Sicilia, viaggio itinerante

Una settimana alla scoperta di uno spicchio di Sicilia e della sua eccezionale gente. Da Castellammare del golfo a Selinunte, da Segesta alle Saline di Trapani, da Erice a San Vito, da Gibellina a Scopello
 
Partenza il: 18/09/2011
Ritorno il: 24/09/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Ormai sono piu’ di dieci anni che a settembre prendo una settimana di ferie. Quest’anno abbiamo deciso di visitare la Sicilia. La scelta e’ caduta sulla Riserva dello Zingaro in provincia di Trapani, a pochi chilometri da Palermo, posticino gia’ adocchiato da un paio di anni. Come al solito la ricerca di come, dove, perche’ è avvenuta via internet. Il volo e’ stato gentilmente concesso (a un prezzo ottimo) da Alitalia (Roma Fiumicino – Palermo Punta Raisi). Attraverso internet abbiamo trovato una compagnia lowcost con cui abbiamo affittato la macchina (e non capisco mai perche’ ogni volta che noleggio una macchina, su internet si paga una somma, al ritiro salta fuori sempre, sistematicamente un qualche obolo non precisato precedentemente!). In ultimo, la casa: abbiamo prenotato una mini casetta, con giardino e uliveto praticamente dentro Castellammare del Golfo, anche se in realta’, come si girava un angolo ci si ritrovava in un posto tranquillo, pieno di verde e mare. Recuperati bagagli e vettura, via in autostrada verso la nostra meta. Noticina: le autostrade siciliane non sono a pagamento e sono senza distributori a portata di mano. Se si ha bisogno di carburante si deve uscire su strade ordinare e provvedere.

Giorno 1

Arrivati a Castellammare, dopo aver sistemato i bagagli, fatta un po’ di spesa per popolare il frigorifero, via alla scoperta di questa zona con subito una capatina in spiaggia. Vista l’ora, abbiamo puntato la prima spiaggia libera che abbiamo visto e, sigh, nonostante il bel mare, la spiaggia ha lasciato un po’ di delusione, sporchina quanto basta, anche se probabilmente, il fatto di aver puntato la prima cosa che abbiamo visto non abbia giovato. Ma e’ ora di cena, e seguendo il consiglio del nostro affittuario (che ci ha dato un bell’elenco da testare), abbiamo preso un tavolo all’aperto al Gitano, proprio al centro di Castellammare. Ottimi gli antipasti (quello del Gitano e’ favoloso), ottimo il primo, ottimo il dolce. Per digerire ci siamo concessi un giretto per Castellammare, godendo di un panorama notturno invidiabile.

Giorno 2

Tempo da schifo, ma settembre non è mai prevedibile. Decidiamo di vedere un posto al chiuso: la cattedrale di Monreale. Uno spettacolo incredibile. Quello che si legge non rende la bellezza delle sue navate, dell’altare e di tutto il resto. Si rimane letteralmente a bocca aperta di fronte a tanta ricchezza. Alcune parti si possono visitare solo pagando il biglietto (importi sempre bassini), tipo il Chiostro. Ora di pranzo, optiamo per una trattoria vicina e la scelta cade sulla trattoria Monreale, a due passi dal duomo. Dentro piacevole e carino, si mangiucchia benino, senza strafare. Abbiamo preso un antipasto della casa, ricco e variegato e del pesce spada panato con contorno: un cinquantino. Visto che il tempo é migliorato, ma non tanto per andare al mare, decidiamo per Segesta. Ottima scelta. Per entrare c’é da pagare il biglietto a ne vale la pena (6€ a testa). Aggiungiamo pure 1,5€ per il bus che porta in cima al monte, altrimenti ci sono da fare circa 2 km a piedi lungo una salita non proprio comodo. Dall’alto il panorama é irresistibile. I resti del castello, il teatro greco, la chiesa cristiana e cio’ che resta della moschea dei tempi che furono introducono al tempio che si ammira scendendo a piedi (la cosa che suggerisco é salire in bus e ridiscendere con calma) e che si visita come ultimo bonbon prima di ripartire. Resta qualche ora per andare da qualche parte. Inizialmente decidiamo di andare a Calatafimi, a qualche km di distanza, ma ci ripensiamo perché ci viene in mente che siamo nel belice e c’è il grande Cretto di Gibellina. Un monumento a cielo aperto costruito compattando le macerie del paese crollato e coprendole con una gigantesca colata dandogli la forma del paese stesso. Nostra colpa é stato fidarsi del navigatore gps che ci ha portato su strade dimenticate dagli uomini e ci ha fatto perdere tempo e luce costringendoci a rinunciare. Ormai e’ tardi, e’ notte, e anche se trovassimo la nostra meta, non vedremmo quello che cerchiamo. Domani sara’ un’altra giornata. Rientriamo, cenetta rapida e a nanna.



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