Scozia, la gotica!

Quando mistero, tradizione e arte si intrecciano...
 
Partenza il: 12/07/2010
Ritorno il: 20/07/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Il viaggio in scozia e’ stato interamente organizzato e pensato da me, francesca, e la mia inseparabile amica di viaggi e di avventure, anche lei si chiama Francesca!! Era da tempo che volevamo andare a scoprire le bellezze della Scozia e cosi’ a gennaio 2010 pensiamo che l’estate sarebbe stata il momento ideale per poter esaudire il nostro sogno. Quindi ci diamo subito da fare con ben 6 mesi di anticipo!! Prenotiamo con ryanair il nostro volo di andata da Roma ciampino verso Edimburgo e il volo di ritorno da Glasgow sempre verso ciampino. Per gli alberghi ci affidiamo all’ottima cernita di visitscotland.com. Infine, organizziamo i nostri spostamenti interni in giro per la scozia prenotando un biglietto chiamato ‘explorer pass’ di scottish city link, la piu’ grande rete di autobus scozzesi che mette in collegamento le principali citta’. Il biglietto da noi scelto, su tre diverse possibilita’, ci ha permesso di girare liberamente nei giorni del viaggio in ogni citta’ della scozia previa prenotazione del biglietto presso le stazioni degli autobus. Intanto, l’11 luglio, giorno della finale dei mondiali 2010, io e franci ci mettiamo in macchina da bari alla volta di roma, ospiti di una nostra amica, carmelita, che ci accoglie amorevolmente in casa per la notte. L’indomani di buon mattino ci facciamo accompagnare da carmelita alla stazione di anagnina e da lì prendiamo il bus per l’aeroporto di roma ciampino. Arrivate a ciampino, superiamo i vari controlli aeroportuali e così finalmente ci imbarchiamo sull’aereo che ci porta dritti a edimburgo dove arriviamo alle 14.10 ora locale. Una volta scese dall’aereo, giusto il tempo di prendere confidenza con l’aria abbastanza fresca di edimburgo, ci dirigiamo verso il ritiro bagagli (non piu’ di venti minuti di attesa!!) e cosi’ prendiamo il pulman che collega l’aeroporto di edimburgo al centro della citta’. Non appena scendiamo dal bus siamo colpite dal suono di una cornamusa: si tratta di un ragazzino vestito con il tipico kilt scozzese che suona molto bene la cornamusa all’angolo della strada. Gia’ la cosa ci entusiasma molto: capiamo subito che la prima cosa da fare era andare in albergo e lasciare le valigie per poterci dedicare pienamente alla visita della citta’. Cosi’, dopo aver chiesto qualche informazione in giro ci troviamo di fronte alla nostra guest house, adria house in royal terrace, una bella casa vittoriana. Ad aspettarci un simpatico scottish-man che si chiama edward, il quale ci da’ il benvenuto e ci accompagna in stanza: secondo piano senza ascensore, purtroppo!!! nonostante i nostri tentativi di dissuasione, Edward e’ cosi’ gentile da farsi carico delle nostre valigie portandole fino nella stanza. La stanza e’ molto carina, il bagno rigorosamente in camera piccolo ma ben organizzato, c’e’ la tv, insomma la stanza ci piace. Il tempo di rinfrescarci e siamo gia’ in giro per Edimburgo. In realta’ siamo gia’ dotate di mappa del centro della citta’, e quindi decidiamo subito di fare un giro sulla royal mile…ma prima dobbiamo ottemperare ai doveri della fame!!! ci fermiamo in un pub nel centro di Edimburgo, mangiamo della carne servita con delle ottime patate al forno e beviamo un bel boccale di birra…fresca e leggera!!! Almeno così ci e’ parsa!! proseguiamo nel vivo del royal mile: bellissima strada centrale, che collega il castello di edimburgo alla residenza estiva della regina, la holyrood house. La strada e’ tutta piena di negozietti, tra i quali capiamo subito che il primato va riconosciuto ai negozi di lana e cachemire!! un giro veloce nel negozietto di articoli natalizi, battiamo al tappeto tutti i negozi di abbigliamento, soprattutto quelli che vendono kilt e accessori di ogni genere, anzi vi sono addirittura numerosi negozi specializzati nel noleggio dell’indumento. Intanto, la sera si avvicina, decidiamo di tornare in albergo per riposarci e poter affrontare in maniera ‘attiva e operativa’ la giornata successiva che avevamo pianificato essere quella dedicata alla visita del castello. Come da progetti, ci alziamo alle 7.30 e dopo la doccia scendiamo a far colazione: ci avvicina una simpatica ragazza, ci chiede cosa avremmo voluto mangiare a colazione e noi da brave turiste gia’ immerse nello spirito scozzese chiediamo scrumbled eggs, bacon and sausages….un ottimo te’ e ovviamente brown and white bread su cui spalmare la marmellata. La colazione e’ ineccepibile!! Soddisfatte per questa abbondante colazione, ci mettiamo in cammino verso il castello…non manchiamo di godere ancora una volta della bellezza del royal mile e cosi’ passo dopo passo cominciamo a salire verso il castello. Qualche metro prima dell’ingresso ci imbattiamo in tim, un simpaticissimo 92enne, vestito di tutto punto in kilt, che si presta a farsi immortalare con Francesca in una foto. Proseguiamo la nostra salita verso il castello e via via capiamo di andare incontro alla musica di una banda: ebbene si’, in vista del military tattoo di agosto, nel castello le bande provavano le melodie che avrebbero suonato di li’ a qualche giorno. Dopo 5 minuti, la ‘strada e’ libera’ e quindi possiamo tranquillamente muoverci verso il castello: davvero molto bello!! oltre a conservare diversi esemplari di cannoni, alcuni esemplari dei gioielli della corona, conserva anche una simpatica tradizione: la one o’clock battery cioe’ uno sparo che puntualmente ogni giorno alle 13, ad eccezione del giorno di natale, di capodanno e del venerdi’ santo, viene fatto partire da un cannone. Ci chiediamo come mai viene sparato un colpo all’una del pomeriggio e non a mezzogiorno, come siamo in genere abituati noi in Italia. La risposta e’ presto data: perche’ sprecare dodici colpi di cannone quando se ne puo’ sparare solo uno?? mi sembra giusto, condivido pienamente con lo spirito di parsimonia tipico degli scozzesi. Dieci minuti prima delle tredici un bagpiper si avvicina al luogo dello spettacolo a cui avremmo assistito di la’ a 10 minuti e comincia a intonare diverse melodie scozzesi. Tra gli applausi degli spettatori, accorsi numerosi per l’evento, esattamente due minuti prima dello scoccare arriva un militare che, seguendo una procedura ben definita, posiziona un barilotto di polvere da sparo all’interno del cannone e lo fa esplodere con un conclusivo ed entusiasta accoglimento della folla!! Intanto, comincia a far freddo, ci copriamo piu’ che possiamo e decidiamo di ridiscendere verso il royal mile anche perche’ avevamo adocchiato un paio di negozietti a cui volevamo prestare piu’ attenzione, uno tra questi il famoso scotch whisky experience, proprio ai piedi del castello. Entriamo in questa boutique del whisky, decidendo di saltare il giro degli alambicchi, per andare direttamente nel negozio e farci consigliare qualche whisky da regalare a degli amici. In effetti, e’ presto fatto: ci consigliano un paio di whisky: io decido di acquistare una bottiglia da 75 cl di old pulteney da regalare al mio amico gregorio e qualche bottiglia mignon di talisker e caolila da regalare ad altri 3 amici. Avrei potuto osare di piu’ se non ci fossero i limiti del peso delle compagnie aeree!!! francesca mi segue a ruota, non si risparmia nemmeno lei e alla fine del giro nel negozio ci sentiamo gia’ ubriache senza aver assaggiato nemmeno un goccio di whisky. C’e’ da dire che non abbiamo trovato nel nostro giro scozzese molti whisky shop contrariamente a quanto pensavamo: in realta’, vi sono molte distillerie da visitare e alla fine del giro vi e’ la possibilita’ di acquistare solo il whisky prodotto in quella distilleria ma un negozio che offra una carrellata di whisky diversi lo abbiamo trovato a fatica in scozia e tra questi sicuramente lo scotch whisky experience e’ quello davvero degno di nota!! Gia’ piene di sacchetti, decidiamo di fermarci nella st. Giles’ cathedral, chiesa che conserva al suo interno la famosa cappella del cardo, uno dei simboli della Scozia. Mi incuriosisce la leggenda secondo cui gli spinosi cardi avevano permesso agli scozzesi di difendersi in tempo dall’invasione dei danesi che, nel tentativo di approdare in scozia di soppiatto, non avevano fatto i conti con il dolore e quindi il lamento provocato dalle spine della pianta per il dolore ai piedi. Nella cattedrale mi colpisce subito uno strano odore di cucina, mi guardo intorno per capire da dove provenga quell’odore e subito il mio sguardo cade sull’insegna di un ristorante posto proprio sotto la cattedrale e dalla quale si accedeva attraverso una scala. Luogo abbastanza insolito quello di un ristorante sotto una cattedrale.A questo punto, dopo tanto camminare dal mattino, decidiamo di prendere una cosa da mangiare e da bere: un ottimo applepie per me e una buona tazza di te caldo anche per combattere il freddo che si faceva sentire soprattutto ora che le nuvole cominciavano a prendere piede nel cielo. Quindi, decidiamo di avviarci verso il nostro albergo, non perdiamo occasione di fermarci nei negozietti e così arriviamo stremate nella stanza. Intanto aveva cominciato a piovere!! Siamo al 14 luglio: la nostra prossima meta e’ Inverness. Facciamo colazione e nel frattempo, anche su suggerimento di Edward, decidiamo di chiamare un taxi che ci accompagna alla stazione degli autobus perche’ la pioggia e’ davvero insistente. Lasciamo Edimburgo nella pioggia ignare del fatto che nei successivi sette giorni non avremmo visto piu’ il sole. Arriviamo a inverness verso le 14, troviamo abbastanza facilmente il nostro albergo, crown guest house. Qui ad accoglierci c’e’ katriona che ci indica la stanza (primo piano senza ascensore, anche questa e’ una casa vittoriana!) e ci da indicazioni sugli orari della colazione. Intanto ci armiamo di ombrello, berretto e k-way anche perche’ la giornata e’ molto umida e fa anche freddo!! Ci rendiamo conto di dove siamo rispetto al centro storico, lo raggiungiamo, il solito giretto per negozi fino ad arrivare sul fiume ness…be’, che dire bello!!! ad un certo punto, alziamo gli occhi e ci accorgiamo di essere proprio sotto la collina su cui si erge il castello di Inverness. Purtroppo il tempo non e’ favorevole e col passare delle ore incalza la pioggia. A nulla servono ne’ l’ombrello, ne’ il berretto: la pioggia e’ sottilissima e quando accompagnata da un fastidioso vento non solo fa girare l’ombrello al contrario ma ti bagna comunque. Quella sera ce ne andiamo in un pub della zona ad ascoltare musica tipica dal vivo, francesca bevendo un bel bicchiere di birra e io osando bere un cicchetto di talisker: non e’ per me quel whisky. Il suo odore di fumo mi da’ subito disgusto per cui alla fine non faccio che bere un piccolissimo sorso e lo lascio. La mattina successiva, fatta la colazione, ci muoviamo alla volta del castello pretendendo di visitarlo. In realta’ il castello e’ la sede dello sceriffo per cui non vi e’ possibilita’ di entrarci. Quindi ci rechiamo al victorian market, un ‘centro commerciale’ che ci avevano indicato essere il posto ideale per lo shopping: in realta’ si tratta di un abbattutissimo mercato di frutta, entriamo in un bar ordiniamo un te’ ma le tazze sono maleodoranti…per cui scappiamo via da quel posto!!!.ci facciamo prendere un po’ dallo sconforto!! che fare in una giornata di pioggia battente in un paese di cui avevamo gia’ visto tutto e che non offriva molto altro?? lo sconforto ci fa venire in mente una bella idea: perche’ non visitare quel paesino che ci aveva colpito mentre da edimburgo ci dirigevamo verso inverness?? e quindi, corriamo verso la stazione degli autobus dello scottish citylink, prenotiamo due biglietti andata e ritorno per pitlochry e in meno di venti minuti siamo gia’ in partenza. Pitlochry e’ un caratteristico paesino della scozia che si sviluppa su una strada principale piena di negozi e proprio per questo eravamo rimaste colpite.

Arrivate sul posto, decidiamo di mangiare qualcosa: ci fermiamo in un panificio, io prendo del brown bread con prosciuto, cheddar e pomodori secchi (un vero e proprio panino da muratore) e francesca un filoncino imbottito allo stesso modo…poi un caffettino e via alla volta dello shopping graziate anche da un timido sole che fa capolino tra le nuvole. A pitlochry ci decidiamo ad acquistare i souvenir, tante belle sciarpe di cachemire, qualche sottobicchiere dipinto a mano raffigurante il simbolo del cardo, un bel berretto da uomo in lana, qualche magnete per ‘ciccina’ come chiamo la mia cara amica annalisa e via…..arriva il momento di rientrare a inverness: in fondo questa era sola un’uscita estemporanea assolutamente imprevista ma che ci aveva salvate dal grigiore e dall’angoscia che ci avevano colto a inverness. Rientrate a inverness facciamo un po’ di spesa in un supermercato, e ci dirigiamo direttamente in albergo, stanche ma soddisfatte. Rifacciamo le valigie, il giorno dopo dobbiamo partire alla volta di portree. E’ gia’ il 16 luglio…da brave soldatine ci dirigiamo verso la stazione dei pulmann, inutile dire che piove copiosamente!! e ci accomodiamo sul pulmann dello scottosh city link alla volta di portree. La pioggia non accenna a diminuire e questo ci preoccupa non poco…dopo 3 ore di viaggio eccoci nella piazza di portree, certo i paesaggi che abbiamo attraversato sono davvero degni di nota, il ponte che collega la terraferma all’isola, l’eilean donan castle che lambiamo e in cui sono assiepati decine di turisti che scattano le classiche foto ricordo, le montagne, i fiumiciattoli che si insinuano tra le rocce, le infinite pecore scozzesi lasciate libere a pascolare (sebbene in recinti ben chiusi) e segnate sul dorso da un colore preciso, tutto cio’ concorre a far si’ che la mia idea della scozia prenda forma…tutto sarebbe stato perfetto se il tempo fosse stato piu’ clemente….siamo quindi appena arrivate, telefoniamo a joan ann, la padrona del cottage in cui avremmo pernottato, le chiediamo la gentilezza di venirci a prendere e cos’ dopo 5 minuti joan ann e’ con noi. Cinque minuti in macchina e siamo gia’ nel cottage, una casetta che si affaccia sul lato meridionale del porto di portree. Joan ann, calorosissima come tutti gli altri padroni di casa, ci mostra la stanza e ci da’ ragguagli sulla colazione. Anche questa volta lasciamo le valigie e facciamo una bella passeggiata di nuovo verso il centro. Inegozi non sono tantissimi e il grigio del cielo ci intristisce un po’ intanto riprende a piovere. Ci fermiamo in un ristorante che ci ha attratte per come descrive il fish and chips: decidiamo che non possiamo tornare in italia senza aver mangiato una volta questa tipica pietanza scozzese. Devo dire che il fish and chips servitoci era davvero molto buono, nonche’ bollente, accompagnato da patatine molto croccanti su cui abbiamo adagiato diverse gocce di ketchup e mostarda e su cui abbiamo fatto scivolare una freschissima birra scozzese….che dire? meritava davvero questo fish and chips!!! in baraba al cattivo tempo!!! sfidiamo la pioggia (quale sarebbe l’alternativa?) e ci dirigiamo lo stesso verso il famoso porto con le casette colorate di celeste, rosa e verde…ma con la pioggia tutto perde colore, la pioggerellina sottilissima sembra un lenzuolo di nebbia che avvolge il paese….ho la sensazione di vivere in un’ambientazione gotica…ecco come definirei questa vacanza ‘gotica’ nella sua accezione positiva e negativa. Quindi, sempre per non farci prendere dal panico, ci facciamo portare da un taxi al famoso aros centre (un centro commerciale, come e’ stato indicato su tutte le guide!!) in realta’ un bar con tanti tavolini, un negozio di abbigliamento, un cinema e una cartoleria. Decido che in questa cartoleria voglio acquistare le cartoline ricordo che puntualmente incornicio, poi vengo attratta dall’immagine di una scatola in latta, sistemata su uno scaffale poco piu’ in la’, raffigurante peter pan e james matthew barrie. Non posso credere ai miei occhi: nella terra di peter scozia dovevo arrivare in questo sperduto centro commerciale per vedere che per gli scozzesi il 150° anniversario della nascita del padre del bambino che non voleva crescere ha un senso se non storico almeno letterario…quindi la storia, la letteratura, tutto quello che per anni ho studiato e su cui mi sono laureata hanno un senso anche per gli scozzesi!!! compro subito due scatole di latta (quando mi capitera’ un’altra simile occasione in tutta la scozia), qualche altra confezione di biscottini scozzesi e quindi torniamo di corsa in albergo….piove ininterrottamente!! Siamo a sabato 17 e piove ovviamente: il nostro viaggio prevede un’escursione al castello di Dunvegan, sede di uno dei clan piu’ antichi della scozia, sempre sull’isola. Ci mettiamo 30 minuti a raggiungere il posto con l’autobus di citta’….arrivate li’ capiamo che il castello non ci offrira’ molto perche’ ci sono lavori di restauro in corso. Possiamo visitare solo un’ala del palazzo….belle le viste del mare dalle finestre del castello, luogo visitato anche dalla regina, ma in 45 minuti siamo gia’ fuori dal castello, ci attardiamo nei giardini che circondano il castello ma piu’ di mezz’ora non si impiega a ultimare il giro. Quindi, ci sediamo a mangiare qualcosa nel ristorante attiguo al castello e attendiamo pazientemente l’ora in cui passera’ l’autobus che ci riportera’ a portree, nel frattempo francesca per ammazzare il tempo decide di regalare un ‘servizio fotografico’ a un gabbiano che insistentemente si aggirava intorno a noi. Intanto, rientriamo a portree, le nuvole cominciano a diradarsi e miracolo…un timidissimo raggio di sole fa capolino…..allora con francesca corriamo a fare la spesa nel supermercato, e poi subito verso il nostro cottage per non perdere l’occasione rarissima di poter scattare qualche foto decente alla luce del sole, a quella parte del porto che scorgevamo dalla nostra stanza….finalmente il sole!!!! vive le soleil…..up with the sun!!!!!



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