Skeleton Coast & Sandwich Harbour, estrema Namibia

La Skeleton Coast e Sandwich Harbour, due bellissime escursioni assolutamente da fare in Namibia
 
Partenza il: 15/02/2019
Ritorno il: 17/02/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Siamo in giro da due settimane. Siamo partiti da Johannesburg, abbiamo attraversato il Botswana e sconfinato in Zimbabwe a Victoria Falls, siamo entrati in Namibia e la stiamo discendendo, diretti al deserto del Namib.

Ieri notte abbiamo dormito vicino a Khorixas, in un fighissimo campo tendato costruito tutto attorno ad un enorme sasso, lungo il letto prosciugato del fiume Goantagab (Il camp si chiama Madisa, lo abbiamo trovato su Booking, è da prendere in considerazione se passate di qua). Abbiamo scelto questa sistemazione perché è quella che logisticamente parlando viene più incontro alle nostre esigenze per la tappa di oggi: è il punto più vicino all’ultima stazione di servizio (ci serve più carburante possibile per terminare la tratta), ed è anche il camp più vicino al gate dello Skeleton Coast Park aperto a febbraio (è bassa stagione anche in Namibia).

Quello che segue è l’itinerario che faremo quest’oggi.

La prima tappa di giornata è a 1 ora e 20 minuti a nord del Madisa (circa 90 km), per visitare la foresta pietrificata di Khorixas: è un sito molto interessante, e non si tratta di un Parco statale vero e proprio. E’ più che altro gestito dalla comunità locale, e le guide sono gente del posto che si occupano di tutto, dalla manutenzione alla segnaletica per invogliare la gente a visitare questi enormi tronchi fossili. L’escursione dura una mezz’oretta circa, e se passate da queste parti merita secondo noi una sosta.

125 km dopo in direzione ovest (quasi 2 ore in macchina) arriviamo al gate nord del Parco, ovvero Springbokwasser, attraversando paesaggi aridi ma affascinanti. Sappiamo per certo che lasciano passare senza problemi i 4×4, e la nostra auto non la è… Ma la guardia del gate oggi non sembra dare molto peso a questa verifica, e fortunatamente ci lascia passare senza problemi, ricordandoci solo di uscire dal Parco al gate sud (Ugab River) entro le 17:00.

Generalmente per visitare lo Skeleton Coast Park occorre premunirsi di un permesso rilasciato dal Ministry’s Reservation office di Windhoek in quanto si tratta di area gestita dal Governo, ma per le visite di un giorno e non pernottando nel Parco si può ottenere direttamente al gate in cui entrate un permesso giornaliero gratuito. Dal gate la pista di sabbia segnalata col numero C39 si butta in discesa verso il mare per circa 39 km, fino ad incrociare la C34, che è la strada che percorre il Parco in tutta la sua lunghezza sull’asse Nord-Sud. Sono 39 km nel nella più totale. Una volta imboccata però la C34 le cose cambiano un pochino: il paesaggio lungo la strada è sempre desolato e lunare, ma basta fermare l’auto e scavalcare una qualunque duna sulla sinistra e l’oceano ti da il suo benvenuto. E’ quasi ora di pranzo, e uno spuntino in riva al mare ci pare un’ottima idea. Fermandoci per un po’ abbiamo modo di notare un paio di cose, come le otarie che giocano davanti a noi a pochi metri dalla riva, e soprattutto uno spesso muro di nebbia che corre lungo tutta la costa a qualche km di distanza… Mai visto una cosa del genere (ci spiegherà poi il nostro host che è un fenomeno comune nella Skeleton Coast).

Spostandoci in direzione sud arriviamo a capire quello che è il vero significato del nome “Skeleton” di questo Parco. Lungo la C34 spuntano frequentemente dei cartelli che ci invitano a visitare le varie attrazioni di questo posto: i relitti. Non solo relitti di navi, che comunque sono la maggior parte, ma anche ciò che resta di vecchi insediamenti umani. C’è da dire che, almeno a mio parere, i relitti navali più belli si trovano a sud di Walvisbaai, ma per noi che non ne avevamo mai visti anche quelli che ammiriamo in questo tratto di costa di 180 km (ci vanno più di 2 ore per farli) non sono niente male.

Tra spiagge popolate da miriadi di pescatori ci avviciniamo a quella che per oggi dovrebbe essere l’ultima sosta nel Parco: Cape Cross. Si trova circa a 80 km oltre il gate sud, quello di Ugab River. Il benvenuto questa volta ce lo da la grandissima colonia di otarie che popola questa area naturale protetta. Il casino che fanno, e soprattutto l’odore che impregna l’area dove vive questa colonia ce lo porteremo dietro per qualche giorno! Questo posto merita senz’altro un po’ del vostro tempo.

Da Cape Cross copriamo gli ultimi 60 km che ci separano da Hentiesbaai abbastanza agevolmente: la pista si trasforma piano piano da semplice sabbia e un misto di sabbia e sale pressati, fino ad arrivare ad essere finalmente asfalto poco prima del confine cittadino. Arriviamo a Hentiesbaai che è quasi il tramonto: alloggiamo al “Desert Rendezvous”, appena fuori dal centro, ed è un bellissimo posto gestito da una famiglia molto gentile e disponibile. Hanno anche un ristorante, il “GoFishy Restaurant” dove si mangia strabene ma i tempi di attesa sono biblici.

NOTA: da gate a gate, quindi per più di 140 km, abbiamo incontrato 1 macchina sola. È quindi fondamentale che guidiate con prudenza, perché veramente pochi pellegrini si avventurano quaggiù, e in caso di problemi potreste dover aspettare ore prima che qualcuno possa passare e darvi una mano.

Questa mattina abbiamo in programma un’escursione che abbiamo prenotato da casa con la Sandwich Harbour 4×4. Andremo a visitare Sandwich Harbour, un’area dove il deserto del Namib si getta a picco nell’oceano, ed esploreremo quest’area a bordo di fuoristrada 4×4 salendo e scendendo da numerose dune. In realtà doveva essere una piacevole escursione, si è invece rivelata una delle esperienze più divertenti di questo viaggio.

Il giro inizia attraversando le saline di Walvisbaai, e prosegue avvicinandoci alla costa: subito dopo una strettoia che è praticabile solo durante la bassa marea (la pista è una striscia di sabbia larga quanto una vettura) ci si addentra tra le dune, fino a raggiungere la vetta di quelle che dominano la costa. la vista da quassù è FANTASTICA, e merita ogni centesimo speso per questa escursione. Tra l’altro, qui conosciamo Mayu, una ragazza giapponese che viaggia da sola, e con cui andremo a cena insieme a Swakopmund: è uno dei nostri migliori incontri durante i nostri viaggi.



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