Una settimana a Favignana

Favignana è un'isola che ha conservato un aspetto selvaggio. Il mare è fantastico. Le rocce modellate dal vento e dall'acqua creano un paesaggio molto suggestivo.
Scritto da: lurens55
una settimana a favignana

Una settimana a Favignana
8-15 settembre 2022
Partecipanti: io e FrancaGiovedì

8 settembre

L’Aeroporto di Caselle è semideserto. Ormai il boom vacanziero è terminato.

Il viaggio per l’isola di Favignana inizia con il volo Ryanair Torino Trapani (279€ 2 pax A/R con zainetto e trolley cabina). L’imbarco è stato chiuso in anticipo. Saliamo a bordo e appena chiusi i portelloni il comandante annuncia un ritardo del decollo di circa 40 minuti a causa del traffico aereo. Non potevano imbarcare dopo invece di farci stare scomodi a bordo? Mah!

Arriviamo a Trapani con 15’ di ritardo, ma in tempo per prendere il bus navetta per il porto delle 13 (biglietto 4.90€). Arriviamo al porto alle 13.35 e vediamo l’aliscafo che sta partendo. Abbiamo da aspettare un’ora e mezza e quindi ne approfittiamo per un pranzo leggero e veloce in un bar di fronte al porto con prezzi irrisori.

C’è un vento di scirocco bello forte e un’umidità tipo bagno turco. Si suda copiosamente stando fermi. Alle 15 si parte e finalmente poco prima delle 16 siamo a Favignana (8 ore da quando siamo usciti da casa).

Ci attende Elio che ci accompagna all’agenzia che noleggia gli scooter (che qui chiamano “il motore”). Preso possesso del “motore” raggiungiamo la casa un po’ fuori dal centro abitato.

Appartamento due camere, cucina, bagno e terrazzo, occupato da due persone, 490€ per 7 notti. Dopo che abbiamo posato i bagagli Elio ci fa strada per raggiungere una caletta con acqua limpida e a temperatura gradevole.

L’accesso al mare è in una zona di scogli un po’ appuntiti, così si fa giusto un godurioso bagno e poi ci si asciuga in piedi perché per sdraiarsi ci vogliono doti da fachiro. Tra l’altro anche volendo non potremmo stendere gli asciugamani perché nella fretta (e un po’ storditi dal viaggio) non li abbiamo presi.
Facciamo un giretto per il paese.

Troviamo un bugigattolo che fa kebab di tonno. Proviamo. Buono! Ci dà pure un buono sconto del 10% per il ristorante Matri Mia (co-marketing).
Si torna in casa per sistemare i bagagli e riprenderci dallo sbatti del viaggio.

Venerdì 9 settembre

Lo scirocco continua a soffiare caldo e umidissimo.
Elio ci suggerisce di andare a Cala Rossa che è protetta dallo scirocco. Alle 10.30 quando arriviamo c’è già moltissima gente e non è facile trovare un posto per parcheggiare lo scooterino. Le poche zone in cui si può stendere l’asciugamano sono ovviamente già tutte occupate.

Acqua limpidissima e a temperatura gradevole, ma arrivarci non è semplice. Si deve attraversare un’area piena di rocce appuntite fino ad arrivare in un punto dove si può entrare in acqua. Troviamo anche un metro quadro di spazio dove sederci (abbastanza scomodi). Data la scomodità della sistemazione ce ne torniamo in casa per pranzo.

Al pomeriggio andiamo al Lido Burrone. Qui c’è una grande spiaggia di sabbia con acqua tiepida, ma torbida. Per cena andiamo al ristorante Matri Mia. Ottima caponata. I piatti di tonno sono invece troppo elaborati e nascondono il sapore del pesce.

Poi al Borgo Marinaro a vedere un interessante video che racconta la storia del borgo e dei pescatori che lo abitano da decine di anni. È ancora attivo un pescatore che ha 88 anni.

Sabato 10 settembre

Oggi lo scirocco ha mollato! Evviva! Fa caldo ma non c’è più quel clima appiccicoso. Al mattino andiamo a Cala Rotonda dove c’è una spiaggetta di sabbia e ciottoli. L’acqua è pulita, non fredda e fondale scuro.

Al pomeriggio andiamo invece alla spiaggia Praia davanti alla vecchia tonnara Florio. Acqua calda. Pulita ma non particolarmente limpida. Alla sera siamo andati alla Sagra del Tonno al borgo marinaro. C’era almeno dieci volte tanto di gente rispetto a ieri sera per il documentario. C’è poco da fare, il cibo attrae più della cultura.

Domenica 11 settembre

Questa mattina la dedichiamo alla visita dello stabilimento Florio in cui a fine ‘800 hanno iniziato a inscatolare il tonno sott’olio. Per avere forze sufficienti all’improbo compito culturale ci mangiamo una bella granita alle mandorle (5€!).

La visita agli antichi stabilimenti (8€) è possibile solo con la guida che racconta il processo di lavorazione a partire dalla tonnara, una vera e propria trappola per radunare i tonni che venivano poi tirati a bordo dei barconi con gli arpioni. La cattura dei tonni è molto cruenta. Una volta catturati, venivano portati allo stabilimento e lì iniziava la lavorazione delle carni.

La visita dura più di un’ora. Al termine abbiamo anche visitato il centro recupero tartarughe marine attiguo alla tonnara. Pomeriggio alla spiaggia Praia ma l’acqua oggi non è granché (alghe e pezzi di plastica).

Apericena al tramonto a Punta Sottile. Aperol spritz 8€, bottiglietta birra 6€, taglieri 16-18€

Lunedì 12 settembre

Questa mattina andiamo a Cala Grande. Una baia semicircolare dove c’è una spiaggia abbastanza grande e alcune spiaggette minuscole. Ci sistemiamo in una micro spiaggia di sabbia da due posti tra gli scogli con un comodo accesso al mare.

Sarebbe stato un piccolo paradiso se non si fossero riversate in acqua una ventina di persone chiassose che hanno diminuito di molto il fascino del luogo.
Verso l’una il sole picchia parecchio e non essendoci vento fa molto caldo così rientriamo a casa.

Al pomeriggio andiamo a Capo San Nicola. La strada per raggiungere questa spiaggia ad un certo punto ha un divieto di accesso ai mezzi a motore dalle 9 alle 19. Quindi abbiamo lasciato lo scooter all’inizio della stradina sterrata e abbiamo fatto una passeggiata di 600 metri. La spiaggia di sabbia è molto piccola, ma abbiamo trovato un posto dove stendere l’asciugamano. L’acqua è limpida e pure tiepida! Bagno godurioso.

Per cena siamo andati al ristorante Pakkaro che ci ha tirato un pacco (prezzi alti per la qualità decisamente mediocre). Peccato perché il menu elencava piatti molto interessanti. Qui abbiamo mangiato la peggiore caponata di melanzane della settimana trascorsa sull’isola. Sentore di bruciato e fredda di frigo.

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