accompagnano ovviamente a birra se non sangria o vino, specialmente blanco. Nel sud la prima tapas è compresa con la bibita.

Il mattino dopo, con un bel sole, facciamo un ampio giro a Tarragona visitando sia la balconata sul mare, dal quale vedremo uno dei tantissimo stupendi panorami, la cattedrale ed il centro storico. L’interno della cattedrale è difficile da dimenticare così come il portale dell’ingresso che ritroveremo simile in molte altre visite successive.

La visità impegna un po’ tutta la mattina, per poi ripartire per Valencia. L’idea è quella di farci il primo bagno spagnolo alla spiaggia di Malvarrosa che raggiungiamo dopo circa 2 ore e mezzo di viaggio. La prima impressione di Valencia è quella di una città ordinata e pulita, con enormi vialoni da 4/5 corsie per carreggiata. Arriviamo al parcheggio della spiaggia nel tardo pomeriggio e l’impatto non è il massimo : la zona credo sia una delle poche degradate di Valencia, frequentata non proprio dalla crème della società. Lasciamo l’obolo al parcheggiatore e “attraversiamo” 200 metri circa della bella spiaggia per arrivare al bagnasciuga, lambito da un mare dal quale i nostri ragazzini non volevano più venire via.

Pernottiamo (per ben 2 notti di fila!) al Tryp Valencia Feria, non vicino al centro ma comodo per la città dell’arte e della scienza, la cui visita inizia al mattino successivo. La prima parte l’abbiamo dedicata alla bellissima sezione oceanografica, sicuramente il migliore “acquario” che abbiamo mai visitato (tanto per fare un confronto, Genova è ridicolo) paragonabile, per esempio, a quello di Tenerife. Non vi aspettate un spettacolo esaltante dalla vasca dei delfini : i semplici numeri che vedrete fanno parte di un contesto diretto più che altro a lanciare il messaggio che la struttura vuole dare, ovvero la salvaguardia dell’ambiente marino (con numerosi video e proiezioni a contorno); forse questo può lasciare un pizzico di delusione. L’atmosfera rimane comunque magica e quando tutto il pubblico riecchieggia l’immancabile ex-tormentone estivo Despacito corrono i brividi lungo la schiena, quasi a volere sottolineare la forte identità iberica di questo popolo ! La doppia vasca tropicale e il tunnel che passa sotto la grande vasca valgono da sole il biglietto che (comprato dall’italia) comprendeva ancora la visita della città dell’arte, la visione del cinema 4D Imax e il planetario (sul tema Marte). Ottima cena al restaurant La Paz in zona lungomare ovviamente con paella valenciana e sangria.

Al mattino partenza mattiniera verso Sud con destinazione Guadalest, una paesino a 500m di altezza di origine musulmana che conserva un centro storico che è stato dichiarato dall’Unesco Complesso Storico – Artistico e dal quale si può contemplare un panorama splendido. Dopo avere pranzato nella caratteristica piazzetta, ripartiamo per il palmeto di Elche, il cui giro nel giardino, nonostante il caldo, non può lasciare indifferenti per la quantità e la varietà di palme che invade ogni spazio libero di terreno, caratteristica estesa a tutta la zona che attraversiamo in auto. Nel tardo pomeriggio arriviamo all’ Hacienda del Álamo, a fuente, un complesso di case vacanze e seconde case costruite nel deserto e lontano 20 minuti da Cartagena, con una splendida piscina ed una appartamento molto spazioso e ben curato. La sera a Cartagena da Tio Andres dove abbiamo avuto una delle cene migliori del tour ma con un tempo di attesa della “cuenta” infinito.

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