Seychelle fai-da-te con 5 bambini: diario di un viaggio fantozziano

Viaggio alle Seychelles di 2 famiglie con 5 bambini di 1, 2, 4, 4 e 9 anni, organizzato dalle 2 mamme, totalmente fai-da-te.
Scritto da: jessicagreco
seychelle fai-da-te con 5 bambini: diario di un viaggio fantozziano
Partenza il: 29/07/2011
Ritorno il: 14/08/2011
Viaggiatori: 9
Spesa: 2000 €

Siamo 2 famiglie in cui una mamma e un papà sono gemelli tra di loro, una famiglia ha 2 bambini di 2 e 4 anni (l’unica femminuccia!), e l’altra famiglia ha 3 bambini di di 1, 4 e 9 anni. Viaggiamo sempre insieme quindi la nostra convivenza, nonchè la nostra intesa, sono collaudate ampiamente. Questo è stato un viaggio bellissimo, in cui abbiamo visto posti di una bellezza commovente, foreste primordiali e vissuto vere avventure. Lo scotto da pagare è stata una grande fatica, tanto che siamo tornati molto più stanchi di quando eravamo partiti, ma anche una la grossa soddisfazione di essere riusciti a vedere tutto quello che volevamo, nonostante la presenza di 5 bambini piccoli. E, onore al merito, i bambini sono stati bravissimi!!!

1° giorno Mahe:

Prendiamo l’aereo da Malpensa a Mahe, compagnia Airseychelles, avevamo prenotato a marzo. Partiamo alle 22.00 (e l’aereo è tutto sommato puntuale), viaggiamo come sempre scomodi in classe turistica, ma il personale è molto presente, assolutamente intransigente sul rispetto del regolamento e decisamente efficiente.

Arriviamo a Mahe, ritiriamo i bagagli, cambiamo qualche euro in rupie e contrattiamo due taxi che ci portano a Beau Vallon per 400 rupie (24€ circa a famiglia).

A Beau Vallon alloggiamo al Pti Payot, consigliato dalla Lonely Planet. Il primo impatto non è molto positivo: il gestore è logorroico, non ha un’idea precisa di dove e come sistemarci, la struttura, seppure suggestiva (4 ville divise in appartamenti con terrazza), sembra in stato di abbandono. I materassi sono indecenti, specialmente quelli dei lettini, il lettino da campeggio ci viene consegnato chiuso e senza lenzuola, la cassetta di sicurezza è rotta, il bidet intasato, manca l’acqua calda e abbiamo il forte sospetto che gli asciugamani non siano stati lavati. In più le varie villette e l’accesso al mare sono raggiungibili tramite scale alte e ripide, senza corrimano: un incubo coi bambini!

Vicino alla struttura non ci sono market né ristoranti, i primi si trovano a circa 800 metri, ma la strada è trafficata e senza marciapiede (dal Pti Payot bisogna attraversarla per raggiungere il mare), e dopo il tramonto non si vede assolutamente nulla, non c’è illuminazione stradale.

La spiaggia di Beau vallon è bella, con sabbia bianca e fine, mare azzurro,ci sono gli alberi takamaka sulla spiaggia, che garantiscono ombra naturale fresca tutto il giorno. Quando ci siamo stati noi c’era una fortissima risacca, che rendeva un po’ pericoloso fare il bagno. Non c’è barriera corallina, non abbiamo visto pesci.

2° giorno Beau Vallon:

Furto!!! Un ladro ha rubato telecamera, cellulare, orologio e parecchio denaro, dall’appartamento di mia cognata. Era quasi tutto in un marsupio, dentro il quale c’erano anche passaporti e carte di credito, che però ritroviamo quasi subito facendo una rapida ricognizione nel giardinetto dietro casa. Il ladro non è entrato in casa, ha usato un bastone di legno che ha intrufolato tra le sbarre delle inferriate alle finestre e con quello ha “pescato” telecamera e marsupio. E’ venuta la polizia che ha redatto il verbale.

Oggi non è proprio giornata, mentre gli uomini espletano le procedure necessarie alla denuncia alla polizia, noi andiamo in spiaggia coi bimbi, ci mettiamo sotto un comodissimo albero di Takamaka, che fa da ombrellone e i bimbi si mettono a giocare sulla spiaggia, dove ci sono dei simpaticissimi granchi che scappano appena ci si avvicina. Purtroppo in mare ci sono anche tante alghe e fa molto caldo, in più ci sono scogli che attraggono i bimbi più grandi. Risultato 2 feriti sugli scogli, un ferito che si è tagliato la mano con un bambù arenato sulla spiaggia.

E’ passata ampiamente l’ora di pranzo, tornati gli uomini cerchiamo di procacciarci del cibo, ma le spedizioni in cerca di una pizza o di un market aperto per dei panini sono vane: è domenica ed è tutto chiuso, i ristoranti riaprono alle 18.30 (quando però è buio pesto), il market funziona, ma si fanno acquisti solo attraverso una finestrella tra le inferriate dell’ingresso, vendono in queste condizioni perché ci sono troppi ubriachi in giro, così ci spiegano.

Mentre siamo in spiaggia, pensiamo a cosa fare e distribuiamo biscotti e banane trovate al market, arriva un acquazzone tropicale che ci costringe a correre in casa. E, sorpresa! Non c’è acqua in casa di mia cognata. Per miracolo l’acqua c’è da noi e così tutti a far la doccia a casa nostra. Nel frattempo a causa delle scale ripide, alte e senza corrimano, ci sono tutta una serie di incidenti ai bambini, con vari feriti, tutti superficialmente, per fortuna.

Prepariamo spaghetti e tortellini (che ci eravamo portati dall’Italia), per tutti e stremati e un po’ scoraggiati, andiamo a letto.

3°giorno Victoria

Stamattina sveglia con comodo, colazione e si parte per Victoria, la capitale più piccola del mondo! Prendiamo il bus locale (la fermata è piuttosto lontana dal Pti Payot, sarà ad un chilometro circa), che per 20 rupie (poco più di un euro), in 9, ci porta, in 15 minuti circa, in città.

Piccola e caotica è una città vivace e simpatica. Cerchiamo un’agenzia viaggi per prenotare il Cat Cocos per domani, la troviamo alla rotonda del mini Big Ben (principale attrazione della capitale). Prenotiamo l’andata per Praslin a 260€ con posto al chiuso, poi pranziamo in un ristorante a 200 metri da lì alla esorbitante cifra di 2900rps (129€). Preleviamo senza problemi con il postamat, in rupie ovviamente, prenotiamo il taxi per l’indomani a 300rps (17€ circa) e prendiamo il bus per tornare a Beau Vallon. Ma è l’ora di punta e il bus è pieno, quindi ci sediamo vicino all’entrata coi bimbi in braccio e facciamo un viaggio esilarante che costringe mio marito a scendere ad ogni fermata con tutto il passeggino per far salire e scendere le persone.

Arrivati, ovviamente piuttosto stanchi, ci tuffiamo in mare e ci godiamo il tramonto. Cena con soliti spaghetti e sugo pronto, poi ricerca affannosa del proprietario per pagare la locazione, ma a vuoto: non risponde al campanello né al telefono.



    Commenti

    Lascia un commento

    Leggi anche