Spagna
Per il secondo giorno è prevista la zona dell’Eixample. Sul Passaige de Gracia appaiono le “case” Morera, Amatler e Batlò (sulla sinistra) e continuando a destra Casa Milà. In direzione Diagonal altra casa Terrades e finalmente si arriva alla Sagrada Famiglia eternamente in costruzione con le sue gru e lavori in corso. La delusione è un poco sulla posizione, troppo centrale e trafficata e quindi non valorizzata (dietro solo un piccolo parco) ma la folla presente è tanta. Coda per entrare per due lati e quindi rinunciamo. La costeggiamo interamente per ammirare le facciate esterne e le torri. Continuiamo in salita verso l’Ospedale S. Croce, un edificio storico e molto bello. E’ ora di prendere la prima metropolitana (abbiamo acquistato nelle macchinette automatiche poste sotto un T10 che al costo di € 7,95 permette 10 corse non individuali con un risparmio notevole sul singolo biglietto che costa € 1,40). Ci dirigiamo, cambiando la linea (tutto è visibile e ben dettagliato nella metropolitana) alla fermata Vallcarca che permette di entrare nel parco dall’alto, dopo comunque aver percorso un tragitto “molto in salita” servito a tratti anche da scale mobili. Il parco è immenso e da visuale dall’alto è magnifica. Si entra in una zona verde per continuare nel percorso tipico di Gaudì (colonne oblique, panchine in roccia, costruzioni strane) e immancabili “vou cumprà” posti in ogni angolo, ma non invadenti. Si arriva alla piazza del serpentone che forma una panchina di mosaico. Sotto un imponente colonnato la sostitene. Le due case “da fiaba” segnano la fine del parco (o l’ingresso entrando dal basso). E’ ancora presto (il tutto fatto dalle 9 alle 15) e quindi possiamo andare a Piazza di Spagna. Passiamo per il parco Mirò e vediamo, in ristrutturazione l’Arena de Toro. Davanti a noi due torri veneziane (veramente come quella di Venezia) segnano l’ingresso del viale che porta al Palazzo Nazionale, davanti al quale la famosa fontana magica (funziona solo la sera e non sempre) che vediamo quindi all’asciutto. Il tutto sempre in salita. Da qui il paesaggio sottostante è favoloso. La zona dietro è quella delle olimpiadi del 1992. Visitiamo quindi lo stadio (accesso libero) e la grandissima zona intorno dove vi è anche il simbolo di Barcellona ossia la torre delle comunicazioni. Decidiamo di continuare a piedi direzione di nuovo ramble. La zona da attraversare non è delle migliori (raval) e quindi tengo stretta la borsa e iniziamo a scendere le viuzze del quartiere (zona anche cinese). Finalmente arriviamo a destinazione e ci concediamo il mercato della Boqueria anche se alle 6,00 molti chioschi sono già chiusi ma ci sono offerte economiche sulle vaschette di frutta che devono finire. Dopo una rinfrescata in hotel la serata sul mare e a maremagnum perché la stanchezza non permette altro. Ultimo giorno. Fatto il check out la fermata metro Barcelloneta vicinissima ci permette di arrivare alla destinazione più ambita da mio marito “il Camp Nou” del Barcellona. Consiglio di prenotare i biglietti via internet perché al costo di € 13,00 anziché € 19,00 richiesti all’entrata si ha la possibilità del tour completo (stadio e museo ingresso dalle ore 10,00 alla porta n. 9). Essendo la prima mia volta in uno stadio di calcio ho avuto una bellissima impressione (anche a detta di mio marito che è di casa allo stadio di Milano) e veramente anche dall’alto della tribuna stampa (35 mt) si vede benissimo il campo. Se si ha tempo consiglio questa tappa, pensate che si entra persino negli spogliatoi della squadra ospite (il giorno seguente si disputava la partita di Champion Legue con il Copenaghen) e si passa allo stadio direttamente come i giocatori che entrano in campo. L’uscita è obbligatoriamente passando per il mega store della squadra. La mattina è già passata e una nuova corsa in metro ci riporta alle solite ramble e al riposo sulla rambla del mar. Un piccolo tragitto a piedi per l’ultimo sguardo al parco della Ciutadella e all’arco di trionfo per finire alla stazione nord e aspettare (alle 18,45) il bus che ci porta a Girona per il volo delle 22,30 (piccolo neo finale, un ritardo di 45 minuti seguito poi, già sull’aereo, da un’altra ora per lo sciopero sui cieli francesi) con arrivo quindi ad Orio alle 1,45. Soddisfatti e stanchi pensiamo ora alla prossima tappa. Consigli pratici: visto le segnalazioni di borseggiatori vari, mi sono munita di spille da balia con sicurezza, quelle dei bambini, e con quelle ho bloccato le varie cerniere della borsa. L’aggiunta di un poco di attenzione ha evitato ogni guaio. La mappa che vi danno all’ufficio informazioni non è completa di tutte le vie, noi abbiamo portato con noi una cartina completa che ci è stata molto utile soprattutto nelle zone eixemple, parc guel e stadio, visto che le indicazioni stradali sono quali assenti. Acquistate l’acqua nei vari piccoli supermercati o negozietti meno cara che nei bar. Se decidete pranzare nel parc Guel ricordatevi di portare con voi il cibo e l’acqua perché non ci sono punti di ristoro (prima di entrare, sulle vie intorno alle scalinate, ci sono dei negozi).
