Seul e Tokyo, gita fuori porta non solo per l’hanami

Dieci giorni nelle due capitali dell’estremo oriente: cultura, cibo, organizzazione, attrazioni e il grande Fuji-san
 
Partenza il: 28/03/2014
Ritorno il: 10/04/2014
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

la metro (usare i taxi costerebbe una follia) e visitiamo dapprima il quartiere di Sinjuko che ha oltre 300 mila abitanti (Tokyo và effettivamente visitata per quartiere), che è attivo e commerciale ed ha la stazione più trafficata al mondo. Girovaghiamo con una sola meta precisa: il Palazzo del Governo Metropolitano di Tokio poiché abbiamo letto che salendo gratuitamente al 46° piano si gode di un bellissimo panorama. Così è infatti, ma la giornata, appena discreta, non consente di vedere nettamente il monte Fuji. Continuiamo per il dinamico quartiere di Shibuya, con alta concentrazione giovanile che vive 24 ore su 24. Vediamo la statua di Hachiko, un cane che si recava incontro al padrone alla stazione, e lo fece anche per gli ultimi 8 anni della sua vita, inutilmente, non sapendo che il padrone era deceduto; nei pressi (siamo in zona metro Ginza line diretta da Asakusa) vi è anche l’incrocio più famoso al mondo, con le strisce pedonali in obliquo e migliaia di persone che si muovono all’unisono appena è verde prendendo le più disparate direzioni: rischiamo di essere investiti. Anche qui turisticamente non molto da vedere, ma camminando per l’area Shibuya center gai abbiamo la conferma che da queste parti c’è la massima concentrazione di giovani che possono acquistare con pochi euro gadget interessanti soprattutto legati all’informatica ed all’elettronica; anche molti negozi di marca e ristorantini, mentre al ritorno ci compreremo un cabaret con 8 pezzi diversi di sushi che consumeremo in albergo: costo 5 euro. Poi raggiungiamo il parco Yoyogi ed essendo domenica, migliaia di giovani fin dalle prime ore del mattino, come a Ueno, occupano spazi per sostare tutta la giornata seduti su grandi teloni cerati blu. E’ bello vedere come si divertano stando insieme per un pic nic o facendo giochi. Molti sono vestiti stranamente e si mescolano con artisti di strada… ricordiamo che siamo nel mondo dell’informatica che spesso isola e forse proprio per questo i giorni di festa sfruttano queste opportunità: da vedere assolutamente ma di domenica. La pioggia prevista ci coglie solo a metà pomeriggio, la giornata è stata sfruttata. Rientriamo, domani vorremmo salire sulla torre che potrebbe essere chiusa nel caso di forte vento.

Lunedì andiamo presto alla Skytree (600 metri) camminando 20 minuti, è una giornata calma, quindi pur non avendo acquistato il biglietto on line saliamo rapidamente, costo 15 euro ma la visita li vale tutti. Saliamo in un minuto a 350 metri, la vista è spettacolare a 360 gradi; non serve aggiungere 7 euro per salire ancora sopra. La giornata è soleggiata e probabilmente abbastanza chiara ed alle 10 lo sguardo si posa sul monte Fuji innevato: una soddisfazione! Vediamo abbastanza nitidamente oltre che la torre di Tokyo (quella simile alla tour Eiffel per capirci), la zona del tempio, il fiume: insomma da fare! Ritorniamo verso Asakusa e restiamo in zona per gli ultimi acquisti, ventagli, un paio di magliette e qualche gadjet fotografando oltre al tempio principale spesso citato anche gli altri deliziosi edifici circostanti che si stagliano nel cielo azzurro verso il quale protendono i prosperosi rami fioriti dei ciliegi. Nel pomeriggio scendiamo al supermercato Don Quijote per acquistare prodotti locali, qualche dolce, alghe, pesce secco e frutta essiccata che qui abbonda a differenza della fresca.

Finalmente è il giorno del Fuji-san, come qui pretendono venga chiamato il vulcano alto oltre 3.700 metri. Partiamo dal terminal bus Hamamatsucho e giungiamo al lago Ashi, molto grazioso, che ci mostra in lontananza la vetta del Fuji; navighiamo mezzoretta sul vascello pirata molto coreografico partendo da porto Togendal: la natura tutt’intorno non si esprime ancora nel modo migliore, fino a pochi giorni fa è nevicato. Fortunatamente è una bella giornata con 20 gradi. Alle 13 siamo ad Akone, luogo turistico famoso per le terme ed il parco naturale, dove pranziamo ottimamente a buffet presso il ristorante dell’hotel Kowakie. Sosta al Fuji visiti center, dove oltre a fotografare da altra angolazione il monte dal cono simmetrico perfetto ma purtroppo non perfettamente visibile causa foschia, si possono assistere a lezione di geologia su schermo gigante: immancabile il negozio di souvenir in cui acquistiamo suggestive cartoline del Fuji in versione dipinto di artisti giapponesi. Infine, arriviamo alla stazione di partenza per le camminate sul monte Fuji, ancora foto della vetta innevata, mentre altra neve si trova nei boschi circostanti. Solo verso l’estate si potrà fare tracking, ora molto pericoloso: si dice che un giapponese deve fare almeno una volta la salita alla vetta, mentre è pazzo se lo fa una seconda volta; comunque un po’ di delusione per non aver visto il Fuji come nelle foto “da cartolina”in internet: non saranno fotomontaggi? Capitolo a parte merita la guida, un incrocio tra il classico ragioniere di banca ed una marionetta che scandisce a strappi uno strano inglese con cadenza da militare giapponese sentito varie volte nei film di guerra. Alle 19,30 ci lasciano alla stazione Tokyo, ormai siamo pratici, ed in 25 minuti facendo cambio a Ginza la metro ci riconduce ad Asakusa. Queste gite organizzate possono essere comode, ma consigliamo a chi è intraprendente, soprattutto ai giovani, di organizzarsi a proprio modo, contrariamente a quanto diceva una pubblicità di un vettore turistico:” turista fai da te? Ahi ahi ahi….”. La settimana è terminata, oltre alle bellezze del tempio, ci ricorderemo la straordinaria organizzazione della viabilità, i moderni quartieri centrali ed i bellissimi parchi, i prezzi per nulla cari, la gentilezza ed il cibo sano ed inchinandoci buon Hanami a tutti.

Un discorso a parte meritano le mascherine antibatteriche che portano molti coreani e moltissimi giapponesi: il primo giorno viene da sorridere, ma poi, entrando in una suburbana a momenti affollatissima od in negozi di pochi metri quadri in cui ci si parla a 20 cm., tutto sommato ritengo sarebbe da introdurre anche da noi soprattutto nei mesi di maggior rischio influenzale. Foto slide http://youtu.be/BksHUdcFsL8 – Il nostro blog viaggi http://poneloya25.weebly.com



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