Slovenia fai da te: l’eleganza di Lubiana, la maestosità del Lago di Bled e della Gola di Vintgar

Un fine settimana all'insegna di cultura e natura: l'architettura eclettica e i musei della capitale, i maestosi panorami di Bled e Vintgar
 
Partenza il: 17/07/2016
Ritorno il: 18/07/2016
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Una nuova scoperta ha arricchito questa mia lunga estate di viaggi: la Slovenia. Il mio compleanno infatti è stata la scusa ideale per ripartire poco dopo il mio viaggio in Danimarca, questa volta con il fratello al seguito. Avevo letto di Lubiana (o Ljubljana in sloveno), la capitale della Slovenia, sui diari di viaggio di alcuni bloggers, e mi aveva proprio incuriosito, ragion per cui ne ho fatto la mia meta successiva, alla quale ho abbinato l’esplorazione di alcune zone naturali particolarmente suggestive e rinomate: il Lago di Bled e la Gola di Vintgar.

Lubiana: eleganze barocche e stile secessione

Siamo partiti da Ravenna in auto e dopo neanche 4 ore di viaggio eravamo già a destinazione. L’hotel Emonec, consigliato dalla Lonely, si è rivelata una scelta eccellente. Le nostre due singole (69,00 a notte b&b) erano pulitissime e luminose e, soprattutto, in posizione da favola: due passi ed eravamo già sul lungo fiume della città, pieno di ristoranti e bar. Dopo il check-in, ci siamo subito diretti nella vicina Prešernov Trg, dove la Chiesa Francescana dell’Annunciazione ci è apparsa di colpo nella sua monumentale veste barocca. E’ molto simile, nelle forme, allo stile italiano, ma se ne distingue per il vivace color salmone in cui è dipinta. La chiesa è il tratto più caratteristico della vivace piazza cittadina, che congiunge le due zone di Lubiana, separate dal fiume: da una parte il moderno Center sulla riva sinistra, punteggiato di musei e gallerie, dall’altra la Città vecchia, dominata dal castello che svetta su di uno sperone roccioso. Prešernov Trg è intitolata al maggior poeta sloveno, ritratto nel Monumento a France Prešeren (1800-1849), del 1905. A est invece si trova l’edificio della Farmacia centrale, che un paio di secoli fa ospitava un caffè artistico e letterario.

In piazza c’è un clima piuttosto animato, tra i cantanti di strada e l’aroma dolce delle pannocchie, arrostite sulla griglia dai venditori ambulanti. Sciami di turisti scattano foto e vanno a passeggio; spostarsi a piedi in effetti è il modo più semplice e gradevole per godersi la città, che è piuttosto piccola; tutti i luoghi di interesse sono raggiungibili in 15/20 minuti di camminata. Lubiana presenta un’interessante varietà architettonica, anche se gli edifici più antichi non sono sopravvissuti ai terremoti, che periodicamente hanno devastato la città. Per fortuna quando fu il momento di ricostruire, dopo l’ultimo disastro naturale del 1895, era in voga lo stile Secessione.Imbocchiamo dunque Miklošičeva cesta, una strada rettilinea ricostruita proprio in quel periodo, perfetta per ammirare la Lubiana moderna. La via collega Prešernov Trg alla stazione ferroviaria ed uno dei suoi edifici più notevoli è la sede della Banca cooperativa, che risplende nell’audacia dei suoi colori; fu costruita nel 1921 dall’architetto Ivan Vurnik. Torniamo indietro verso la Città Vecchia, attraversando il candido Triplice ponte, un’elegante struttura di pietra artificiale, che una volta era un semplice attraversamento ad arcata unica, costruito a metà dell’Ottocento. Intorno al 1929-30 furono aggiunti, per smaltire il traffico, gli altri due passaggi laterali, rendendo la struttura particolarmente originale. Saranno molti i ponti interessanti da scoprire in città, uno diverso dall’altro, come quello moderno dei Macellai, ridondante di lucchetti, o quello dei Calzolai, ricostruito negli anni 30’ con una serie di colonnine che ne accentuano la prospettiva dinamica.Subito ci imbattiamo nell’ufficio del turismo davanti al Triplice ponte, dove entro a prendere una mappa della città e qualche brochure sugli eventi previsti dal Lubiana festival, organizzato ogni anno in estate; gli addetti, un po’ scontrosi, parlano anche italiano. Ci dirigiamo a nord-est lungo la riva orientale della Ljubljanca, un lucente nastro verde smeraldo che scorre sotto di noi. Attraversiamo il mercato coperto, dove si trovano diverse bancarelle con paccottiglie varie e souvenirs. In Vodnikov torg c’è anche un bel mercato di frutta e verdura all’aperto, ed, alle sue spalle, si slanciano le imponenti cupole della settecentesca cattedrale di San Nicola. Ci spingiamo fino al Ponte dei Draghi, un passaggio sul fiume dall’aria stravagante e un pò teatrale; con le sue quattro favolose bestie arrampicate ai lati, ci piace molto, ha proprio il sapore maestoso dell’Oriente e delle sue leggende.Creato agli inizi del Novecento per commemorare i 50 anni di regno di Francesco Giuseppe, il Ponte dei Draghi è oggi uno dei più famosi simboli di Lubiana. Secondo un mito piuttosto antiquato (e antifemminista) le creature agiterebbero la coda ogni volta che una vergine attraversa il ponte. E se passa un tipo illibato, niente? Il drago è un simbolo tipico di molte città dell’Est europeo; è un’immagine che ha radici in antiche credenze popolari, oggi divenuta un emblema accattivante da rifilare in ogni salsa ai turisti.

Ci fermiamo a pranzare lì vicino, al Caffè-Ristorante Promenada, dove gustiamo un antipasto di hummus e una piatto di pasta al tartufo e funghi. Questi ultimi sono un prodotto tipico della zona, e sono presenti in molti piatti sloveni, come le zuppe, ideali in inverno.

Ci muoviamo verso il Museo Civico (8,00 euro), che contiene interessanti collezioni archeologiche, grazie alle quali si ripercorre la storia della città in tutte le sue differenti fasi. In effetti Lubiana ha radici antichissime, che affondano nella preistoria; è solo con i Romani, però, che inizia il vero e proprio sviluppo urbano di Emona, città leggendaria fondata dagli argonauti.Seguirono, più avanti nel tempo, diverse invasioni di popoli barbarici e la lunga dominazione asburgica. Le collezioni del museo, seppur piccole, mostrano vasellame e manufatti dei vari periodi, oltre ad alcuni scavi archeologici. Mi aspettavo un’esposizione più ricca, però è comunque valsa la pena venire qui, soprattutto per la mostra fotografica Genesis, di Sebastião Salgado. Una serie di scatti, realizzati nell’essenzialità del bianco e nero, rivelano la fragile magnificenza del nostro pianeta. La mostra si ricollega all’elezione di Lubiana di capitale verde d’Europa per il 2016; un riconoscimento meritato, considerato lo spazio che la città dedica alla natura, come il meraviglioso parco di Tivoli.

Nei pressi del Museo Civico si trova un edificio particolare, quello della Biblioteca nazionale e universitaria. Terminata nel 1941, la sua architettura vanta un’allure originale, giocata sul contrasto dinamico tra il rosso dei mattoni ed il ruvido grigiore della pietra. Si tratta dell’opera più importante di Jože Plečnik (1872-1957) in Slovenia ed è ispirata alla casa dell’artista italiano Federico Zuccari. Plečnik, se visitate Lubiana, è un nome che ricorre spesso; l’architetto sloveno dal genio eclettico e versatile, ha segnato la città con le sue creazioni a partire dagli anni 20’ del Novecento; sapeva mescolare con maestria elementi della tradizione romana e greca con altri di ascendenza orientale.

Guarda la gallery
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Il ponte dei Draghi, Lubiana

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Il lago di Bled visto dal castello

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Novi Trg, Lubiana



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