Sorprendente sardegna

La prima volta in Sardegna è stata una bella sorpresa, decisamente un'esperienza da ripetere, ma sempre fuori stagione. Noi ci siamo stati a fine settembre e ricordiamo con piacere la quasi solitudine e il silenzio di alcune spiaggette, le passeggiate tranquille per le vie di Porto Cervo e di Porto Rotondo, località ben note a luglio e ad...
 
Partenza il: 26/09/2008
Ritorno il: 05/10/2008
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

La prima volta in Sardegna è stata una bella sorpresa, decisamente un’esperienza da ripetere, ma sempre fuori stagione. Noi ci siamo stati a fine settembre e ricordiamo con piacere la quasi solitudine e il silenzio di alcune spiaggette, le passeggiate tranquille per le vie di Porto Cervo e di Porto Rotondo, località ben note a luglio e ad agosto per l’eccessivo affollamento, la facilità nella ricerca di un parcheggio, la disponibilità delle guide nei siti archeologici.

Per la verità molti negozi e strutture erano chiuse o stavano chiudendo, ma non ce ne siamo quasi accorti! Abbiamo visitato tutto quello che avevamo in progetto senza code, attese e caos, girando tutto il nord dell’isola, dalla Costa Smeralda ad Alghero, con la nostra auto.

Ci imbarchiamo a Livorno con la Mobylines alle 24.30 (ritardo di un’ora: unico incoveniente) per Olbia.

Se si viaggia di notte è consigliabile prenotare la cabina, che costa 58€ ma riposi!; infatti al ritorno avevamo solo la poltrona ed è stato massacrante.

Arrivati ad Olbia verso le 8. Abbiamo tutta la giornata a disposizione per esplorare le spiagge della Costa Smeralda ed arrivare nel tardo pomeriggio a Baia Sardinia dove abbiamo prenotato al Residence Rena Bianca: un complesso non nuovissimo ma carino con strutture di varie tipologie costruite davanti alla bianca spiaggia Battistoni, che si distende su un’ampia baia.Ci sorprendiamo perchè il monolocale con mezza pensione prenotato consiste in un appartamento comodo con ampia sala e terrazza sul mare, due camere e bagno.

Molte strutture alberghiere chiudono verso il 15/09, ma su internet si trovano parecchie soluzioni interessanti anche economicamente.

Durante i 7 giorni di soggiorno percorriamo parecchi chilometri, ma riusciamo anche a prendere un po’ di sole conoscendo spiagge incredibili.

COSTA SMERALDA Località alla moda come Porto Cervo , Porto Rotondo, Qualtu Poltu, Liscia di Vacca( con spiaggia troppo attrezzata!) ci appaiono grandi “centri commerciali” ora addormentati, carini, abbastanza rispettosi dell’architettura mediterranea, ma molto artificiali. Infatti il nostro giro è veloce: vogliamo vedere altro della Sardegna.

Qualcosa che vale la pena di visitare l’abbiamo trovato : la chiesetta di Porto Rotondo di A.Cascella con il soffitto in legno come la carena di una nave e la bianca chiesetta Stella Maris di Porto Cervo dell’architetto Busiri Vinci . Luminosa e molto raccolta domina dall’alto il porto; all’interno si trova una toccante Mater Dolorosa di El Greco.

Troviamo alcune spiaggette a sud di Porto Cervo e ci fermiamo a goderci il sole a Punta Capriccioli ( due calette a destra e due a sinistra del parcheggio, con acqua trasparente e rocce di granito), alla Spiaggia del Principe( seguire le indicazioni per l’hotel Romazzino) e alla Spiaggia Romazzino : luoghi incantevoli, senza cemento, ci si arriva a piedi in 10 minuti di discesa tra una ricca vegetazione.

ARZACHENA: zona nuragica Prima di arrivare ad Arzachena ci fermiamo a San Pantaleo, caratteristico paese di case di pietra chiara disposto intorno ad una piazza con una piccola chiesa all’estremità. Dalla piazza si diramano strette vie dove si affacciano casette ricoperte da piante rampicanti.

Ci sediamo al Caffè Nina, in piazza, a gustare pane carasau,olive nere, pecorino e salame serviti su un tagliere e a bere un bicchiere di vermentino.

A 2 Km. Da Arzachena visitiamo il Nuraghe Albicciu interessante per la struttura a labirinto; poi in paese in fondo a Via Limbara fotografiamo “il fungo”, un masso di granito enorme.

Ci dirigiamo verso Luogosanto dove si trova una delle piu importanti Tombe dei Giganti: ” Coddu Ecchju” con una stele centrale a forma ovale e una rilevante lunghezza; tutt’intorno vigneti ben allineati e querce da sughero. Siamo accompagnati da una guida in gamba e disponibile. La sorpresa è che in questi luoghi archeologici e nelle chiese visitate il costo del biglietto d’ingresso(2 o 3€) comprende anche la guida.

Proseguiamo verso Luogosanto e arriviamo alla necropoli Li Muri, sito che risale probabilmente a 3500a.C. Con tombe rettangolari.

SANTA TERESA DI GALLURA Visitiamo il vivace centro fondato dai Savoia, con la torre di Longosardo che si affaccia sul porto naturale da un lato e sulla spiaggia Rena Bianca dall’altro. Azzeccata è l’idea di fermarci a pranzare al ristorante Papè Satan, in un cortile interno,dove assaggiamo i mallodoreddus alla campidanese, gli spaghetti con bottarga e deliziose seadas.

Nel pomeriggio siamo a Capo Testa a godere di uno splendido tramonto in un giardino di sculture di granito. Lo scenario è unico, di fronte ci appare bianca e rocciosa la Corsica.

LA MADDALENA E CAPRERA Da Palau in 20 minuti di traghetto arriviamo alla Maddalena. Durante la navigazione, a destra verso Palau scorgiamo una roccia in alto con la forma di un orso( andremo più tardi fino a toccarla). Ci addentriamo nel centro storico curiosando tra i numerosi negozietti fino a Piazza Garibaldi molto animata e a Piazza Comando sul lungomare. Percorriamo la strada panoramica per fermarci alla Cala Spalmatore e verso nord a Cala Bassa Trinità con panorama stupendo dall’alto e ritorniamo in paese attraverso “Guardia Vecchia”, punto strategico per avere uno sguardo d’insieme sulle isole.

Ma la sorpresa più bella della Maddalena è per noi la scoperta di un posto unico “Testa di polpo”.

Complicato arrivarci, ma ne vale la pena! Venendo dalla Maddalena, prima del ponte per Caprera, girare a sinistra e percorrere fino in fondo una strada sterrata e un po’ sconnessa. Scoviamo calette stupende e vi rimaniamo un paio d’ore a gustare il silenzio, il caldo sole, la solitudine (solo qualche coppia qua e là) e il paesaggio incredibile con rocce dalle più strane forme.

A malincuore lasciamo quel paradiso e attraverso il ponte arriviamo a Caprera, isola ricoperta di vegetazione, aspra e rocciosa. E’ lunedi’ e il Compendio Garibaldino è purtroppo chiuso: in tanti dobbiamo accontentarci di intravedere la casa di Garibaldi dall’esterno.

Giriamo l’isola dirigendoci verso nord, ma mancano indicazioni stradali e non riusciamo ad arrivare in alcune spiagge che ci avevano indicato all’Ufficio Turistico. Tutt’intorno vediamo boschi, vegetazione incredibile e granito. Caprera ci lascia un po’ delusi.



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