Spagna del Nord: Da Cap de Creus a Cabo Finisterre

(NB: mi scuso per gli eventuali errori nella toponomastica) Partiamo senza itinerario, ma sappiamo quale sarà il punto di partenza: - Figueres: cittadina della Catalogna, in posizione strategica a pochi km dal confine. Dal Nord Italia si raggiunge in massimo 12 ore di macchina. Noi viaggiamo di notte fermandoci a riposare in una piazzola di...
 
Partenza il: 31/08/2004
Ritorno il: 10/08/2004
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 500 €

(NB: mi scuso per gli eventuali errori nella toponomastica) Partiamo senza itinerario, ma sappiamo quale sarà il punto di partenza: – Figueres: cittadina della Catalogna, in posizione strategica a pochi km dal confine. Dal Nord Italia si raggiunge in massimo 12 ore di macchina. Noi viaggiamo di notte fermandoci a riposare in una piazzola di sosta ed arriviamo a meta nelle prime ore del mattino. Oltre al pregio logistico (vicinanza al confine e habitaciones economiche e sempre mezze vuote) la città è sede della Casa Museo della Fondazione Salvador DALI’ ed è un ottimo punto di partenza per le escursioni in COSTA BRAVA. A pochi km infatti c’è la suggestiva località balneare di Cascades in cui Dalì trasse ispirazioni grazie alle formazioni di roccia “lunari”.

– il secondo giorno decidiamo di attraversare la MESETA per raggiungere il nord della Spagna, passando per SARAGOSSA. Arriviamo nella capitale d’Aragona nel primo pomeriggio e ci facciamo una passeggiata. In contemplazione degli strani accostamenti della piazza monumentale intuiamo che Saragossa meriterebbe una visita notturna, come è consigliato nei volantini del centro turistico e dagli imponenti fari di illuminazione dei monumenti.

– Verso le 18 arriviamo nella provicia della RIOJA, la regione dei vini, e intersechiamo la CARRETERA per cui passa LA ROUTE DE SANTIAGO. Vedendo i pellegrini a piedi ed in bici ci sentiamo colpevoli e sollevati allo stesso tempo. Visitiamo una città del cammino di Santiago, Najera, e delusi dalla carenza di attrattive decidiamo di seguire la ROUTE DEL VINO, capitale HARO. Cittadina meravigliosa, con rari esempi di archeologia industriale (fabbrica di farina in pieno centro storico), le GALERIAS alle finestre come nei paesi nordici e un sacco di posti dove mangiare. Pernottiamo in una fantastica habitaciones (solo 18 euro a testa) con un bagno da urlo nella piazza principale. Se passate in Rioja e amate il vino andate ad Haro! – Terzo giorno, percorriamo la carretera del cammino di Santiago visitando cittadine e monasteri. La cittadina di Santo Domingo della Calzada, avrebbe l’attrattiva della chiesa con il pollaio. Ben più notevoli sono le cicogne che nidificano sulle sgarruppate mura che chiudono il centro cittadino dalla squallida periferia del paese.

Per pranzo escursioniamo a piedi dal motastero di Yusi a quello di Susi e ci facciamo un panino immersi nel verde.

Nel pomeriggio arriviamo a BURGOS, nella Castilla Leon. Città di estremo interesse anche per via della bianca cattedrale, tra le più suggestive di spagna (anche se ad un certo punto le chiese gotiche sapgnole cominciano a sembrarti tutte uguali…). Poichè non troviamo habitaciones libere a Burgos decidiamo di raggiungere costa Cantabrica, non più di un centinaio di km a nord.

-LA VALLE DELL’EBRO. Per telefono ci danno il numero di un affittacamere a Puente Viesgo, località di passaggio quando si arriva in CANTABRIA dalla castiglia. La provinciale che da Burgos corre verso nord passa attraverso una zona di Canyon, dove l’Ebro scorre incassato e la strada corre in quota, in mezzo a lande desolate. Girato attorno ad uno spettrale lago (L’EMBALSE DE EBRO) si comincia a salire. Si tratta di un temibile valico chiamato PUERTO DELL’ESCUDO, perennemente avvolto nella nebbia. Quando la nebbia si dissolve non siamo più in Spagna. Siamo in IRLANDA. Pecore, prati verdi e casette di legno. Ma poi un cartello ci rassicura “WELCOME IN CANTABRIA”.

-Pernottiamo nell’inquietante locanda EL TROPICAL gestita da uno strano tipo (io pesavo fosse un uomo, Francesco pensava fosse una donna). La mattina raggiungiamo la costa cantabrica e proseguiamo subito verso ovest. A pranzo siamo nelle ASTURIE ad OVIEDO.

Nel pomeriggio, sempre in viaggio verso ovest prendiamo un uscita a caso dall’autovia e scopriamo la PLAYA DEL SILENCIO, non una spiaggia ma un luogo spirituale di un’altro mondo, dove ti aspetti da un momento all’altro apparire un vascello fantasma o una sirena. Se siete in viaggio per la costa Asturiana non mancate di cercare questa località! -A sera arriviamo a Porto Do Barcheiro (traduzione galiziana di barchero), tipico paesino di pescatori galiziano. Una vecchina ci consegna una stanza e a cena un vecchio lupo di mare ci consegna portate di moriscos e vino xoven (pronuncia scioven, vino novello) -Il giorno seguente, rifocillati dal paesino di pescatori visitiamo varie località costiere galiziane. A sera siamo a LA CORUNA. Forse la città più magica e meravigliosa del viaggio. Pernottiamo ad Arteixo (pronuncia arteiscio), località industriale fuori La Coruna, in un campeggio con spiaggia atlantica da Surfisti. Rischio di morire annegata. Nottata meravigliosa a La Coruna.

– Il giorno dopo arriviamo a FINISTERRE, l’estremo ovest spagnolo. Il fuso orario è italiano, quindi alle 10 di sera è ancora giorno! Campeggiamo in una località balneare della COSTA DA MORTE, poco fuori Finisterre. Il campeggio è immerso in una pineta e molto carino. La figlia del padrone del campeggio ci spiega tutte le spiaggette della zona. Peccato che piova spesso altrimenti sarebbe bello farsi un po’ di mare! Purtroppo non faremo in tempo a raggiungere il sud dove il clima è meno atlantico. Ci rilassiamo due giorni.

– Ultima tappa Galiziana: SANTIAGO. Cittadina strumentalizzata da chi vuol spillare soldi ai pellegrini, i numerosissimi negozi di souvenires e ristoranti ne intaccano lo spirito di grigia pietra solenne e bagnata di pioggia.

– visitata Santiago iniziamo il viaggio a ritroso sta volta attraverso l’interno. Pernottato a LEON il giorno dopo raggiungiamo BILBAO. La città è unica. Un reliquato post-industriale riqualificato dal museo GUGGENHEIM e da numerose altre iniziative urbanistiche e culturali. Ci rendiamo conto che il BASCO potrebbe essere una lingua aliena, ipotizziamo essere la lingua di una Atlantide poi sprofondata. La sera passeggiamo attraverso il centro storico chiamato siete calles, perchè costituito da un reticolato di poche calli. Peccato sia Lunedì altrimenti potremmo immergerci nella vera movida spagnola: dicono sia nata proprio a Bilbao. Non troviamo da dormire. Decidiamo di partire ma… Non troviamo più la macchina. Le strade della Bilbao Barocca sono tutte uguali. Dopo tre ore, a mezzanotte troviamo la macchina. Pranziamo in un ristorantino semplice e partiamo verso l’italia, passando per la Francia a nord dei pirenei. Dormiamo in una piazzola di sosta Francese (forse la stessa dell’andata) e nel tardo pomeriggio siamo a Casa.



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