Una settimana a Creta, tra spiagge e monasteri

Fra storia e spiagge
Scritto da: fabri979
una settimana a creta, tra spiagge e monasteri

15 Luglio, Venerdì

Oggi andiamo ancora a sud, sulla costa del mar Libico, a Frangokastello. Prendiamo la Old National Road in direzione est, e una trentina di kilometri dopo Chania svoltiamo a destra seguendo le indicazioni “Sfakia o Chora Sfakion”. Dobbiamo superare la catena montuosa, ed il percorso in salita è estremamente rilassante, fatto salvo che dietro ogni curva c’è il rischio di imbattersi in capre distese a centro carreggiata che sonnecchiano placide; un poco meno la discesa, abbastanza impegnativa per via della forte pendenza, comunque su un ottimo asfalto. Giungiamo al “Castello dei Franchi”, la fortezza  veneziana, ma non è visitabile causa lavori che durano da un’eternità. Bella la vista, come pure le spiagge sottostanti: pulite e bagnate da acque cristalline. Si alza il vento e la faccenda si complica. Ci fermiamo ai primi ombrelloni (sei euro compresi due lettini) perché sono i più riparati, anche se l’immagine più bella si ha oltre, vicino al porticciolo.

Qui c’è una fila di pochi ombrelloni di fronte ad una piscina naturale con acqua calma e calda, ma il vento è veramente fastidioso. Dove ci siamo accampati ancora ci si sta, e facciamo il bagno ripetutamente in acque limpidissime. Alle due il vento aumenta di forza, e la sabbia ci flagella, conducendoci al mite consiglio di alzare i tacchi. Decidiamo di fare una puntata a Sfakia, che dista solo qualche kilometro dal bivio per i rientro. Quattro case sul pendio della collina, ed un porticciolo che è una chicca: una fila di ristoranti sul mare che fanno ala al percorso ombreggiato per il molo, dove partono le barche ed i traghetti. Ci rinfreschiamo con tre super sorbetti che sono una delizia (ma non proprio regalati).

La sera ceniamo da “Roots”, vicino al nostro alloggio: sebbene sia sulla strada, i tavoli sono in un piazzale immersi nel verde di piante da giardino e all’ombra di svariati ficus ultra ventennali. Ottimo ambiente e ottimo cibo, sia carne che pesce, accompagnati da tre calici di prosecco che una volta tanto sono veramente tali. Prezzo onesto.

16 Luglio, Sabato

Oggi visitiamo Preveli, costa sud, la spiaggia con la foresta delle palme. Solita strada nazionale, e dopo aver svoltato a sud in prossimità di Rethymno, quasi a destinazione ci fermiamo alla sommità del colle per visitare il monastero di Agios Ioannis con la bella chiesa zeppa di ricchissime icone, quindi, raggiunto il parcheggio sottostante affrontiamo la temeraria scalinata che ci conduce alla spiaggia. Nel punto dove il torrente si getta in mare, in mezzo ad una moltitudine di teli da mare, due enormi oche starnazzano fra l’ilarità dei villeggianti, mettendo in mostra la sorprendente apertura alare e gli affilatissimi denti. La visita nel bosco è obbligatoria, sembra di essere in un palmeto magrebino, almeno fino alla cascata dove baldi giovinastri si tuffano nelle acque gelide di una piscina naturale. La spiaggia è ridotta e non attrezzata, quindi occorre ingegnarsi alla ricerca di un poco di ombra.

C’è in compenso un ristorante senza tante pretese dove rifocillarsi. Il pomeriggio, dopo una terrificante risalita al parcheggio, sulla via del ritorno raggiungiamo e facciamo sosta a Rethymno, dove visitiamo la fortezza, e ci inoltriamo fra le stradine del centro in mezzo alle caratteristiche abitazioni con il piano superiore di legno. Prendiamo un gelato in prossimità della antica fontana, quindi rientriamo a Kato Daratzo. La sera ceniamo da “Angelos”, quello che passa per essere il miglior locale di Agioi Apostoloi; gestito da albanesi, offre sicuramente un buon servizio, una buona cucina a prezzi onesti (eccellente la scelta al banco del pesce) ma certo non economica.

17 Luglio, Domenica

Decidiamo di concludere il giro con la tanta blasonata spiaggia di Balos. Alla consegna della vettura l’incaricato era stato chiaro: “No Balos; la strada fa schifo e se batti il fondo o tagli gli pneumatici paghi i danni!”. Sento per l’affitto giornaliero di un Suzuki “Jimmy” all’autonoleggio sulla strada dietro casa, ma siamo alla follia. Tentiamo la sorte allora! Percorriamo la solita vecchia strada Nazionale in direzione ovest e dopo aver superato il porto di Kissamos troviamo l’indicazione; iniziano 14 chilometri di tormento. Lasciata la strada principale inizia quasi subito lo sterrato, che man mano si prosegue diventa sempre più una pista, e a tratti una mulattiera: percorrenza media 10 chilometri all’ora (a essere ottimisti). È una continua gimkana per evitare buche profonde come pozzi e sassi appuntiti che affiorano come iceberg, ma pazienza e buon senso premiano: dopo aver passato una piccola chiesetta la strada digrada e giungiamo su un piazzale recintato che ci indica che siamo arrivati. Siamo su di un alto promontorio, e la vista è uno spettacolo: la sabbia bianchissima affiora dentro piscine naturali di acqua che assume diverse tonalità, ed il gioco di luci e colori è veramente appagante.

Si scende lungo un sentiero ripido e sconnesso, maledicendo la zavorra che ci siamo portati al seguito, ma alla fine è una bellezza. Fra Balos ed Elafonissi è difficile dire quale sia la migliore, ma forse vince Balos ai punti. Godetevi la mattina, perché dopo le tredici arrivano i traghetti che vomitano orde di vacanzieri, e l’atmosfera viene alterata. La risalita è un altro tormento, ma chi vuole può rivolgersi a due intraprendenti signori che evitano tanti problemi con l’ausilio di due placidi asinelli. La sera andiamo a Chania, e dopo aver gironzolato per i negozi e le bancarelle, per la cena ci fermiamo presso “Mesostrato”, un locale sulla parallela interna alla via del porticciolo, che ha la caratteristica di avere solo i muri perimetrali: mancano i solai ed il tetto. All’interno delle due sale con il tempo sono cresciute piante altissime, e si cena sotto le fresche fronde. Cena tipica da taverna greca, buona e a prezzo onesto, non ci hanno mollato se non dopo averci offerto il Rakì, ma abbiamo atteso una mezz’ora buona per avere il conto. Giungete prima delle venti, perché dopo si forma una fila abbastanza consistente, e non accettano prenotazioni.

18 Luglio, Lunedì

Siamo in disarmo, e passiamo la giornata alla spiaggetta che abbiamo sotto casa. Abbiamo preso due ombrelloni e tre sdraie a 16,00 euro, e ci godiamo le ultime ore in totale relax. I gestori dell’appartamento ci hanno lasciato disponibilità fino alle sei, quindi ce la pigliamo comoda. Prima di partire facciamo uno spuntino  a base di kebab da “Gyros”, involto (pida) di carne di pollo con patate fritte e tzatziki lungo la strada, quindi alle venti riconsegno l’auto al parcheggio fuori l’aeroporto.

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