Scozia, ma è un sogno?

La Scozia non è solo castelli e mostro di Loch Ness, è anche le sterminate brughiere del Nord, le spiagge rosa, i bianchi villaggi dei pescatori e, non da poco, la cordialità con cui la gente ti accoglie
Scritto da: girovaga54
scozia, ma è un sogno?
Partenza il: 27/07/2012
Ritorno il: 11/08/2012
Viaggiatori: 5
Spesa: 2000 €

Molti turisti arrivano in Scozia attratti dai luoghi comuni: il mostro di Loch Ness, i castelli diroccati, i fantasmi, le cornamuse.

Venerdì 27 luglio

La partenza è prevista dall’Aeroporto di Ciampino con il volo Ryanair FR 6682 per Edimburgo delle ore 11:05.

Utilizziamo ancora una volta il parcheggio Alta Quota per lasciare in custodia la nostra vettura al prezzo di € 62,00 per 16 giorni. Comodissimo: una navetta ci porta in aeroporto e una navetta ci verrà a riprendere al nostro rientro.

Il volo parte con un considerevole ritardo (quasi un’ora) e di conseguenza atterriamo ad Edimburgo alle 14:00 anziché alle ore 13:15. Mangiamo velocemente un toast in aeroporto al “Caffè Nero”, una catena di ristorazione locale.

Rifocillati, ci avviamo al banco della Europcar per ritirare la nostra vettura: ci assegnano una Vauxhall Insignia SW che risulterà poco confortevole per le esigenze di cinque persone, visti gli spazi ridotti dell’abitacolo e del bagagliaio.

Ci dirigiamo verso Edimburgo per raggiungere il nostro alloggio in 8, Newington Road, la Southside Guest House (www.southsideguesthouse.co.uk). Questa è una bellissima casa di epoca vittoriana, con il classico giardinetto chiuso da un piccolo cancello: è gestita da Franco Galgani, un signore fiorentino che ha impresso eleganza alla sua casa. Le camere deliziose (quella matrimoniale fornita anche di un bowindo), i bagni pieni di accortezze verso l’ospite, la sala della colazione con la tavola imbandita come quella di un grande albergo, ne fanno uno dei B&B; più ricercati della città. Inoltre, il signor Galgani ci ha fornito anche un posto auto riservato, a pochi isolati di distanza dalla casa.

Ci riposiamo un po’ e poi affrontiamo una lunga camminata verso il centro della città per orientarci. C’è il sole, anche se tira un forte vento e la temperatura è fresca: Edimburgo ci appare subito bellissima. Percorriamo Nicholson Street, South Bridge e North Brigde, godendo nel frattempo di bei panorami sia sul castello che sulla collina di Edimburgo, la Arthur’s Seat (in realtà è un vulcano estinto da tempo), e attraverso St. Andrew Square, ci troviamo in George Street dove si trova il solito Hard Rock Cafè per l’acquisto rituale della T-shirt. Scopriamo con sorpresa che lungo Princes Street e le strade adiacenti sono in corso i lavori per la costruzione della linea tramviaria della città, per lo smaltimento del traffico, che partirà addirittura dall’aeroporto.

Si è fatta l’ora di cena: nei paesi anglosassoni si cena un po’ prima rispetto alle nostre abitudini e ci affidiamo ai consigli del signor Galgani che ci fornisce l’indirizzo di un ristorante-pub “The Salisbury Arms” in 58, Dalkeith Road (www.TheSalisburyArmsEdinburgh.cp.uk), a tre isolati dal B&B.; Ottimo posto, di tono: una bellissima sala con divani e tavolinetti bassi funge da lounge e un bel giardino ospita i clienti per bere all’aperto, tassativamente non oltre le 21:00; dopo tale ora, i clienti si devono trasferire all’interno. Spendiamo £ 20 a persona. Soddisfatti, ma anche molto infreddoliti, ci ritiriamo nella nostra fantastica casa.

Sabato 28 luglio

La sala della colazione è di grandissima eleganza, con arredi e oggetti d’epoca, e la tavola apparecchiata con maestria: altrettanto eccellenti i vari dolci che ci vengono serviti.

Stamattina visiteremo l’Edinburgh Castle, negli anni utilizzato sia come residenza reale che roccaforte militare, edificato sui tetri dirupi del Castle Rock, la formazione rocciosa di natura vulcanica che domina tutta la città. Uscendo dal B&B;, attraversiamo il Meadows Park, un piacevole spazio verde molto curato che ci consente di fare una scorciatoia: ci troviamo così alla Greyfriars Kirk dove si trova la tomba del cane Bobby. Bobby era quel famoso cane che ha vegliato la tomba del suo padrone per quattordici anni, senza mai allontanarsi, tanto che è stato adottato dalla cittadinanza che lo nutriva e lo curava quotidianamente. Commovente è la sua statua, posta all’incrocio che scende verso Grassmarket. Molto belle le case settecentesche lungo la strada. Noi ci dirigiamo verso il Royal Mile (è l’arteria che corre lungo tutta la città, dal Castello al Palazzo di Holyroodhouse), e svoltando a sinistra, lungo Lawnmarket e Castle Hill ci troviamo sulla Esplanade, già tutta pronta per il Royal Military Tattoo, la famosa manifestazione di parate di bande militari che si terrà fra pochi giorni. L’ingresso al Castello costa £ 16 a persona, ma vale sicuramente la pena di spenderle per ammirare sia le costruzioni racchiuse all’interno delle mura, sia il panorama che si gode dagli spalti sulla città e verso il mare. Visitiamo così lo Scottish National War Memorial, la Great Hall, il Royal Palace che custodisce gli Honours of Scotland e la famosa Stone of Destiny, la pietra su cui venivano tradizionalmente incoronati i re scozzesi, i Royal Apartments, con la camera da letto di Maria Stuarda, la St. Margareth’s Chapel, l’edificio più antico di Edimburgo, costruito in onore di una regina divenuta poi santa.

Terminata la visita del Castello, che ci impegna per circa due ore, ripercorriamo il Royal Mile in discesa, ammirando tutti gli edifici storici che si susseguono lungo i suoi lati, entrando qualche volta nei closes (i vicoli) che si aprono lateralmente, fino a raggiungere la St. Giles Cathedral, una bella chiesa del XV secolo. Dobbiamo pagare per avere il permesso di fotografare, ma l’interno merita senz’altro di essere ricordato.

Si fa sentire un certo languore: ci accorgiamo che nei pressi della cattedrale c’è il “Caffè Nero”, lo stesso dell’aeroporto, che con £ 26 in cinque ci permette di rifocillarci. A questo punto, Dario, Riccardo e Mario decidono di andare allo stadio (loro fanno sempre questi tour non proprio turistici durante i nostri viaggi), mentre Fabio ed io continueremo a percorrere il Mile fino in fondo: ci capiterà così di imbatterci in un paio di matrimoni con tanto di cerimoniere in kilt e cornamusa. Davanti alla Canongate Kirk ci fermiamo ad osservare la scena. Arriviamo così fino al Palace of Holyroodhouse, paghiamo un altro salato biglietto di ingresso (£10,50 a persona) ed entriamo in quella che è la residenza dei reali inglesi quando soggiornano ad Edimburgo. Gli interni ovviamente trasudano lusso. Interessanti le camere di Maria Stuarda e di suo marito, lord Darnley, che presentano gli arredi e i tessuti originali. Usciti sul parco, da cui si gode una bella vista sulla Arthur’s Seat, si raggiungono le suggestive rovine della Holyrood Abbey risalente al XII secolo, circondata da un magnifico parco.

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