Santiago By Bike

Quest’anno dopo aver passato in rassegna numerose destinazioni abbiamo scelto quella relativamente più vicina (??!!)…la Spagna del Nord! E’ la meta che sarà lunga da raggiungere! Perché abbiamo deciso,o meglio, ho insistito (e noi donne siamo brave quando ci mettiamo….vero Alberto?!) per realizzare questo mio sogno di percorrere il...
Scritto da: ciuffoletta
santiago by bike
Partenza il: 10/08/2009
Ritorno il: 28/08/2009
Viaggiatori: in coppia

Arzua. Mancano pochi km quando comincia a piovigginare; ci fermiamo per un brevissimo pit-stop ( giusto il tempo di infilare il giubbino antipioggia) e riprendiamo a pedalare ( a questo punto un po’ più spediti). Arriviamo alla pensione Rua appena in tempo prima che inizi a piovere sul serio e scopriamo con grande piacere che proprio lì sotto c’è un bar. Ci sbafiamo un bel panino e dormiamo tutto il pomeriggio,del resto con un tempo così non ci resta altro da fare. 25-08 Arzua-Santiago de Compostela Oggi è l’ultima tappa,siamo emozionatissimi. Partiamo avvolti dalla nebbia ma soprattutto con indumenti troppo leggeri e neanche un’ora dopo ci dobbiamo fermare a bere un tè bollente per scaldarci. Le mani e le gambe sono quasi congelate, io ho persino la coroncina di ghiaccio sui capelli come la Lucia dei “Promessi sposi”. Mai come stamattina abbiamo desiderato invano una salita per scaldarci un po’, maledicendo il fatto di non aver indossato qualcosa di più pesante (visto che ce l’avevamo). Ma oggi non pensiamo alla fatica. Davanti a noi intravediamo solo l’approdo,la meta di tutto l’andare. Il nostro cuore oscilla tra la voglia di arrivare e la malinconica allegria di ogni traguardo. La tappa è ancora lunga in una successione di salite e discese. E’ un labirinto di paesini,foreste distese di eucalipti dalle foglie lanceolate e dal profumo intenso nella bruma mattutina,prati verdi e letame a frotte intorno e nelle narici. Prima di Lavacolla la strada asfaltata immette sull’autostrada; appena prima dell’imbocco c’è il sentiero x bici e pellegrini. Lo seguiamo sino al monte do Gozo (imperdibile) dove c’è il monumento a papa Giovanni II e una vista splendida di Santiago. Seguiamo ancora i segni del cammino che ci portano per mano in città sino alla porta do Camino. Scendiamo dalla bici poiché è giunta l’ora di unirci lenti agli altri pellegrini. Un fremito attraversa la schiena mentre ci avviciniamo alle pietre della cattedrale di Santiago,le pietre e le guglie che hanno acceso il cammino,sostenuto l’andare,sorretto il morso della fatica. Ed eccoci lì faccia a faccia. L’emozione si scioglie senza governo mentre ce ne stiamo lì con indosso ancora i vestiti del cammino e la bici appresso. Andiamo alla messa di mezzogiorno, un rito a cui non si sottrae nessuno, ma non riusciamo ad assistere al rito del botafumeiro (in funzione solo in occasioni speciali). Arrivati in albergo ci concediamo una bella doccia calda e poi facciamo la coda all’officina del pellegrino per ritirare la Compostela. Ciondoliamo qua e là per negozi e poi torniamo davanti alla cattedrale a scattare qualche foto. E’ incredibile come sembra giovane questa città con tutti questi pellegrini che arrivano alla spicciolata con lo zaino in spalla e il bastone che ha accompagnato i loro passi o con la bici come noi. Li riconosci anche di sera quando li vedi girare per le vie della città con gli infradito e le vesciche. 26-08 Santiago de Compostela Oggi niente sveglia,ormai siamo arrivati e quindi ce la prendiamo comoda…scendiamo a fare colazione e scambiamo due chiacchiere con quattro ragazze italiane partite da Leon a piedi. Poi torniamo a gironzolare per le vie della città,facciamo gli ultimi acquisti e torniamo alla cattedrale per la messa di mezzogiorno. Nonostante ci fossimo già andati ieri, resta comunque emozionante sentire la suora che intona il canto del pellegrino, ripensare alle centinaia di persone incontrate lungo il cammino al ritmo della nostra pedalata, a quelle con cui ci siamo fermati a parlare. Mi tornano in mente gli ambienti naturali ogni giorno diversi…le pietre dell’alto del Perdon,i ponti in pietra percorsi da secoli di storia, i vigneti sulle rocce che lambivano i nostri pedali, le strade di polvere e ciotoli che tagliavano in due sterminati campi di grano ondulati, il calore delle mesetas che rendevano un miraggio la nostra meta, le interminabili salite lungo strade che passavano per boschi fino ad arrivare qui, davanti alla cattedrale svelata da una coltre di nebbia e umidità. 27-08 Finisterre Nel Medioevo andare fino al mare, arrivare al punto più estremo delle terre conosciute, era considerato il giusto completamento del pellegrinaggio a Santiago de Compostela. E sulle spiagge di Finisterre si raccoglievano le conchiglie come testimonianza dell’andare,quelle conchiglie sono diventate uno dei simboli del cammino. Oggi sempre più pellegrini affrontano quell’ultimo tratto che li separa dall’oceano per sedersi sul lembo di terra più estremo a contemplare l’orizzonte. Ed è quello che abbiamo fatto anche noi…ma in autobus…però credetemi,non è stata lo stesso una passeggiata: 6 ore di autobus tra andata e ritorno lungo la costa piena di curve, 6 km a piedi tra andata e ritorno per arrivare al faro!!! E pensare che avevamo deciso di fermarci due giorni per riposare,a quanto pare la parola “Riposo” non rientra nel nostro vocabolario.

E così finisce un altro giorno e anche il nostro cammino ma Santiago non è una meta, un approdo, solo il luogo di un rimbalzo. L’andare sta di nuovo davanti. Perché quella piazza è solo “La metà di una meta”



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