Sono partita con le scarpe da trekking

Dedicato a chi scappa, dedicato a chi si sente vivo solo portando lo stesso paio di pantaloni per più di una settimana, dedicato a chi fa una carezza sulla testa dei bambini che chiedono l'elemosina, dedicato a chi odia trovare masse di turisti sul proprio cammino, dedicato a chi scappa dalle responsabilità a chi immagina una vita...
 
Partenza il: 23/12/2005
Ritorno il: 08/01/2006
Viaggiatori: in gruppo

Dedicato a chi scappa, dedicato a chi si sente vivo solo portando lo stesso paio di pantaloni per più di una settimana, dedicato a chi fa una carezza sulla testa dei bambini che chiedono l’elemosina, dedicato a chi odia trovare masse di turisti sul proprio cammino, dedicato a chi scappa dalle responsabilità a chi immagina una vita avventurosa a chi va a dormire solo per sognare.

Dedicato alle persone gentili, dedicato a chi ti cede il passo e a chi ti dà una mano con i bagagli, dedicato a chiunque si è incontrato una sola volta nella vita ma ci rimane nella testa, dedicato a chi si innamora ogni volta che prende un aereo, dedicato a chi si addormenta in autobus, dedicato a chi beve birra…

dedicato a chi non smette mai di viaggiare.

“Ogni nome è un uomo ed ogni uomo è solo quello che scoprirà inseguendo le distanze dentro sé Quante deviazioni, quali direzioni e quali no Prima di restare in equilibrio per un po’ Sogno un viaggio morbido dentro al mio spirito E vado via, vado via mi vida così sia Sopra un’onda stanca che mi tira su Mentre muovo verso sud Sopra un’onda che mi tira su Rotolando verso sud…” Venerdì 23/12/05 Sono partita con le scarpe da trekking. Volevo le scarpette rosse che ti portano dove desideri, come Dorothy ne “Il mago di Oz” ma le scarpe da trekking rosse non sono ancora state inventate! Il coord mi aveva detto che gli scarponi non erano necessari ma cercavo una scusa per comprare il mio primo paio e questa non potevo perdermela. L’Africa lo meritava. Ma io non la conoscevo l’Africa… Me le son messe venerdì sera nuove di zecca e sono andata in aeroporto dove mi sentivo un po’ sperduta e allora ho pensato a quanto sarebbero state di compagnia le scarpette rosse…Tuttavia quegli scarponi pesanti pesanti mi facevano sentire più forte e tutto sommato erano uno scudo protettivo contro l’ignoto che avevo davanti: l’Africa, un sogno per me che non mi ero mai allontanata di più di 4 ore di volo da casa.

L’aereo è decollato all’una di notte alla volta di Addis Abeba. La notte l’ho passata a chiacchiera con un etiope che sapeva del mondo molto più di quanto io potessi immaginare. Ho anche dormito qualche mezz’oretta qua e là ma avevo caldo e i piedi in fiamme. Cavoli che calde quelle scarpe! All’aeroporto di Addis Abeba ho tolto i pantaloni di pile ed ho messo su quelli di cotone, poi ho bevuto un tè, senza limone, accidenti che triste il tè senza limone…

Ma le scarpe leggere erano rimaste in valigia dunque i miei piedi hanno continuato a ribollire e così durante il volo fino a Nairobi. Non lo avevo considerato ma quel volo mi aveva portato al di là dell’Equatore. Avevo scavalcato “the Line”…

C’erano tante cose che non avevo considerato. Il caldo, il limone, le scarpe, la lunghezza del viaggio…

Sabato 24/12/05 Messo piede sul suolo di Nairobi inizio a respirare un’aria diversa. Fuori c’è un sole cocente, fiori coloratissimi, macchine sgangherate che si ricordano il cippo a Forcella, una luce accecante e la polvere, con la quale ho iniziato a fare amicizia. Fa caldo. Siamo al 23 dicembre ed è estate! Il pulmino che doveva portarci ad Arusha non era poi così male. Mi son seduta vicino ad Adele, prima conoscenza di questa avventura africana. Il resto del gruppo? Siamo 16. Dei volti che non avevo inquadrato ma poco mi importava in quel momento. Perché avevo ancora la mia solitudine a tenermi compagnia e sapevo che nessuno avrebbe potuto alleviarla. Solo l’Africa. Mi aspettavo molto da quella terra. Mi avrebbe deluso? Viaggiavo con la testa fuori dal finestrino e godevo del vento caldo sulla faccia. Sempre più caldo man mano che ci avvicinavamo alla Tanzania…Ma che è? Al confine ho fatto la mia prima figuraccia perché ero l’unica cui mancava il visto. Poi alla prima sosta ho comprato tutti i regalini e mi son tolta il pensiero. Forse presentivo che poco dopo non avrei più avuto lo stesso bisogno di pensare a chi avevo lasciato a casa e ai regalini??? Mah… Siamo arrivati all’hotel di Arusha verso le 19. Ci pareva mill’anni di lanciarci sotto la doccia dopo quasi 24 ore di viaggio. Ho preso la camera con Patty, la mia compagna di tenda, ci siamo lavate e siamo scese per la cena. Leggera, riso bianco, verdure cotte con una salsina speziata e del pollo e patate lesse…Mica lo sapevo che avremmo mangiato quello per i successivi 10 giorni! (Cioè magari, le patate e il pollo sono state poi un lusso…) Poi briefing. Mi sono spaventata. Le notti previste in tenda erano aumentate da 3 a 5 e pareva non ci fosse posto nei lodge. Tutti avevano l’aria un po’ sparuta ma sembrava gente abituata a viaggiare. E poi c’erano varie coppie. Si davano man forte. Dopo cena sono crollata. Patrizia dice che mi son posata sul letto e sono rimasta in quella posizione fino al mattino! E vorrei vedere…

C’è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore.

Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta.

Così come non credo che si viaggi per tornare.

L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perchè, nel frattempo, lui stesso è cambiato. Da sè stessi non si può fuggire.

Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio.

Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza. In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l’uomo un viaggio simbolico.

Ovunque vada è la propria anima che sta cercando.

Per questo l’uomo deve poter viaggiare.

A. Tarkowsky Domenica 25/12/05 Peccato che in albergo ci fossero l’albero e le lucine intermittenti. Avrei preferito non pensarci ma poi ho ceduto e, a colazione, ho augurato Buon Natale ai miei compagni di viaggio. Io, che ero partita per saltare a piè pari le feste. Natale. Capodanno. Epifania.



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